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La magistratura indaga su 426 persone a Siracusa e Nola per il reato di ciberpedofilia

Italia



Due operazioni della magistratura contro la pedofilia. Oltre 400 persone indagate, 164 perquisizioni in tutta Italia, migliaia di ”contatti” monitorati dalla Procura di Siracusa e da quella di Nola. L”inchiesta pi&#249 consistente, con 397 indagati, &#232 quella coordinata dalla Procura aretusea, che si &#232 estesa in 17 regioni italiane. Polizia, carabinieri e guardia di finanza, su delega del procuratore aggiunto Giuseppe Toscano, hanno compiuto 135 perquisizioni personali e domiciliari.

Le indagini, avviate dopo una segnalazione dell”associazione Telefono Arcobaleno e affidate al gruppo interforze del Nucleo investigativo telematico (Nit), riguardano la trasmissione, la vendita e l”acquisto di materiale pedo-pornografico su Internet. Gli investigatori hanno scoperto un sito, ospitato da un server italiano, che aveva organizzato un mercato mondiale, con oltre 78 mila contatti soltanto dall”estero.

In Italia i contatti individuati dal Nit sono stati 254, distribuiti in 17 regioni. Il procuratore aggiunto Toscano e il sostituto Andrea Palmieri hanno disposto perquisizioni domiciliari, con sequestro di atti, computer, e altri elementi utili alle indagini. Autore e gestore del sito Internet &#232 un francese, che vive a Parigi, nei cui confronti l¿autorit&#224 giudiziaria d¿Oltralpe ha avviato un¿inchiesta, dopo le segnalazioni e l”invio di documenti da parte della Procura di Siracusa. I magistrati hanno sottolineato invece ¿l”estraneit&#224 del server italiano, che era all”oscuro dell”accaduto¿, dando altres&#236 atto ¿del fondamentale aiuto fornito dai provider nazionali, con alcuni dei quali sono stati siglati da tempo protocolli di collaborazione¿.

Contestualmente a questa operazione, la Procura della Repubblica di Nola, nell”ambito di un”inchiesta analoga ha fatto eseguire dalla polizia postale 29 perquisizioni, con l”ausilio della squadra mobile e il coordinamento del servizio centrale della polizia postale. I provvedimenti, eseguiti in 12 regioni italiane, sono stati emessi a conclusione di un”attivit&#224 investigativa durata circa un anno, servendosi anche di un ¿agente provocatore¿, che ha portato alla luce una fitta rete di utenti di Internet che divulgavano materiale pedo-pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale di minori.

Scoperti anche quattro ””megastore pedofili””, denunciati dai volontari dell”associazione ¿Meter¿ all”Fbi, all”Interpol e ai Compartimenti di Polizia Postale di Roma e di Palermo. I siti denunciati offrivano, attraverso abbonamenti mensili da 29,95 a 70 dollari da versarsi con carta di credito, direttamente a domicilio o nella propria casella di posta elettronica ¿pacchetti di pedo-foto¿. L”associazione Meter &#232 guidata da don Fortunato Di Noto, il sacerdote di Avola tra i fondatori di Telefono Arcobaleno. Meter, diretta oggi da Giovanni Arena, ha diffuso alcuni dati secondo i quali 2 milioni e mezzo di bambini sono costretti nel mondo ogni anno a prostituirsi; gli abusi sessuali sono stimati in oltre 2 milioni. Nei primi mesi del 2003 Telefono Arcobaleno ha gi&#224 scoperto 7mila siti pornografici, 263 dei quali in Italia.

Le due operazioni delle Procure di Siracusa e Nola hanno messo in risalto un fenomeno gravissimo, che ha spinto il senatore Antonio Gentile (Fi) a sollecitare il Parlamento ad avviare rapidamente la discussione sul disegno di legge presentato per la riforma del reato di pedofilia, provvedimento che giace in Commissione Giustizia. ¿Il Ddl che ho presentato ¿ afferma Gentile – guarda alla prevenzione, ma inasprisce alcune pene oggi irrisorie, ponendo al centro dell”attenzione il bambino oggetto di questo turpe reato¿.

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