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Diffusione ICT: Italia dietro Giordania e Tunisia? Stanca discute risultati e metodologia del WEF

Italia



Il ministro per l”Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca, &#232 molto perplesso sui risultati, ma anche sul metodo di indagine alla base del Global Information Technology Report 2004-2005 redatto dal World Economic Forum sulla diffusione dell”ICT nel mondo.

Secondo il Rapporto, l¿Italia &#232 retrocessa nel giro di un anno dal 28° alla al 45° posto, scavalcata in classifica, oltre che da tutti i Paesi industrializzati, anche da quelli in via di sviluppo come la Giordania, la Tunisia, la repubblica Ceca e il sud Africa.

A suscitare le perplessit&#224 espresse dal ministro Stanca, non solo i risultati della classifica, ma anche la metodologia utilizzata dal WEF che ¿aumenta, conferma e motiva¿ i dubbi sull¿attendibilit&#224 del Rapporto.

¿Queste classifiche ¿ fa sapere Stanca per mezzo di un comunicato – non sono fatte su parametri numerici a disposizione, come la percentuale di popolazione che usa Internet, il numero di telefonini per abitante, l”estensione della larga banda, ma sono frutto di una metodologia basata su interviste, cio&#232 su opinioni e su percezioni espresse da chi non si sa¿.

A sostegno dei propri dubbi, Stanca ha citato il caso della Giordania. “Con tutto il rispetto che ho per questo Paese, trovo paradossale che si collochi addirittura davanti all”Italia. Sono stato diverse volte in Giordania e conosco la diffusione dell”ICT in quel Paese. Anzi, siamo noi che stiamo assistendo il Governo di Amman nell”utilizzare queste tecnologie”, ha proseguito, “e so perfettamente che lo stato di utilizzo delle tecnologie digitali in Giordania in termini di tempo &#232 pi&#249 indietro di 15 anni rispetto all”Italia”.

“Questo, quindi, mi conferma ancora di pi&#249 che questa classifica lascia il tempo che trova”, ha concluso Stanca.

In cima alla classifica del WEF sulle capacit&#224 di sviluppo e utilizzo delle nuove tecnologie ICT, troviamo Singapore, Islanda, Finlandia, Danimarca e Stati Uniti.

A pesare sul risultato ottenuto dall¿Italia, la ”pesante” burocrazia e la mancanza di investimenti nella ricerca. Per il ¿fardello di amministrativo, il nostro Paese &#232 addirittura penultimo, mentre per il livello di aiuti pubblici alla ricreca e allo sviluppo siamo al 48° posto, mentre la Germania &#232 in prima posizione e la Francia al quinto.

Unica nota positiva, la diffusione dei telefonini, che si confermano la vera passione del Bel Paese e ci pongono in terza posizione a livello mondiale.

La debolezza del mercato italiano in ambito ICT &#232 stata tuttavia confermata anche dal rapporto Assinform 2005, sull¿andamento del mercato italiano dell¿informatica e delle telecomunicazioni nel 2004.

“Nel 2004 il mercato italiano dell¿ICT si &#232 mosso con lentezza e affanno, all¿insegna dell¿attesa e dell¿incertezza¿, ha commentato Giancarlo Capitani, Amministratore Delegato di NetConsulting, la societ&#224 di ricerca che collabora con Assinform al monitoraggio del mercato ICT e membro dell”Advisory board di Key4biz.it.

¿L¿auspicio &#232 che il nuovo modello di fruizione dell¿ICT che va emergendo – che assegna un ruolo trainante ai servizi su banda larga e alla convergenza tra tecnologie e contenuti – si combini con condizioni ambientali che favoriscano tale investimento nelle imprese utenti¿.

Alessandra Talarico

Per ulteriori approfondimenti, leggi:

L´Italia dell´ICT in difficolt&#224. Roggero: ´Necessario puntare a crescita dell´1% dell´IT sul PIL´

EITO 2005. Ingresso nel mondo digitale: prospettive e opportunit&#224 per l¿industria ICT europea

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