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AIE: pubblicato ‘Leggere in futuro. Rapporto sull’editoria per ragazzi 2013’

Italia


Più di una semplice fotografia del settore dell’editoria per ragazzi. E’ disponibile da oggi, 25 marzo, in occasione dell’apertura della 50ma edizione della Fiera internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna, l’ebook “Leggere in futuro. Rapporto sull’editoria per ragazzi 2013“, a cura dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE).

 

Un approfondimento interamente dedicato al segmento dei più piccini, che rientra nella collana tutta digitale degli instant ebook dei Quaderni del Giornale della Libreria: un’occasione per gli addetti ai lavori e per chi vuole iniziare a capirci qualcosa sui fenomeni e sulle correnti più innovative che attraversano l’editoria italiana e internazionale.

 

Il quaderno, disponibile su tutte le principali piattaforme online, e’ in vendita da oggi a 3,99 euro.

Al centro dell’analisi, titoli, fatturato, e-book, export e vendita di diritti, lettura nella primissima infanzia e nelle altre fasce di età. E’ proprio la resistenza attiva (propriamente la “resilienza”) della lettura di pagine di libri, accanto all’accesso al Web, all’uso di tecnologie mobile da parte di bambini e ragazzi, a poterci dire qualcosa su come si configurerà il paesaggio dopo la tempesta che sta trasformando il panorama dell’editoria italiana (ma non solo).

 

Siamo alla ricerca di segnali su cui disegnare il futuro– scrive Giovanni Peresson in apertura del Quaderno –quando usciremo da questi anni di crisi e trasformazioni – economiche e sociali, tecnologiche e di ristrutturazione di comportamenti (dai nuovi modi di leggere ai neonati paradigmi per accedere a contenuti editoriali e informativi e acquistarli) – il paesaggio che ci troveremo di fronte conserverà ben poco di ciò a cui ci aveva abituato l’organizzazione della filiera venutasi a stabilizzare nel corso del XX secolo. Dobbiamo allora chiederci quale capacità hanno i modelli che utilizziamo per leggere il presente e immaginare il futuro di percepire e organizzare in un tessuto coerente i segnali deboli (ma alcuni non più di tanto) che ci vengono da quello che continuiamo a chiamare mercato. Uno di questi segnali proviene dal mondo dei ragazzi, ovvero dei futuri clienti (ma anche con tutta probabilità i produttori di contenuti) dell’industria del libro, ormai in tutto e per tutto «nativi digitali». Così che alcuni dei dati e delle indicazioni che provengono da questo primo rapporto sull’editoria per ragazzi, ci dicono forse qualcosa di come potrà essere il paesaggio che presto ci troveremo ad osservare“.

 

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