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Il Financial Times colpito dalla crisi pubblicitaria



Il gruppo di media britannico Pearson ha indicato ieri che dovrebbe registrare un significativo incremento dei suoi profitti per l”esercizio 2002, che si chiuder&#224 il 31 marzo.
Pearson ha aggiunto di non sperare per il 2003 in una ripresa del mercato pubblicitario, che colpisce in modo particolare le sue pubblicazioni economiche.

La societ&#224 ha dichiarato, in un comunicato stampa, che si prevede un beneficio di 30 pence per azione, con un aumento di circa il 40% rispetto al 2001.

Secondo Pearson, le buone performance sono il risultato di una forte attivit&#224 delle sue case editrici negli Stati Uniti e delle pubblicazioni professionali.
A contribuire anche altri fattori, come la riduzione dei costi finanziari e delle perdite delle attivit&#224 Internet.

Nel comunicato si precisa che questi fattori hanno compensato il ribasso delle entrate pubblicitarie, aggravato anche dal rincaro della sterlina sul dollaro.

Per altro Pearson ha sottolineato che la sua filiale Financial Times Group, editrice tra l”altro del prestigioso quotidiano economico, continua a dover fare i conti con la crisi del mercato pubblicitario.

Stando alle previsioni, infatti, per la seconda parte dell”anno fiscale le entrate pubblicitarie dovrebbero essere inferiori dell”11% in rapporto allo stesso periodo 2001.
Come conseguenza i profitti di FT Group, escludendo Internet, dovrebbero essere inferiori di circa il 20%, sempre rispetto all”anno precedente.

Pearsons controlla anche Les Echos, la testata spagnola Expansion e il 50% del settimanale The Economist.

Per il 2003, Pearson prevede un miglioramento del suo business in termini di liquidit&#224.
Tuttavia, per quanto riguarda FT Group, risulta pi&#249 difficile fare previsioni, perch&#233 non si prevede a breve una ripresa del mercato dell”advertising.

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