Italia

Gli operatori italiani di telefonia mobile – Wind, Vodafone, Tim, Ipse e H3G ¿ riuniti in un tavolo tecnico attivato presso l¿Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, hanno messo a punto le specifiche tecniche per aderire alla banca dati dei telefoni cellulari rubati o smarriti.
In caso di furto o smarrimento, il funzionamento del telefonino può infatti essere impedito grazie al blocco del codice Imei. La “condicio sine qua non”del blocco è però la partecipazione del gestore al database internazionale Ceir di Dublino, gestito dalla GSM Association.
Il numero Imei ¿ che si può visualizzare sul cellulare premendo la combinazione di tasti *#06# – è il codice che rende identificabile un telefonino, indipendentemente dal gestore o dalla Sim card e che viene registrato ogni volta che il telefonino viene utilizzato. La rete GSM tramite questo codice è in grado di negare l¿autenticazione del terminale rubato (qualunque scheda Sim contenga) e di inibirlo dall¿effettuare traffico, salvo le chiamate d¿emergenza gratuite.
Alcuni operatori europei, tra cui tutto il gruppo Vodafone, avevano già aderito al database: il fatto significativo ¿ si legge in una nota del commissario dell¿Agcom Alessandro Luciano – “…è che in Italia i gestori hanno aderito tutti insieme, impedendo così l¿utilizzazione, sull¿intero mercato nazionale, dei terminali di provenienza illecita e costituendo sicuramente un modello di comportamento etico per i loro colleghi esteri”.
Secondo alcune statistiche, continua il commissario Luciano, il traffico di cellulari rubati o smarriti sarebbe ¿pari ad un milione di pezzi l¿anno: se moltiplicate questo dato per un valore medio per apparato di circa 300 euro e considerate che sono per lo più commessi da giovanissimi, “la SMS generation”, ci si rende conto della gravità della situazione¿.
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