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Fusione Oli-Tel: via libera anche dagli azionisti di risparmio

Italia



L¿ultimo ostacolo interno alla fusione Olivetti-Telecom &#232 stato rimosso con l¿approvazione del progetto da parte dell¿assemblea generale dei portatori di azioni di risparmio.

Gli azionisti di risparmio beneficiano di un dividendo prioritario, ma non hanno diritto di voto ordinario e non sono consultati se non per operazioni eccezionali come questa fusione.

Secondo i dati forniti da Telecom Italia, il 72% di questi azionisti ha votato a favore del progetto, spianando definitivamente la strada alla fusione, approvata la scorsa settimana anche dalla Consob.

Al momento del voto era presente in assemblea circa il 29% degli aventi diritto, ma la percentuale era sufficiente per convalidare le delibere, poich&#233 il quorum &#232 fissato al 20%.

Gli azionisti ordinari di Olivetti e Telecom Italia avevano gi&#224 dato il via libera alla fusione la scorsa settimana, nonostante i tentativi di opposizione di una minoranza di risparmiatori, guidata dal fondo Deminor.

Presentato per la prima volta il 12 marzo scorso, il progetto di fusione tra Telecom e la sua azionista di maggioranza Olivetti, ha da subito scatenato l¿ira di alcuni azionisti, convinti della malafede della societ&#224 e degli advisor internazionali chiamati a verificarne la trasparenza. Secondo il responsabile italiano di Deminor, Umberto Mosetti, l¿operazione ha come obiettivo principale non l¿accorciamento della catena di controllo dell¿operatore tlc, bens&#236 l¿assorbimento di una societ&#224 in salute, dotata di un¿ampia tesoreria, in un¿altra che ne controlla la fetta maggiore ed &#232 schiacciata dai debiti. ¿A Telecom – ha spiegato Mosetti – bisogna fare i complimenti per essere riuscita a mettere insieme una maggioranza a suo sostegno, Intesa, ad esempio, aveva 150 milioni di azioni e ha votato a favore¿.

Nonostante le opposizioni, comunque, il progetto di Tronchetti Provera va avanti spedito: via libera anche alla ricapitalizzazione di Pirellina e della controllante Camfin. La prima disporr&#224 di fondi per 650 milioni di euro, pi&#249 i 203 milioni provenienti dai warrant. La ricapitalizzazione di Camfin ha un controvalore di 160,7 milioni e prevede l”emissione di massime 107.147.656 nuove azioni al prezzo di 1,5 euro per azione.

Secondo quanto dichiarato dalle due societ&#224 interessate, le fusioni Olivetti – Telecom Italia e Pirellina-Pirelli dovrebbero divenire effettive dalla metà di agosto 2003.

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