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Assoprovider: no alle tasse sulla banda larga

Italia


Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa inviatoci da Assoprovider (Associazione Provider Indipendenti) sulla possibilità prevista dall’Emendamento Eufemi di imporre agli Internet provider, di prelievi fiscali sui canoni di abbonamento per le connessioni a banda larga.

L’Emendamento Eufemi, in palese contraddizione con la politica di governo sulla banda larga, prevede la possibilità di tassare il fatturato degli Internet provider derivanti dei canoni di abbonamento per le connessioni al fine di promuovere le attività cinematografiche e di spettacolo.

Assoprovider denuncia questo provvedimento come lesivo per lo sviluppo di un settore trainante della nostra economia.

Il Governo ha individuato nella larga banda un fattore essenziale e strategico per la crescita economica e il recupero di competitività per il nostro Paese. E ciò è testimoniato da molti interventi in questa direzione come l’erogazione dei contributi sulla larga banda, le “autostrade digitali” del Ministero dell’Innovazione e Tecnologie e il recente decreto Landolfi sul Wi-Fi che permette finalmente di portare la larga banda nei piccoli comuni favorendone così la crescita economica e culturale.
Quello della banda larga è un settore centrale per lo sviluppo del nostro paese, settore profondamente in crisi per problemi legati alla posizione dominante dell’incumbent che già costringono gli altri operatori a sottilissimi margini di guadagno.

I provider di piccole dimensioni hanno festeggiato ieri, dopo due anni di attesa e di investimenti congelati, il decreto wi-fi ultimo miglio che consente finalmente di portare la larga banda alla provincia italiana, dove gli interessi dei grandi operatori sono assenti: solo i piccoli trovano vantaggio nell’accoppiare un servizio di pubblica utilità a modesti guadagni economici. Ma con i prelievi fiscali che l’emendamento Eufemi prevede ci saranno ancora i margini utili a stimolare gli investimenti in zone poco popolate da parte di operatori già sull’orlo della crisi? I piccoli comuni vedranno così allontanarsi la possibilità, ieri così vicina, di avere quelle connessioni a banda larga da tanto aspettate che sono ormai indispensabili per la crescita economica del territorio.

Assoprovider domanda:

1) Che senso ha promuovere lo sviluppo di un settore tassandone un altro che già naviga in cattive acque?

2) Perché allora dare i contributi per la banda larga a pochi operatori per poi tassare tutti?

3) Perché, invece di indirizzare indiscriminatamente il prelievo verso il fatturato dei canoni di abbonamento per le connessioni a banda larga, non tassare anche per quanto riguarda gli ISP lo sfruttamento del prodotto cinematografico ed audiovisivo come indicato dallo stesso emendamento nei confronti degli operatori mobili?

Assoprovider chiede che venga cancellata la possibilità di prelievo fiscale sui canoni di abbonamento per le connessioni, provvedimento lesivo per il settore della larga banda, settore trainante per lo sviluppo della nostra economia e del Paese in generale.

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