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Poste italiane-Adiconsum: tavolo di confronto tra consumatori, parti sociali ed enti locali

Italia


Ogni anno, Poste Italiane deve inviare all’autorità di vigilanza un Report sugli uffici postali e sulle strutture di recapito che non garantiscono l’equilibrio economico. Quest’anno Poste italiane ha inviato all’Agcom un piano di “chiusura” di moltissimi uffici postali essenzialmente nei piccoli Comuni.

 

Leggiamo – dichiara Pietro Giordano, Segretario generale dell’Adiconsum – di 1156 uffici postali in tutto il Paese che chiudono e 638 sportelli da razionalizzare, con la conseguenza di una riduzione sia degli orari che dei giorni di apertura“.

 

 “Le Poste si muovono, quasi esclusivamente verso i settori che creano profitto, come banche, assicurazioni e telefoni, dimenticando sempre di più che il recapito della corrispondenza spetta a tutti i cittadini – prosegue Giordano -. Non bisogna poi dimenticare le persone più anziane o di chi comunque vive nei piccoli centri del territorio, in aree già penalizzate da una scarsa distribuzione dei servizi, che da anni fanno affidamento sui servizi postali, e per i quali i disagi dovuti alla chiusura degli sportelli sarebbero molto più gravi.

Se a ciò aggiungiamo l’aumento del 20% sul costo del bollettino, veramente non riusciamo a comprendere la scelta che l’azienda sta mettendo in campo“.

 

Conclude Giordano: “credo che il piano di riorganizzazione non possa essere basato esclusivamente sul rapporto tra costi/ricavi effettuato per ogni singolo ufficio postale ma anche sulla constatazione della sua utilità sociale. Ed è per questo che chiediamo un tavolo di confronto con il coinvolgimento di tutte le Parti sociali, insieme alle Associazioni dei consumatori e gli Enti locali per scongiurare un piano di tagli lineari applicando semplicemente parametri standardizzati ed uguali per tutti“.

 

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