Brevettabilità delle CII. MacGann (EICTA): ´Promuovere l´interoperabilità, garantire una normativa coerente e avviare un nuovo processo di sviluppo´

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A poco pi&#249 di un mese dalla data prevista per la votazione della Direttivasulla brevettabilit&#224 delle CII (Computer Implemented Inventions) ovvero delle Invenzioni Attuate per mezzo di Elaboratori Elettronici presso il Parlamento Europeo, Mark MacGann, Direttore Generale dell”EICTAl”associazione industriale europea promotrice della Campagna a sostegno dei brevetti per le CIIche sta mobilitando l”Europa intera- ha spiegato in un”intervista le argomentazioni a favore della Direttiva.

K4B. Perch&#233 risulta necessaria una Direttiva sui Brevetti delle CII?

R. L¿attuale sistema con l¿Ufficio europeo dei brevetti (UEB) a Monaco e con i 25 uffici brevetti nazionali crea una situazione in cui si riscontra una mancanza di coerenza e di chiarezza nelle competenze UE, al punto che le decisioni prese dagli uffici brevetti e dai tribunali dei brevetti possono essere diverse da uno Stato membro all¿altro.

La Direttiva mira a garantire la coerenza e la chiarezza nel sistema brevettuale delle CII (Invenzioni Attuate per mezzo di Elaboratori Elettronici) in tutta Europa. Ci&#242 ridurr&#224 i costi e contribuir&#224 alla promozione del mercato unico.

Inoltre, la Direttiva chiarisce che i brevetti non saranno applicabili al software puro, dal momento che l¿innovazione deve produrre un effetto tecnico.

K4B. Questa Direttiva modificher&#224 l¿attuale strategia di brevettazione?

R. No. Da molto tempo ormai i brevetti delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici possono essere protetti in Europa e negli Stati membri. Sono stati rilasciati migliaia di brevetti CII in una miriade di campi, fra i quali la telefonia mobile, la gestione dei diritti digitali, le apparecchiature mediche e l¿industria automobilistica.

La Direttiva garantisce coerenza e chiarezza e riduce i costi per l¿industria. Non altera la strategia di base sulla brevettazione delle CII.

K4B. Perch&#233 i brevetti sono importanti?

R. Senza i brevetti, le aziende dovrebbero fare affidamento sui segreti commerciali per proteggere le loro invenzioni e i relativi investimenti nella R&S. Ci&#242 implicherebbe gravi conseguenze negative per l¿interoperabilit&#224, una riduzione della condivisione delle conoscenze e un rallentamento dello sviluppo della tecnologia.

Inoltre, la soppressione dei brevetti in Europa ridurrebbe gli investimenti nella R&S da parte delle aziende EU e non UE. Comporterebbe uno svantaggio per le aziende UE anche nel mercato high-tech mondiale, in cui le aziende UE avrebbero ancora bisogno della protezione dei brevetti per competere efficacemente nei mercati non europei.

K4B. Come garantisce la Direttiva che non saranno rilasciati brevetti per il software puro e per i metodi per attivit&#224 commerciali?

R. La Direttiva stabilisce che possono essere brevettate esclusivamente le invenzioni che presentano un carattere di novit&#224, che sono atte ad un”applicazione industriale, che implicano un progresso creativo e che apportano un contributo tecnico nuovo e non ovvio. Il software puro, gli algoritmi e i metodi per attivit&#224 commerciali sono esclusi esplicitamente dalla protezione dei brevetti, cos&#236 come le “applicazioni banali dei brevetti”.

Nel caso in cui un brevetto sia rilasciato ingiustamente, esiste una procedura relativamente economica, la procedura di opposizione, per impugnare la decisione sul brevetto.

K4B. Che differenza c¿&#232 quindi fra il copyright e i brevetti?

R. I concetti di brevetto e copyright sono complementari e non si sovrappongono. In breve, i brevetti proteggono il funzionamento dell¿invenzione oppure il modo in cui l¿invenzione funziona, mentre il copyright protegge il modo in cui &#232 scritta oppure il codice di programmazione. I codici di programmazione possono essere utilizzati da chiunque dietro il pagamento della tassa per la licenza.

