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Richard Parsons succede a Steve Case alla testa di AOL Time Warner

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Richard Parsons, il CEO di AOL Time Warner &#232 stato votato all”unanimit&#224 dal Consiglio d”Amministrazione del Gruppo, alla carica di presidente.
Questo cumulo di mandati rischia di sollevare delle polemiche sul metodo di gestione del numero uno mondiale dei media.

A dare la notizia un comunicato della societ&#224. Per “Dick” Parsons la nuova nomina rappresenta un successo in termini personali e segna una vittoria del gruppo degli “anziani” sui giovani leoni di Internet in seno alla major.

A partire dal 16 maggio Parsons rimpiazzer&#224 Steve Case, il fondatore di America Online (AOL) e principale fautore della fusione con Time Warner.
Annunciata nel gennaio del 2000, questa operazione resta la pi&#249 importante che la storia finanziaria ricorda, ma che oggi si considera come uno scacco incredibile. Internet non ha mantenuto le sue promesse. E nei giorni scorsi Steve Case ha finalmente annunciato le dimissioni dall”incarico di presidente.

Da mesi Case &#232 bersagliato dai principali azionisti del Gruppo, primo tra tutti Ted Turner, e dagli investitori che hanno visto il loro titolo perdere circa il 70% del loro valore dalla fusione, dal gennaio 2001 ad oggi.

Parsons, che nel maggio scorso ha sostituito Gerarld Levin, l”altro artefice della fusione, ha la fama di essere un buon mediatore ed in pi&#249 vanta buoni rapporti con il Consiglio.
Sono molti a credere che la sua diplomazia e il suo pragmatismo saranno necessari per placare gli animi e chiarire i contrasti all”interno della societ&#224.

AOL, che &#232 l”ISP pi&#249 importante al mondo, con pi&#249 di 35 milioni di abbonati, &#232 ormai ridotta a semplice divisione.
Ha visto la pubblicit&#224 ridursi e la crescita degli utenti rallentare. I suoi guai finanziari hanno pesato incredibilmente sulla performance dell”intero Gruppo AOL Time Warner.

Parsons non ha d”altro canto atteso che d”aver i poteri per prendere le decisioni opportune e ristrutturare totalmente la societ&#224 e poter contare sui suoi uomini di fiducia, che hanno dato prova delle loro capacit&#224 in Time Warner.

Che futuro si prospetta adesso per AOL? Il gigante dei media potrebbe decidere di vendere la divisione Internet o ridargli la sua indipendenza.
I guai giudiziari di AOL, che ha riconosciuto d”aver gonfiato una piccola parte del proprio fatturato, hanno minato la reputazione di tutta la societ&#224 e potrebbe significare per Parsons la necessit&#224 di parecchio tempo per rassicurare gli investitori sui propri metodi di gestione.

Dallo scoppio degli scandali finanziari di questi ultimi mesi, che hanno mostrato gli eccessi del presidente del Gruppo, gli investitori non vedono bene il cumulo dei mandati su una stessa persona.

Dall”inizio di gennaio, un gruppo di esperti della Conference Board, aveva fortemente raccomandato di non mischiare le funzioni di presidente con quelle di presidente del Consiglio d”Amministrazione.
Questi avevano aggiunto che “…E” necessario che il presidente non abbia legami con il presidente del CdA, per evitare che siano esercitate delle pressioni sull”indipendenza della gestione”.

Gli amministratori di AOL Time Warner sono consapevoli della situazione che si potrebbe venire a creare. E hanno tenuto a sottolineare che gli amministratori non avendo delle funzioni operative in seno alla societ&#224 si riuniranno in assenza del presidente del Consiglio e degli altri quadri del Gruppo.
Questa decisione dovrebbe garantire una maggiore autonomia del Consiglio d”Amministrazione.

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