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e-commerce: abolite negli Usa le limitazioni sul commercio diretto di vino

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Una buona notizia per gli americani amanti del vino, per i piccoli produttori e i patiti dello shopping ¿alcolico¿ su Internet &#232 giunta stamani dalla Corte Suprema, che ha deciso di annullare le leggi protezionistiche che alcuni Stati applicavano sulla vendita diretta del vino.

Le due leggi prese in esame dalla Corte riguardavano con precisione gli Stati di New York e del Michigan, che impedivano l¿acquisto diretto di bottiglie di vino dai viticultori di altri Stati. Ma a esultare sono un po¿ tutti, dal momento che la sentenza verr&#224 applicata a pi&#249 di una ventina di Stati che praticavano simili restrizioni.

Finora, infatti, molti paesi obbligavano i piccoli produttori a vendere i propri vini attraverso dei grossisti, col pretesto di una tassazione pi&#249 efficace, nonch&#233 di impedire in questo modo l¿acquisto di alcol da parte di minori.

Una situazione che impediva ai viticoltori e i piccoli commercianti di essere concorrenziali a causa dei troppi passaggi di consegna, ma che apre ora nuovi scenari per le enormi opportunit&#224 poste in essere dal commercio on line.

La Corte Suprema, giudicando ¿discriminatorie¿ queste misure, ha infatti dato ragione ai piccoli produttori, che conducono la battaglia per mettere fine a questo stato di cose da oltre vent¿anni.

Il giudice Anthony Kennedy ha dichiarato che gli Stati non hanno ¿dimostrato in che modo la possibile evasione fiscale da parte di qualche viticoltore, ponga una minaccia tale da giustificare il loro regime discriminatorio¿, che nuoce enormemente al mercato ¿emergente e importante delle vendite dirette¿ attraverso Internet.

Per Robert Koch, presidente dell¿Istituto del vino che rappresenta 800 imprese vinicole californiane, la sentenza dovrebbe permette a circa 3 mila aziende vinicole a conduzione familiare, di ¿spezzare il monopolio del commercio di Stato¿, finora l¿unico autorizzato a vendere alcolici.

Escludendo il problema dei minori, che ha scatenato ferventi polemiche, al cuore della disputa c¿&#232 il 21esimo emendamento, quello che sanc&#236 la fine proibizionismo e dava ai singoli Stati carta bianca sul commercio degli alcolici.

Gli Stati che hanno posto in essere barriere all¿esportazione di vini e altri alcolici insistono che le leggi sono necessarie per proteggere i minori ed evitare traffici senza scrupoli.

Ma il giudice Kennedy a questo proposito ha dichiarato che le leggi dello Stato di New York, di fatto, avvantaggiavano i produttori locali a discapito di quelli di un altro paese e ¿secondo la nostra giurisprudenza, questo non pu&#242 accadere¿.

La vendita di alcolici su Internet &#232 attualmente un mercato di nicchia, ma rappresenta una notevole porzione dell¿economia americana. Secondo il Beer Institute, l¿industria della birra impiega circa 1,7 milioni di americani e paga 47 milioni di dollari l¿anno in stipendi e indennizzi.

Gli Usa sono il quarto Paese produttore di vino, dopo l¿Italia, la Francia e la Spagna, mentre gli americani consumano sempre pi&#249 vino e potrebbero presto detronizzare i francesi come maggiori consumatori di vino al mondo.

Alessandra Talarico

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