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Usa: le major dei media scendono in campo in difesa del Ddl sull¿editoria

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Le grosse societ&#224 americane di media sono scese in campo in difesa della nuova norma sulle concentrazioni editoriali proposta, la scorsa primavera, dalla Federal Communication Commission (FCC) e destinata a garantire loro maggiore influenza nel panorama mediatico statunitense.

Hanno gi&#224 preso posizione a favore delle modifiche legislative, colossi dei media come la News Corp del tycoon australiano Rupert Murdoch, la rete televisiva NBC (General Electric) e la CBS (Viacom).

Il disegno di legge, che modificher&#224 la normativa vigente in materia di editoria, in vigore dagli anni ¿70, ha gi&#224 acceso polemiche sia dal fronte repubblicano, che dall¿opposizione. Ma non solo, anche le associazioni dei consumatori si sono schierate contro gli stravolgimenti che questa legge apporterebbe sul mercato mediatico.

D”altronde il Ddl gi&#224 approvato dal Consiglio della FCC prevede la possibilit&#224 per i Gruppi mediatici di possedere, in via combinata, emittenti televisive, radiofoniche e giornali nella stessa citt&#224 oltre a rendere plausibile, per un network televisivo, il controllo di reti locali (fino al 45%) tanto da potere raggiungere la quasi totalit&#224 della platea nazionale di telespettatori.

Intanto oggi davanti a una corte di Philadelphia, diverse associazioni chiederanno di bloccare l”iter legislativo del disegno sostenuto, invece, dalle grandi aziende dei media.

Ma i Gruppi americani di media si batteranno fino all¿ultimo, e alleatisi tra loro (si sa che l¿unione fa la forza), hanno avviato una massiccia campagna pubblicitaria sulle riviste The Hill e Roll Call, con l¿obiettivo di far arrivare la loro voce fino al Congresso di Washington.

Non ha ancora preso posizionela ABC, controllata dal Gruppo Disney, che pur appoggiando la battaglia, non ha ancora chiarito se si schierer&#224 accanto agli altri Gruppi di media.

Qualora dovesse passare la norma, secondo molti critici &#232 possibile che venga a realizzarsi, da parte di diversi gruppi, una forza d”urto di notevole portata capace di spostare gli equilibri sul mercato dei media statunitense e condizionare la libertà di espressione.

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