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In Lombardia il Web sale in ‘Cattedra’: Microsoft, Polizia di Stato e ONAP formano i docenti per proteggere gli studenti

Italia


Nell’ambito delle attività di prossimità svolte dalla Polizia di Stato, è stato presentato oggi a Milano “Web in Cattedra“, un ambizioso progetto che si propone di coinvolgere il personale docente in momenti di formazione ad hoc per essere in grado di indirizzare gli alunni verso un utilizzo sicuro e consapevole del Web.

L’iniziativa, avviata su proposta del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Milano, è stata coordinata dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, avvalendosi del supporto tecnico e della collaborazione della Questura di Milano, di Microsoft Italia e dell’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.).

Sarà l’USR della Lombardia a scegliere tra gli oltre 800 docenti che avranno l’opportunità senza precedenti di entrare in contatto con gli specialisti nella sicurezza su Internet della Polizia delle Comunicazioni, delle Questure di Milano, Brescia, Lecco, Pavia e Varese, di Microsoft e dell’O.N.A.P.

Al termine dei corsi, i docenti avranno le competenze adeguate per insegnare un uso corretto del mezzo informatico e della Rete, prevenendo fenomeni legati all’adescamento online e a tutti i rischi correlati all’utilizzo dei network sociali.

Il percorso di formazione permetterà di inserire in ogni Istituto sul territorio almeno un docente “istruttore”, cioè un insegnante che avrà il compito a sua volta, in un secondo momento, di trasferire ai colleghi le conoscenze acquisite durante il corso. In questo modo, si potranno sensibilizzare oltre 140 mila studenti della Regione Lombardia ma, soprattutto, gli istituti coinvolti potranno includere queste tematiche nella programmazione didattica garantendo formazione e informazione a tutti i ragazzi che frequenteranno la scuola media anche negli anni scolastici a venire.

La struttura dei corsi
I corsi saranno organizzati in 11 cicli di lezioni, ciascuno dei quali interesserà dalle 25 alle 30 persone e avrà la durata di nove ore, distribuite nel corso di tre giornate. Ai docenti verranno impartite nozioni specifiche e sarà messo a loro disposizione del materiale informativo. Inoltre, verranno illustrati e spiegati i più diffusi programmi di protezione utilizzati sulla Rete per cercare di arginare al massimo l’attacco del computer da virus, malware e spamming.

Microsoft offrirà ai docenti 3 ore di attività in laboratorio sull’utilizzo di Internet per la didattica e kit didattici sulla sicurezza online realizzati nell’ambito di Sicuramenteweb, l’iniziativa che racchiude l’impegno Microsoft per la navigazione protetta dei minori sul Web, scaricabili dal sito www.apprendereinrete.it.

L’attività di prevenzione della Polizia di Stato non può prescindere dalla conoscenza del contesto in cui opera. È necessario dialogare e percepire i gusti, gli interessi, le mode, i canali ed il linguaggio comunicativo dei ragazzi, per acquisire la loro fiducia ed ottenere risultati utili per la stessa vita dei giovani. Nell’ottica della sicurezza partecipata assume, quindi, strategica importanza l’iniziativa “Web in Cattedra”, volta a formare gli insegnanti che sono a contatto quotidiano con l’affascinante e delicato universo giovanile” – spiega il Questore di Milano, Alessandro Marangoni.

La quotidiana esperienza nelle indagini sul cyber crime ci ha portati alla ferma convinzione che una delle armi più efficaci per sottrarsi ai pericoli connessi all’uso del Web sia una mirata prevenzione che punti, tra l’altro, a promuovere una maggiore consapevolezza degli utenti – ha affermato Antonio Apruzzese, Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. “Per questo noi crediamo fermamente nella formazione dei giovani e, ancora di più, di tutti coloro che svolgono un ruolo didattico ed educativo nei confronti delle nuove generazioni: genitori, operatori e, soprattutto, docenti. “Web in cattedra”, grazie anche all’apporto dei nostri partner è, in tema di prevenzione, una delle iniziative più efficaci, tra quelle fino ad oggi promosse” – continua Antonio Apruzzese.

