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Iraq e Web: mercificazione della miseria umana. Sito al centro di un¿inchiesta

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Secondo la Convenzione di Ginevra, in ogni tempo e luogo, ¿sono e rimangono vietate le violenze contro la vita e l¿integrit&#224 corporale, specialmente l¿assassinio in tutte le sue forme, le mutilazioni, i trattamenti crudeli, le torture e i supplizi; la cattura di ostaggi; gli oltraggi alla dignit&#224 personale, specialmente i trattamenti umilianti e degradanti¿.

Queste disposizioni, tuttavia, non dovevano essere ben chiare alla soldatessa americana Lynndie England, fotografata mentre teneva al guinzaglio un prigioniero iracheno nel carcere di Abu Ghraib, e per questo appena radiata dall”esercito e condannata a tre anni di carcere da una Corte marziale americana.

Senza voler fare di tutta l¿erba un fascio, non finisce, di stupire con quanta facilit&#224 e stupido orgoglio alcuni soldati americani si vantino delle loro gesta in Iraq, perfino inviando a un sito Internet agghiaccianti immagini che li ritraggono sorridenti di fronte a cadaveri di civili iracheni.

L¿esercito Usa ha aperto un¿inchiesta sul sito in questione, dove campeggiano ¿ tra un forum porno e l¿altro – alcune foto di militari in uniforme accanto a quelli che sembrano essere corpi senza vita.

Altre foto ¿ provenienti dall¿Iraq e dall¿Afghanistan – mostrano invece soldati che posano davanti a resti umani carbonizzati, parti del corpo mutilate e organi interni che fuoriescono da corpi martoriati.

Le immagini sembrano essere state scattate e inviate al sito da militari in forza in Iraq, che non hanno messo in conto che il gesto, come ha spiegato il portavoce dell¿esercito, ¿violerebbe il codice di giustizia militare¿, che definisce quali comportamenti siano inappropriati per i membri dell¿esercito.

&#200 anche da stabilire se l¿invio di questi macabri scatti violi la Convenzione di Ginevra, dice invece un funzionario del Pentagono.

L¿aspetto pi&#249 raccapricciante di questa vicenda, &#232 che le foto in questione sono collocate accanto alle immagini pornografiche che costituiscono il tema centrale del sito, e sono accompagnate da commenti quanto mai fuori luogo.

Lo stesso sito descrive gli scatti come ¿leggermente violenti¿ e l¿editor invita chi si ritiene ¿facilmente impressionabile¿ o chi ha ¿problemi con i corpi di terroristi morti¿ a non visionarle.


Tra le tante nefandezze, sotto la dicitura “Cooked Iraqi” si possono vedere soldati in uniforme indicare sorridenti i resti di un corpo carbonizzato, mentre su un post subito sotto si legge ¿brucia bello, brucia¿.

Non tutte le reazioni, per fortuna, sono di questo tenore: un anonimo scrive infatti: ¿E¿ divertente quando si tratta di un iracheno, ma un oltraggio se &#232 un tuo vicino¿e queste sono le persone responsabili di mostrare al mondo come si esporta la democrazia in Iraq¿.

Le immagini scattate per mezzo di fotocamere hanno fatto conoscere al mondo gli abusi commessi dai militari americani sui prigionieri iracheni nel carcere di Abu Graib e in seguito ai quali solo un altro militare &#232 stato condannato a pene detentive: Charles Graner, considerato il capo degli aguzzini e padre del bimbo di 11 mesi della 22enne Lynndie, la cui foto guinzaglio alla mano &#232 diventata ormai ¿l¿immagine¿ simbolo di tutta la vicenda.

¿Questo disgustoso commercio della miseria umana &#232 un insulto per tutti quelli che hanno servito l¿esercito americano¿, ha dichiarato Arsalan Iftikhar, Legal Director del Consiglio sulle Relazioni tra l”America e gli Islamici (CAIR).

In risposta, il Pentagono ha riferito che la Criminal Investigation Division dell¿esercito sta gi&#224 indagando sulla vicenda, definita una ¿azione inaccettabile¿.



Il responsabile del sito in questione, si &#232 reso ovviamente irrintracciabile, ma l¿Online Journalism Review della University of Southern California lo identifica in tale Chris Wilson, residente in California.

Secondo la rivista, Wilson avrebbe detto che le foto sono da considerarsi ¿il punto di vista dei soldati¿ che possono tranquillamente portarsi dietro la macchina fotografica digitale e inviare gli scatti al sito.

Wilson si vanta del fatto che si tratta sicuramente di ¿scatti molto rari¿ e si dice convinto che abbiano un certo valore in termini di informazione.

Wilson dimentica per&#242 che le foto dei cadaveri martoriati, non sono state fatte oggetto di denuncia, ma messe alla stregua del porno, quindi considerate soltanto una delle tante varianti della mercificazione del corpo umano, e non possono che causare sdegno e condanna.

Alessandra Talarico

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