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L¿ICANN costringe VeriSign alla chiusura

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La societ&#224 americana VeriSign, che gestisce l¿insieme dei nomi di dominio .com e .net, ha accettato di chiudere il sito web SiteFinder in seguito alla richiesta in tal senso dell¿Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN), l¿ente americano che gestisce i nomi di dominio.


Il servizio, lanciato alcune settimane fa, &#232 stato accusato di vari ¿abusi¿, primo fra tutti, di dirottare in modo scorretto indirizzi non assegnati o scritti in modo errato verso il server http://sitefinder.verisign.com, il motore di ricerca gestito appunto da Verisign. Lo stesso dicasi per gli indirizzi eMail digitati in modo sbagliato. Fino a poche settimane fa, infatti, quando un utente sbagliava a digitare il nome di un sito, veniva diretto su una pagina con la scritta ¿Error 404, site not found”. Ora invece ci si trova su una pagina che offre suggerimenti per la corretta digitazione del nome di dominio cercato e un box per una nuova ricerca.

L¿ICANN avrebbe ora formalmente richiesto a VeriSign di redigere automaticamente gli indirizzi digitati in modo sbagliato verso l¿antica pagina di errore 404. L¿ICANN, si legge nel comunicato dell¿associazione, ha ¿¿constatato le importanti manifestazioni di inquietudine riguardo l¿impatto che SiteFinder avrebbe potuto avere sulla sicurezza e la stabilit&#224 di Internet¿.

Il motore di ricerca, infatti, neutralizzerebbe i software di filtraggio delle eMail non sollecitate, creando una falla nella sicurezza ¿¿che attirerebbe deliberati attacchi informatici¿, senza contare la mancanza di rispetto della privacy.

L¿attivazione di SiteFinder, continua l¿ICANN, ¿¿non rientra negli accordi contrattuali di VeriSign (¿) con questo servizio l¿azienda viola il codice di condotta definito nel contratto e manca ai suoi obblighi di fornire un servizio uguale per tutti e di comportarsi in maniera neutrale¿.

Il portavoce della compagnia, Tom Galvin, risponde che i problemi sollevati dall¿ICANN sono ¿aneddotici e isolati¿ma ha precisato che il servizio verr&#224 interrotto temporaneamente: ¿Cediamo alla richiesta dell¿ICANN esaminando tutte le opzioni possibili (¿)abbiamo comunque chiesto una dilazione di qualche giorno affinch&#233 i tecnici abbiano il tempo di ritornare alla situazione precedente¿.

VeriSign ha difeso strenuamente SiteFinder, definendolo un servizio per gli utenti: ¿Venti milioni di volte al giorno, digitando i nomi di dominio gli utenti fanno errori di ortografia e non trovano quello che cercano. Siti come il nostro non fanno che migliorare la navigazione in Rete¿, si leggeva nella nota diffusa dall¿azienda all¿indomani dello scoppio del caso.

A oggi sono gi&#224 tre le cause intentate contro VeriSign: la prima dal concorrente Netster.com; la seconda da Popular Enterprises che ha chiesto danni per 100 milioni di dollari e l¿ultima dall¿altro rivale Go Daddy Software. La controversia di fatto ha aperto il dibattito sul monopolio di VeriSign in un settore cruciale quale la gestione dei domini Internet. Sicuramente come azienda pubblica, dovr&#224 rispondere prima e prima di tutto agli azionisti ma sono in molti a chiedersi se sia opportuno lasciare una cos&#236 importante porzione dell¿infrastruttura Internet in mano a una singola azienda, a quanto pare neanche tanto rispettosa delle leggi sulla concorrenza.

VeriSign ha licenza di gestire i domini .com fino al 2007, con l¿opzione di rinnovamento del contratto per ulteriori 4 anni. Per i domini .net, l¿azienda dovr&#224 partecipare a una nuova gara nel 2005.

Alessandra Talarico

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