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Diritto d¿autore e software pirata: dibattito alla Sala Gialla del Senato

Italia



di Ettore Panella

Gruppo di studio sul diritto d”autore dell”Associazione NewGlobal.it

Uno dei principali punti di frizione della nostra epoca &#232 costituito dal diritto d”autore e dalla sua possibile evoluzione.

Le ultime polemiche legate all”approvazione della contestatissima Legge Urbani lo hanno dimostrato in maniera evidente. Le cose da fare sono numerose e la materia molto complessa, anche a causa dell”inestricabile intreccio tra accordi internazionali, norme europee e norme nazionali.

Il gruppo di studio sull”evoluzione del diritto d”autore dell”associazione NewGlobal.it si &#232 dovuto confrontare con questo castello di carte ed ha scelto come modus operandi di agire su due livelli. Innanzitutto ha elaborato una proposta di legge da consegnare ai parlamentari che vorranno appoggiarla e che si preoccupa solo di introdurre alcuni correttivi assolutamente compatibili con l”attuale impostazione del diritto d”autore e con gli accordi internazionali sottoscritti dal nostro Paese.

In seconda battuta si &#232 preoccupato di elaborare un documento di pi&#249 ampio respiro volto ad analizzare sia l”attuale mercato del prodotto dell”ingegno sia le sue possibili prospettive di sviluppo. Non si tratta di un esercizio puramente accademico in quanto vi sono state inserite delle proposte e delle linee guida ad uso del legislatore affinch&#233 l”Italia, pur non godendo di piena autonomia normativa, possa rendersi parte attiva nell”opera di evoluzione del diritto d”autore e della sua difesa, nell”ambito dell”Unione europea e della comunit&#224 internazionale.

La nostra associazione presenter&#224 il documento conclusivo di due mesi di intenso lavoro a Roma il 15 luglio 2004 alle ore 11,30 nella Sala Gialla del Senato affinch&#233 possa arricchire il dibattito in corso su Internet. Un tentativo di con-vincere i nostri amici editori. Non nel senso di imporre le nostre opinioni ma nel senso etimologico di “vincere insieme“, di trovare delle soluzioni “win-win” in cui si vince tutti.

risposta di NewGlobal.it alla Business Software Alliance

La BSA, (Business Software Alliance), ha dichiarato che in Italia il 49% del software &#232 illegale. Detta cos&#236 sembrerebbe una situazione preoccupante, peccato che come al solito non si contestualizzi e non si distingua caso per caso.

Nel settore aziendale il software pirata &#232 molto limitato rispetto al settore casalingo e questo &#232 un dato molto importante da considerare.

Solitamente chi acquista un pc per uso domestico fa un uso estremamente limitato dello stesso e sfrutta i programmi (di solito molto sofisticati) in misura non superiore al 5% rispetto alle loro reali potenzialit&#224. Un buon esempio si ha con Microsoft Office. Questo prodotto viene installato per scrivere qualche lettera, impiego per cui andrebbe bene un qualsiasi editor di testi con limitate funzionalit&#224. E” infatti appurato che la stragrande maggioranza degli utenti ha bisogno solo di un sistema di impaginazione e controllo ortografico. Funzionalit&#224 avanzate, (es. Macro o sistemi di collegamento a database), non sono quasi mai utilizzati se non addirittura risultano sconosciuti.

La diffusione di questi software a pagamento, solitamente conosciuti in un ufficio o presso qualche amico, crea di fatto una monocultura che viene riproposta e dispersa a macchia d”olio passando ad esempio da casa di un amico a casa propria alla propria azienda, dove poi si acquista il prodotto per poi non essere in grado di sfruttarlo se non in minima percentuale.

Manca ancora la cultura di usare, ove sufficiente e possibile, un software gratuito (o con costi inferiori) e altrettanto ben funzionante, e questo contro ogni qualsiasi logica e regola economica. Valga come esempio (gi&#224 citato sopra) il caso di chi utilizza copie pirata di Microsoft Office invece di copie legittime di OpenOffice, (che tra l”altro &#232 potentissimo…), per fare qualche lettera al mese o per tenere, tramite un foglio di calcolo, (quale Excel), i conti di casa, il tutto mantenendo un”ottima compatibilit&#224 e portatilit&#224 con gli altri software! Chi di noi fa corsi scopre spessissimo che i ragazzi non salvano i file in un formato di scambio come l”rtf, ma li salvano in un formato proprietario come il doc perch&#233 convinti che sia uno standard. Insomma siamo veramente sicuri che si tratti di illegalit&#224 e non invece di una efficace (e forse involontaria) tecnica di marketing in cui il software pirata svolge la funzione del campione omaggio il cui scopo &#232 creare una specie di dipendenza nell”utenza?

Ovviamente noi non amiamo i pirati, ma &#232 altrettanto vero che non ci piacciono le situazioni di monopolio (o quasi), quale quella che si ha ora con il software. Noi saremmo felici se il mercato domestico si aprisse mentalmente e la gente potesse acquisire tantissimo software, (a pagamento o gratuito), cos&#236 da avere tante nuove alternative, creare concorrenza di mercato e magari assistere a un calo dei prezzi e a software migliori con la speranza che questa corretta cultura informatica possa passare dai ragazzi di oggi ai managers di domani.

Sarebbe un grosso passo in avanti se i rivenditori invece di montare software piratato installassero sui pc dei clienti programmi altrettanto validi anche se gratuiti. Insomma ben vengano le alternative ai software piratati, perch&#233 il risultato sar&#224 la fine dei monopoli e un miglioramento della qualit&#224 complessiva.

Qualora questo accadesse, siamo sicuri che le aziende che oggi si lamentano per la pirateria un domani avranno modo di dare le “classiche testate al muro”, (magari sugli spigoli…), per la scarsa lungimiranza o conoscenza effettiva del mercato in cui operano.

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