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Tlc: gli operatori Usa spostano i propri investimenti in Cina

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Gli Stati Uniti stanno facendo passi importanti per l¿avvicinamento delle proprie aziende all¿industria hi-tech asiatica, i cui prodotti ¿ di buona qualit&#224 e a prezzi vantaggiosi – possono considerarsi fra le cause del rallentamento del settore delle tlc in occidente.

Motorola, il maggiore produttore americano di telefonini, ha appena concluso contratti per oltre un miliardo di dollari con i due maggiori operatori cinesi: China Mobile e China Unicom.

La firma dei contratti, volti all¿espansione delle reti mobili e dei servizi dati dei due player asiatici, possono essere considerati ¿un evento monumentale¿, per dirla col Segretario americano al Commercio Donald Evans che ha assistito alla stipula.

Secondo gli accordi, infatti, Motorola fornir&#224 le attrezzature per le reti tlc, ma la maggior parte dei prodotti saranno costruiti da aziende cinesi e venduti sul territorio locale.

Gli accordi arrivano in un momento in cui la Cina &#232 sotto pressione per riequilibrare la bilancia commerciale con gli Stati Uniti e lo stesso Evans, alla fine dello scorso anno, aveva raccomandato al governo di Pechino di intensificare gli sforzi per intensificare gli scambi commerciali tra i due Paesi, a fronte di un surplus di 130 miliardi di dollari.

L¿intesa tra Motorola e i due operatori fa parte infatti di un contratto da 2,3 miliardi di dollari a cui hanno partecipato anche altra aziende Usa del settore telefonico e informatico: Lucent Technologies stipuler&#224 contratti per 350 milioni di dollari, mentre Cisco Systems Inc fatturer&#224 140 milioni di dollari con Unicom e China Telecom, il pi&#249 grande gestore di telefonia fissa cinese.

La compagnia statunitense ha gi&#224 una sede di produzione a Tianjin, ragion per cui la maggior parte delle attrezzature verr&#224 fabbricata in loco e soltanto una minima parte di esse verr&#224 venduta all¿estero.

China Mobile, il maggiore operatore mobile del Paese, mira a estendere la propria rete su Pechino e in altre 13 province, un progetto che dovrebbe essere completato entro la fine dell¿anno e che dovrebbe consentire al gruppo di aggiungere altri 10,5 milioni di clienti alla propria base utenti.

Secondo una fonte vicina a Lucent, la parte pi&#249 rilevante del contratto da 350 milioni di dollari stipulato con China Unicom e China Telecom, fa parte di un accordo gi&#224 esistente dal settembre del 2003. Anche in questo caso, le attrezzature verranno prodotte in loco e vendute per un uso locale dalla filiale asiatica dell¿azienda, nella citt&#224 di Qingdao.

Un¿altra compagnia Usa, la UTStarcom ha riferito di aver concluso un accordo di fornitura da 200 milioni di dollari in 12 province cinesi, mentre l¿europea Ericsson ha stipulato un contratto da 93 milioni di dollari per l¿espansione delle infrastrutture di China Unicom.

Gli utenti mobili in Cina sono circa 263 milioni, una cifra iniqua rispetto al numero di abitanti, ma secondo Motorola, la cifra superer&#224 presto i 290 milioni, ossia pi&#249 di tutti gli abitanti degli Stati Uniti.

La firma di questi accordi commerciali, dice ancora Evans, ¿¿&#232 la chiara dimostrazione delle crescenti relazioni economiche e commerciali tra i due Paesi¿.

Per quanto riguarda il contestato surplus commerciale, il vice ministro dell¿Industria Lou Qinjian ha dichiarato che esso cadrebbe se gli Usa allentassero i controlli sulle esportazioni di prodotti elettronici verso la Cina.

I rapporti fra i due Paesi, dunque, si stanno facendo pi&#249 distesi: Cina e Stati Uniti hanno anche concordato un rafforzamento della cooperazione nei settori della non proliferazione nucleare, della sicurezza e dalle lotta contro il terrorismo.

La firma del protocollo d”intenti ¿¿e” un passo importante che imprime un”accelerazione agli sforzi globali per contenere la minaccia costituita dalle proliferazione di armi di sterminio¿, si legge in una nota diffusa dall”ambasciata statunitense a Pechino.

Alessandra Talarico

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