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Musica online: la Ue pronta a sostenere il mercato e a regolamentare il servizio di riscossione dei diritti d¿autore

Europa



Per gli inizi del mese, &#232 attesa un¿iniziativa della Commissione europea volta a incoraggiare e sostenere la distribuzione di musica online e la relativa riscossione diritti d”autore. La notizia arriva da una fonte comunitaria, che ha spiegato che il progetto trova giustificazione da uno Studio, realizzato su richiesta dell¿Unione europea, su come gestire il nascente mercato della musica online nel rispetto dei diritti di propriet&#224 intellettuale, sul quale operano gi&#224 diversi player, primo fra tutti Apple con il proprio servizio iTunes.

La Ricerca ha evidenziato la necessit&#224 di organizzare un servizio di riscossione dei diritti d”autore nei 25 Paesi membri. In base alle attuali disposizioni, chiunque voglia aprire una piattaforma di musica online, deve farlo in ciascuno dei Paesi Ue, trattando con i diversi enti che coordinano la riscossione dei diritti in ciascuno Stato.

Secondo le indiscrezioni, nelle prossime settimane la Commissione avvier&#224 delle pubbliche consultazioni sulla regolamentazione del downloading legale di musica. Mentre, per il prossimo autunno, dovrebbe arrivare una proposta formale.

Un¿iniziativa di questo tipo contribuir&#224 sicuramente a far crescere il mercato legale e a regolamentare al meglio la gestione dei diritti d¿autore.

Anche la Ue si prepara, quindi, a prendere provvedimenti per intervenire e dare regole certe che tutelino la propriet&#224 intellettuale e incentivino la crescita di questo nuovo canale di distribuzione, contribuendo ulteriormente alla lotta alla pirateria, che vede impegnati in prima linea istituzioni e major discografiche.

Giusto luned&#236, la Corte suprema Usa ha pronunciato una sentenza destinata a fare storia in materia del diritto d¿autore, 20 anni dopo la famosa ¿Sony Betamax¿.

Il caso, noto come ¿MGM vs Grokster“, opponeva 28 case discografiche e cinematografiche agli utenti delle piattaforme peer-to-peer Grokster e Morpheus, accusate di complicit&#224 con i pirati, facilitando con la loro tecnologia la violazione dei diritti d¿autore.

Secondo i giudici, gli utenti delle reti di file-sharing potranno essere perseguiti. “Chi distribuisce un dispositivo con l”obiettivo di promuovere il suo uso per infrangere il copyright &#232 punibile per gli atti risultanti dalla violazione causata da terze parti utilizzando lo strumento, a prescindere dagli usi legali possibili dello strumento stesso“, ha scritto il giudice David Souter.

La Corte non condanna il peer-to-peer, ma la promozione dell¿uso illegale che ne hanno fatto i siti coinvolti.

Ne escono avvantaggiate le piattaforme legali e altri siti di downloading di musica. Anche se gli esperti ritengono che non baster&#224 per sconfiggere la pirateria, visto che i maggiori utilizzatori del file-sharing illegale sono soprattutto i giovani, con pochi soldi, che resteranno sempre tentati da tutto ci&#242 che viene offerto gratuitamente, sebbene si tratti di una pratica illegale.

Intanto per&#242 si &#232 creato un importante precedente, di cui si avvarranno le major e che peser&#224 sulle future decisioni contro le piattaforme di P2p.

E gli effetti della sentenza non sono tardati ad arrivare. L¿organizzazione americana che difende le posizioni dei produttori musicali (RIAA) ha denunciato 784 utenti dei siti di musica online KaZaA, Grokster, LimeWire e altri, portando avanti la propria azione che mira a sconfiggere la pirateria, facendo capire ai giovani il modo giusto d¿apprezzare la musica digitale.

Dall¿inizio della propria offensiva giudiziaria, nel settembre 2003, la RIAA ha gi&#224 presentato migliaia di ricorsi contro i pirati, alcuni dei quali sono gi&#224 arrivati in tribunale e hanno comportato per i responsabili il pagamento di pesanti multe.

Ieri si &#232 mosso anche il Ministro americano della Giustizia, Alberto Gonzalez, che ha annunciato la chiusura dell¿operazione ¿Site down¿, che coinvolto 11 Paesi, anche fuori dagli Usa.

Nel mirino un¿organizzazione specializzata in pirateria online, accusata d¿aver sottratto e messo illegalmente online l¿ultimo episodio di ¿Star Wars¿ e altri film, giochi, software per un valore di almeno 50 milioni di dollari.

Gli agenti dell¿FBI e le autorit&#224 dei Paesi coinvolti hanno realizzato 90 perquisizioni, sequestrato centinaia di computer, e oscurato almeno 8 server che distribuivano opere piratate.

L¿operazione ha coinvolto la citt&#224 di Chicago, San Francisco e Charlotte nella Caroline del Nord, ma anche Belgio, Germania, Danimarca, Irlanda, Portogallo, Olanda e Gran Bretagna, Australia e Canada.

Le quattro persone interrogate sono accusate d¿aver violato la legge in materia di copyright e sospettati d¿appartenere a organizzazioni clandestine che operano su Internet per scambiare illegalmente opere protette da copyright.

Raffaella Natale

Per ulteriori approfondimenti, leggi:

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