L’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, forte delle sue 1500 scuole, 140.000 docenti e 1.500.000 studenti sul territorio, già da tempo ha avviato iniziative volte a favorire la digitalizzazione delle scuole.

Ha avviato sperimentazioni relative a dotare un computer per studente, ha lanciato iniziative volte a formare i docenti alla comunicazione web e alla strutturazione di siti web, ha favorito l’azione della Cl@ssi web 2.0 e presto lancerà una grossa azione di digitalizzazione delle scuole lombarde che prenderà il nome di “e-ducazione“.

Il progetto Web in cattedra – spiega Giuseppe Colosio Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – si colloca nel quadro delle nostre iniziative perché, a fronte di un grande utilizzo di nuove tecnologie nelle scuole è giusto fornire i mezzi per difendersi dai pericoli che si possono incontrare in rete. I corsi, che hanno avuto un grande successo in termini di adesioni, sono destinati ai docenti, ma vedono in realtà gli studenti come fruitori effettivi, perché sarà cura dei docenti guidare i ragazzi e sviluppare una maggiore sensibilità, anche per se stessi, e attenzione nei confronti delle problematiche trattate. In questo modo vengono soddisfatte anche le finalità educative della scuola che deve saper motivare e promuovere nei giovani comportamenti positivi, deve aiutarli a sviluppare le loro capacità e guidarli alla conquista di significati per la loro vita.”

L’impegno di Microsoft nello sviluppare prodotti e servizi innovativi va di pari passo con l’attenzione affinchè la tecnologia sia accessibile ad un numero sempre maggiore di persone nel mondo e affinchè essa abbia un ruolo positivo e costruttivo nella vita di tutti. In particolare, nei confronti dei giovani, “portatori sani di tecnologia”, in Microsoft Italia sentiamo l’esigenza di una maggiore sensibilizzazione ad un uso consapevole della Rete, con riferimento ai temi della sicurezza e della tutela dei dati personali, così da permettere alle giovani generazioni di cogliere il meglio di Internet e di realizzare appieno il proprio potenziale. Il nostro impegno in questo senso è iniziato più di 6 anni fa ed il nostro auspicio è che tutti gli attori dell’innovazione abbiano a cuore questi stessi temi – spiega Pietro Scott Jovane, Amministratore Delegato di Microsoft Italia. “Come leader mondiale nella produzione di software, siamo convinti che rendere il web più sicuro con tecnologie sempre più semplici e utili sia un nostro obiettivo primario per contribuire ad uno sviluppo sostenibile della rete Internet e dei suoi servizi a beneficio di tutti gli utenti” – conclude Jovane.

Capire i ragazzi, oggi, non è sempre per gli adulti compito agevole, soprattutto quando si tratta di comprenderne i bisogni, i modelli di riferimento, gli schemi cognitivi inerenti i diversi gruppi che compongono il variegato universo giovanile. Giovani che sempre più spesso restano “contagiati” da modelli sociali trasgressivi – ha commentato Patrizia Santovecchi, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.) -, tra i fattori facilitanti la trasgressione, specie nel mondo giovanile, il gruppo gioca un ruolo decisivo. È chiaro, quindi, che una parte importante nella “costruzione sociale della realtà” del giovane, oggi, le rivestono le Community. Se esse sono sane e corrette possono costituire un’importante risorsa nel percorso di crescita personale, al contrario costituiscono un ostacolo per un sano sviluppo psichico. Perciò, fronte degli indiscutibili vantaggi che il Web porta con sé, una lettura critica, attenta non può non vedere anche le sfide e i dilemmi che esso pone davanti a ognuno di noi. Sfide che possono tradursi, anch’esse, in preziose opportunità se sapientemente guidate e regolate. Sta a noi decidere. Nel cammino di ogni giovane verso una scelta consapevole e libera il ruolo educativo della famiglia e della scuola è di fondamentale e riconosciuta importanza. Il mondo degli adulti perciò deve svolgere appieno il suo ruolo di “accompagnatore”, di punto di riferimento, di esempio” – continua Patrizia Santovecchi.

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