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La campagna delle major non ferma il download illegale

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Sembra essere servita a ben poco l¿intensa campagna contro la pirateria musicale su Internet, che l¿industria discografica sta portando avanti da tre anni a questa parte.

Lo rivela uno studio del Pew Internet and American Life Project, pubblicato ieri.

Circa il 70% degli americani che scaricano illegalmente musica dal Web affermano di non pensare minimamente al copyright, contro il 61% registrato nel 2000.

Le grandi etichette mondiali hanno lanciato una campagna di pubblicit&#224 aggressiva contro il download di musica non autorizzato.

Sono stati aperti anche importanti processi contro i pi&#249 famosi siti di file-sharing Napster, Kazaa e altri fornitori di software “peer-to-peer”, che permettono agli internauti un sistema di condivisione dei file in Rete.

Contro questa pratica, sono scesi in campo anche importanti star del panorama musicale.

Nello studio si legge ancora che, solo il 27% degli internauti intervistati tra marzo e maggio 2003, si assicurano dell¿esistenza del copyright sul pezzo che stanno scaricando dal Web.

Il sondaggio in altre parole ci dice che non &#232 cambiato l¿atteggiamento degli americani verso i file protetti dal diritto d¿autore, malgrado la grossa pubblicit&#224 che &#232 stata fatta sulle violazioni della propriet&#224 intellettuale che si commettono scaricando musica.

La RIAA (Recording Industry Association of America) ha voluto minimizzare i dati di questo sondaggio, spiegando che gli utenti erano stati intervistati quando ancora non erano a conoscenza della gravit&#224 delle eventuali infrazioni.

Al contrario, un portavoce della Forrester Research ha indicato che in un recente studio effettuato da loro, due terzi dei giovani internauti intervistati ha dichiarato che la minaccia della prigione e di multe salate gli far&#224 perdere l¿abitudine di scaricare illegalmente musica dalla Rete.

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