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Riprende il dibattito sulla pubblicità televisiva

Francia



Il tema della pubblicit&#224 televisiva torna ad essere d”attualit&#224 sul mercato francese.
“…La situazione non sembra pi&#249 insolubile”, questo &#232 il parere di Nicolas de Tavernost presidente di M6.
Il presidente dell”emittente si sarebbe espresso in questi termini a margine della quinta conferenza sui media organizzata da Les Echos.

Secondo quanto stabilito dal decreto del 1992 &#232 interdetta la pubblicit&#224 televisiva su grande distribuzione, parliamo anche di stampa, edizioni letterarie e cinema.
L”obiettivo di questa disposizione normativa ha come scopo di sostenere il pluralismo dei media francesi, proteggendo le entrate pubblicitarie della stampa, inferiori a quelle guadagnate dalla televisione.

Per la Stampa Quotidiana Regionale (PQR) la pubblicit&#224 rappresenta circa 290 milioni di euro, circa il 30% delle proprie risorse.

Questa decisione rappresenta un passo importante, va nella direzione di una soluzione realista.

Una proposta, quindi, ben accolta da Tavernost, che lamenta di non essere mai stato consultato su questo argomento da parte dell”esecutivo.
Finalmente sembra che adesso sia compresa quest”importanza, poich&#233 il governo ha cominciato a consultare gli operatori del settore condizionati dai divieti alla pubblicit&#224 televisiva.

I lavori sulla distribuzione pubblicitaria inizieranno il prossimo anno.
Affidata alla Direzione per lo sviluppo dei media, quest”opera di concertazione interviene dopo l”ingiunzione della Commissione europea, che ha chiesto alla Francia di mettere fine a questo divieto.

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