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Pirateria satellitare: sventata maxi-truffa ai danni del sistema Pay TV

Italia


Indagato dalla Polizia postale e delle comunicazioni un giovane ventiduenne di Salerno. Il ragazzo campano è accusato di controllare un sito russo (www.decoders.da.ru) ¿ ora messo sotto sequestro  – che ridirigeva a Verona che poteva implementare direttamente dalla propria abitazione, a Salerno, per sviare le indagini.

Sul sito erano disponibili particolari software, denominati firmwre, appositamente modificati che hanno permesso a numerosi utenti, tramite una fun card, di decriptare le trasmissioni digitali delle Pay TV, evitando così di pagare un regolare abbonamento.

Tutti i software che comparivano nel sito erano dotati di istruzioni per l’installazione tramite il Pc e per l’acquisto del materiale tecnico.

Nella home page erano anche presenti banner pubblicitari, che garantivano al gestore del sito altre entrate economiche.

Infine, i software pubblicizzati permettevano di decriptare sistemi di visione condizionata sia in Italia che in altri paesi europei.

A sporgere denuncia è stata l’ex Pay TV Stream, ora proprietà di Sky Italia, insieme a TelePiù.

¿Per la prima volta – sottolinea la Polizia Postale – è stato individuato un gestore che agiva direttamente sul territorio italiano. Il sito poteva essere controllato dal 22enne direttamente dalla propria abitazione¿.

La Polizia postale ha spiegato che l’operazione rientra nell’ambito del servizio di prevenzione e repressione dei reati legati al fenomeno della pirateria satellitare.

 

Negli ultimi 20 anni si è andata sempre più diffondendo ¿ accanto a quella informatica – la pirateria satellitare che permette ad alcune persone, con modeste capacità tecniche, di creare delle wafer card (schede pirata) da inserire nel decoder per vedere, abusivamente, i programmi delle Tv satellitari a pagamento. Per poter fare questo gli “hcker” (programmatori esperti che sono in grado di introdursi abusivamente nei sistemi informatici) acquisiscono le informazioni tecniche necessarie ad ottenere i codici di decriptazione del segnale protetto e poi li mettono a disposizione di tutti, su Internet.

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