Broadband Week: consumatori più veloci delle imprese a investire nel futuro hi-tech

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BroadBandWeek

&#200 una settimana ¿calda¿ questa per Milano, non solo in senso atmosferico, a guardare il termometro si &#232 gi&#224 in piena estate, ma anche perch&#233 si stanno concludendo due eventi di confronto e dibattito molto importanti prima della pausa estiva e in vista di un autunno che dovrebbe segnare la definitiva partenza dell¿ondata del business high-tech.

Sono due gli incontri chiave ad attirare l¿attenzione degli addetti ai lavori: la presentazione dell¿annuale rapporto Assinform, fotografia dello stato di salute di Informatica, Telecomunicazioni e Contenuti multimediali nel nostro paese e la Broadband Week organizzato dalla rivista Wireless insieme al Forum della NetEconomy, che ha messo l¿accento su ci&#242 che la larga banda potr&#224 rappresentare per l¿Italia in termini di potenzialit&#224 di sviluppo per imprese e cittadini.

La Broadband Week: Perfettamente in linea con quanto tra l¿altro identificato anche da Assinform, in merito a una maggiore propensione dei consumatori finali a usare le tecnologie a sostegno della propria vita, rispetto a quanto le imprese facciano per migliorare la loro competitivit&#224, si &#232 svolta la settimana della ¿banda larga¿.

Una serie di manifestazioni della durata di cinque giorni allo scopo di:

  • dedicare attenzione al rapporto tra territorio milanese e opportunit&#224 d¿innovazione rese possibili dalla banda larga;

  • consolidare l¿eccellenza dell¿area milanese legata all¿utilizzo delle tecnologie dell¿informazione e della comunicazione;

  • interpretare e dominare la convergenza digitale e gli impatti sugli stili di vita;

  • divulgare una ¿cultura tecnologica¿ verso i cittadini e le PMI del territorio milanese.

Sul palco si sono dati il cambio mass-mediologi e imprenditori, imprese di accellerazione industriale e professori universitari di fama mondiale per presentare come gli utenti vivano la convergenza tra le varie tecnologie e come fruiscono dei contenuti digitali sulle diverse piattaforme oggi disponibili.

Ne &#232 emerso un quadro in cui nel ruolo di un¿impresa un po¿ goffa e analogica sono apparsi gli incumbent dell¿intrattenimento televisivo tradizionale, tra cui anche quello Internet, che hanno presentato modelli di business volti alla massimizzazione del profitto dei contenuti esistenti, sulla nascente piattaforma del digitale terrestre e su quella dell¿IPTV. Molto pi&#249 dinamici e innovativi i recenti modelli di consumo e fruizione del video di cui i consumatori finali fanno sempre maggior richiesta. Sembra emergere la tendenza alla creazione da parte del consumatore di un proprio palinsesto, salvando tutto sul proprio PC/TV recorder e potendo poi vedere nei luoghi e nei tempi preferiti.

Le nuove televisioni: Di particolare rilievo il convegno organizzato da Cesare Massarenti e Maurizio Goetz, denominato provocatoriamente ¿Le TV digitali¿ per dimostrare come oggi sia gi&#224 tecnologicamente possibile realizzare la convergenza televisiva su pi&#249 piattaforme.

Si sono visti poi gli ¿inventori¿ della nuova televisione P2P, in particolare Guido Cibursky inventore di CyberSky. Di fatto si tratta di un software che concretizza l¿idea di scambiare programmi TV esattamente come oggi accade per un film di prima visione, per la musica o i videogiochi, utilizzando programmi noti, sopratutto ai pi&#249 giovani, come aMule o eDonkey o addirittura server privati pirata. Chi scrive non pu&#242 non ricordare un articolo recentemente firmato su una nota rivista italiana di Internet professionale, in cui si analizzava il caso dei serial televisivi americani oggi presenti in molti ambienti P2P illegali di tipo BitTorrent. Avere a disposizione un file di un programma televisivo &#232 infatti semplicissimo grazie ai numerosi software di registrazione del segnale broadband oggi disponibili su PC (real-time acquisition and encoding). Basta poi metterlo in rete in uno dei molti ambienti che oggi trattano per lo pi&#249 serial televisivi americani (vedi il caso di Disperate Housewife), ma che presto potrebbero contenere anche serial nazionali.

ByteTornado, protocollo per lo streaming video real time, recentemente balzato alle cronache, ma anche il caso di Cybersky e quello sollevato dalla payTV tedesca Premiere, hanno generato molte polemiche e domande sul cosa fare. Purtroppo a mio parere troppo poco si &#232 parlato di pirateria e delle vere ripercussioni che questa pratica potrebbe avere sui nascenti progetti di digitale terrestre e IPTV.

L¿impresario digitale: Ma BBweek &#232 stata l¿occasione anche per discutere di servizi video-cinematografici prodotti dagli stessi utenti e di nuove professionalit&#224 della televisione del futuro. In particolare si &#232 dibattuto sulla figura del nuovo ¿impresario digitale¿, proposta dal Prof. Guido Martinotti, una sorta di Google per tutti i registi indipendenti per le loro produzioni online, che in questa fase iniziale sono caricate su server offerti gratuitamente da chi sta cercando di farsi, a costo contenuto, ricchi database da vendere poi a prezzi milionari (cose gi&#224 viste e per fortuna per lo pi&#249 finite in nulla). Ma si &#232 sollevato anche il tema delle nuove professionalit&#224 sull¿HDTV High Definition Television e di DVB-H (la televisione sul telefonino). Su riflessioni proposte da Cesare Massarenti e Chiara Boeri si &#232 arrivati a suggerire una miglior politica di standardizzazione degli innumerevoli formati video digitali oggi esistenti e di un cambiamento strategico fin nel modo di ¿girare¿ il contenuto video pensandolo in un solo momento per tutte le sue possibili applicazioni e fruizioni tecnologiche.

Per chi fa la televisione di domani sar&#224 essenziale risolvere il problema di filmare, distribuire e proteggere una sempre maggior quantit&#224 di contenuti televisivi digitali che oggi vengono convertiti dall¿analogico al digitale.

(L.D.)

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