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Monti, l´indagine su Wind è solo un “atto neutrale”

Italia



Il Commissario europeo alla concorrenza Mario Monti ha chiesto informazioni all”Italia riguardo il ruolo di Enel nel finanziamento dell”attivit&#224 di Wind, per stabilire se il rapporto tra l”ex monopolista dell”elettricit&#224 e l”operatore telefonico, sia viziato da aiuti di stato illeciti.

“Non si tratta affatto dell”apertura di una procedura per aiuti di stato, ma solo di una normale richiesta di informazioni”, ha sottolineato un portavoce di Monti. Il procedimento &#232 stato, infatti, avviato in seguito alle segnalazioni di TIM che in una nota dichiara di aver presentato richiesta di chiarimenti all”UE gi&#224 dal febbraio 2001. L”esempio di TIM &#232 stato poi seguito da altri operatori, ma i reclami, fa sapere l”Autorit&#224, non sono stati sufficienti a giustificare l”apertura di una procedura formale.

Un”indagine &#232 comunque partita, pur trattandosi di un atto “neutrale”, per chiarire il ruolo svolto da Enel in due aumenti di capitale dell”operatore telefonico, per un valore complessivo di 2,17 miliardi.

Sotto la lente dell”Autorit&#224, anche la ricapitalizzazione sottoscritta dal gruppo energetico in via di diversificazione al momento dell”acquisto di Infostrada dalla britannica Vodafone per passarlo a Wind. Ci&#242 che la Commissione guidata da Monti vuole appurare &#232, se i tassi di rendimento di questi investimenti di Enel siano compatibili con quelli di mercato: il sospetto e” infatti che Wind abbia sfruttato le “risorse pubbliche” garantite da Enel (controllata al 68% dallo Stato) per offrire i propri servizi a tariffe pi&#249 vantaggiose di quelle generalmente offerte sul mercato.

Le transazioni tra le due societ&#224 sarebbero, infatti, viziate da condizioni “particolarmente vantaggiose”, in particolare per quanto riguarda un prestito decennale da 826 milioni di euro sottoscritto da Wind con Enel e France Telecom e il diritto esclusivo di utilizzare i 10 mila chilometri di rete di fibre ottiche che Enel ha garantito alla sua controllata per 15 anni ad un prezzo inferiore a quello di mercato.

Sul piede di guerra anche l”Associazione italiana degli Internet Providers (AIIP) la quale sostiene che le offerte di Wind anche sul mercato dell”accesso alla Rete sono “…illecite e distorsive, spesso al di sotto dei costi effettivamente sostenuti, e tali da pregiudicare la concorrenza, grazie ai mezzi finanziari erogati con liberalità dalla propria controllante”.

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