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Telecom Italia: ASATI, ‘Nel CdA del 29 marzo si parli di strategie per la rete NGN’

Italia


Asati, l’Associazione azionisti di Telecom Italia, ricorda in una lettera inviata al presidente di Telecom, Franco Bernabè, all’amministratore delegato, Marco Patuano, che l’ipotesi di accordo per la costituzione della newco a Milano, per il cablaggio verticale degli edifici con Metroweb, e’valida solo se esiste un accordo sulla NGN nel resto del Paese. Nella lettera, inoltre, che pubblichiamo integralmente qui di seguito, si chiede di discutere delle strategie della rete di nuova generazione direttamente nel Consiglio di Amministrazione Telecom del 29 marzo prossimo.

 

Ci riferiamo all’audizione dei Vertici di Metroweb e di F2i alla Commissione IX della Camera del 14 marzo 2012 e alle recenti dichiarazioni degli stessi, circa la realizzazione della rete NGN in trenta città, e rileviamo che – per quanto a nostra conoscenza da quanto comunicato alla stampa – il piano di F2i non è stato concordato con Telecom, anche se nel piano si dichiara ” una complementarietà di investimenti” e l’acquisto da parte di Telecom di infrastrutture di rete in fibra ottica realizzate da Metroweb.

 

Inoltre osserviamo che:

 

· le trenta città elencate sono una parte di quelle preannunziate già nel piano di Telecom Italia per il biennio 2010-2012 e previste anche nel nuovo piano 2012-2014 (6 milioni di unità immobiliari collegate con tecnologia FTTC e FTTH a una velocità di almeno 30 Megabit e di 100 Megabit per unità immobiliari che distano dagli armadi meno di 400 metri.)

 

· le trenta città sono certamente aree nere, cioè aree a successo di mercato nelle quali si prevede competizione infrastrutturale tra due o più operatori.

 

Riteniamo pertanto che Telecom, allo stato attuale, debba competere con F2i in queste città e nelle altre del piano F2i ; si  ritiene quindi che non sia più opportuno procedere alla firma definitiva di accordi con Metroweb o F2i/F2ir “sic et simpliciter”, relativi al cablaggio verticale in fibra degli edifici di Milano (MOU tra Telecom e F2i del 28 novembre 2011), o in alternativa che si debbano  firmare accordi di realizzazione della rete ottica per l’accesso in altre città.

 

I motivi di questa posizione di ASATI sono la palese concorrenza di Metroweb/F2i con  piani e con  strategie incompatibili con le scelte di Telecom ; infatti come dimostrano anche le incertezze sul destino della controllata Argentina, legate alle esigenze politiche del Paese sudamericano, il mercato domestico rimane centrale.

 

Il programma annunciato da Telecom al mercato e alle Autorità istituzionali prevede infatti di collegare, entro il 2014, il 25% delle abitazioni del Paese, realizzando la rete FTTC (fibra fino agli armadi di distribuzione e rame dagli armadi alle case dei clienti) e realizzando cosi’ in tempi rapidi nelle principali cento città italiane  e a costi molto contenuti, senza dover eseguire,  lavori negli edifici che costituirono, come si ricorderà, la di gran lunga maggiore criticità incontrata nella realizzazione del progetto Socrate degli anni Novanta. Successivamente , una volta verificatosi il test del mercato si potra’ procedere alla realizzazione di una rete completamente in f.o.

 

Asati fa inoltre presente che nella situazione attuale di crisi di risorse finanziarie del Paese sarebbe oltremodo auspicabile fare sinergia e non concorrenza e competizione “selvaggia” e che quindi- come, ormai dal 2007 nelle assemblee e nei convegni tecnici Asati va ripetendo – l’unica soluzione consiste nell’ottimizzare le risorse economiche del Privato e del Pubblico, e quindi costituire una società della rete di accesso a maggioranza di Telecom, non perché si voglia fare una difesa ad oltranza degli interessi degli azionisti ma perché Telecom è oggi proprietaria, in indiscutibile preminenza, dell’unica risorsa tecnica, quella della rete di accesso con le relative infrastrutture, tubazioni, gallerie, cavidotti,  cavi e armadi di distribuzione e che quindi permette  nei cablaggi verticali una velocita’ di realizzazione, senza la quale potrebbe essere velleitario affermare che si possa realizzare la nuova rete di accesso  nei prossimi 2-3 anni in armonia anche con l’Agenda digitale europea.  Nella nuova società ipotizzata dovrebbero confluire risorse della CDP e di altri finanziatori istituzionali quali i fondi di pensione, i fondi assicurativi, qualora fossero disposti a investire, e in più investimenti e infrastrutture degli operatori alternativi, con l’obiettivo di utilizzare prevalentemente l’unica risorsa disponibile oggi: la rete di accesso in fibra e in rame di Telecom. Confidiamo e siamo certi che TI si fara’ promotore di questo progetto proprio verso i nuovi soggetti disposti ad investire nella nuova rete.

 

In particolare Asati rileva che la rete in rame, con un’attenzione alla manutenzione, – grazie ai più recenti sviluppi tecnologici dei sistemi per l’accesso  e agli investimenti significativi di TI – avrà ancora una vita utile superiore ai 10-15 anni, vedi anche tecnologie quali il vectoring.

 

Siamo rimasti attoniti nel leggere l’ipotesi, riportata da organi di stampa autorevoli, che Telecom potrebbe entrare in Metroweb solo con un 10% del capitale alla stregua di altri operatori che in Italia non hanno infrastrutture di accesso e reti di lunga distanza paragonabili e auspichiamo che il CdA del 29 marzo prossimo faccia definitiva chiarezza sul punto.

 

 Siamo infatti stupiti  nell’apprendere che una grande Banca nazionale come Banca Intesa San Paolo sia socio  di Telco, che controlla Telecom, sia del fondo F2i, che di F2ir . Quindi, Banca Intesa investirebbe nell’equity di un concorrente di TI, come appunto si configurerebbe F2ir.

 

Suggeriamo quindi che nel prossimo cda del 29 marzo TI discuta sul tema e formuli una riflessione al Governo e alla stessa F2i, mirata all’esame della possibilità di far confluire in una nuova Società della rete di accesso, a maggioranza di Telecom Italia tutte le risorse che saranno impiegate nella costruzione della nuova rete a banda ultralarga,facendo sinergia quindi tra le modeste risorse che il Paese ha a disposizione tenendo anche presente le osservazioni del Commissario  Kroes :”in Italia l’uso dei servizi della Pubblica Aministrazione e’ il piu’ basso in Europa”“.

 

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