Per la telefonia mobile, ad esempio, vi sono brevetti sulla conversione delle parole in segnali digitali da una parte e la riconversione del segnale digitale in voce sul telefono cellulare dall¿altra parte. Queste sono funzioni tecniche che includono software. Tuttavia &#232 la funzione, pi&#249 che il software di supporto, che ha avuto bisogno di consistenti investimenti nella R&S, ed &#232 sempre la funzione che soddisfa i requisiti per la protezione del brevetto.

K4B. Siete contro la brevettazione del software puro?

R. S&#236. Il software puro non comporta alcuna innovazione tecnica, ed &#232 pi&#249 indicata la protezione del copyright, che garantisce che il software puro sia disponibile per chiunque paghi la tassa per la licenza.

Inoltre &#232 importante che le invenzioni con un chiaro contributo tecnico rimangano brevettabili. Ci&#242 vale tanto per le invenzioni tecniche che includono software, come un sistema di frenata ABS in un¿auto, quanto per le invenzioni attuate da strumenti puramente meccanici.

K4B. In che modo i brevetti per le invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici stimolano l¿interoperabilit&#224 fra i prodotti?

R. Le invenzioni nel campo della telefonica mobile si basano su centinaia di brevetti di CII, eppure le apparecchiature e le reti sono interoperabili. Molte aziende condividono le loro invenzioni, perch&#233 sanno di poter contare sulla protezione dei brevetti.

La chiave &#232 lo sviluppo degli standard aperti e delle interfacce aperte. Gli standard aperti spesso si basano su invenzioni brevettate, ma sono disponibili per tutti dietro la corresponsione di una tassa per la licenza equa, ragionevole e non discriminatoria.

K4B. Che effetto hanno i brevetti sulle PMI?

R. I brevetti consentono alle PMI di trarre profitto dalle loro innovazioni e di proteggere gli investimenti nella R&S. Questo &#232 importante per la crescita, per i finanziamenti in capitali di rischio e per la leva negoziale con le altre aziende, grandi o piccole. Nella maggior parte dei casi i brevetti sono l¿unico modo che le PMI hanno per accedere ad una clientela pi&#249 ampia concedendo in licenza la propria tecnologia a aziende pi&#249 grandi e traendo profitto da ogni prodotto venduto dalle aziende in questione.

La Direttiva contribuirebbe a ridurre i costi dei brevetti per le PMI e per l¿industria in generale, eliminando i costi di traduzione e il bisogno di molteplici applicazioni nell¿UE.

K4B. Una parte della comunit&#224 di software open source afferma che la Direttiva nuocer&#224 all”industria. &#200 vero?

R. No. La Direttiva non introduce un nuovo sistema brevettuale, n&#233 mira ad ampliarne il raggio d”azione. Non fa altro che armonizzare e chiarire il sistema esistente.

In Europa il movimento del software open source si &#232 sviluppato di pari passo con i brevetti negli ultimi decenni.

K4B. Qual &#232 la differenza tra il sistema brevettuale statunitense e quello europeo?

R. Il sistema statunitense &#232 molto pi&#249 liberale per quanto riguarda i brevetti. La differenza principale sta nel requisito del ¿contributo tecnico¿. La normativa statunitense stabilisce che un¿invenzione deve semplicemente fare parte delle arti tecnologiche. Ne risulta che il software puro, le invenzioni banali e i metodi per attivit&#224 commerciali possono essere brevettati negli USA. La Direttiva proposta chiarisce che ci&#242 non succeder&#224 in Europa. Stabilisce infatti che possono essere brevettate solamente le invenzioni tecniche che siano nuove, non ovvie e che apportino un contributo tecnico.

Le argomentazioni a favoredella Direttiva

L”Appello alla Community italiana dell¿ICT

Il Manifesto europeo delle PMI

La posizione di ANIE/Confindustria

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