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Associazioni Consumatori: ‘conciliazioni paritetiche’ unico strumento di equilibrio nelle Tlc, ‘A sbagliare è H3G’

Italia


Le conciliazioni paritetiche stanno benissimo e non sono allo sbando. Nelle TLC, dove sono obbligatorie per poter eventualmente adire le vie giudiziarie, le conciliazioni paritetiche tra Associazioni Consumatori e Imprese (unitamente a quelle svolte dai Corecom e dalle Camere di commercio) sono l’unico strumento di equilibrio che contrasta le tantissime pratiche scorrette delle aziende di TLC. Solo nel 2009, infatti, l’Antitrust ha emesso 56 sanzioni.

La conciliazione paritetica è l’unico metodo che i cittadini hanno per risolvere un contenzioso con l’impresa, ottenendo un risultato veloce, gratuito e soprattutto assistito dal personale competente delle Associazioni Consumatori. La dimostrazione sono le 13.673 conciliazioni paritetiche effettuate nel 2009 con una risoluzione positiva del 92%.

Questi risultati evidentemente creano invidia a qualche organizzazione che dichiara che le conciliazioni paritetiche sono allo sbando. Ci riferiamo al presidente dell’Organismo Internazionale di Conciliazione & Arbitrato A.N.P.A.R., Dr. Pecoraro, che prende spunto dalla decisione di H3G di non adeguarsi alle richieste dell’Agcom, perdendo così il riconoscimento della conciliazione.

Nel caso specifico è bene precisare che la Società H3G, infatti, aveva precedentemente richiesto evidenziando criticità di natura logistica – amministrativa, la cancellazione della propria procedura di conciliazione dall’elenco reso disponibile sul sito web dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, previsto dall’articolo 13, comma 3, della delibera n.173/07/CONS.

La caratteristica principale della conciliazione paritetica è proprio quella di essere un’intesa fra due parti: i consumatori e l’azienda La capacità di garantire un adeguato accesso alla conciliazione dipende dall’impegno che ci mette l’azienda nel realizzarla.

Nel caso di “3” è l’azienda che ha scelto di non proseguire l’esperienza, ripeto, per criticità di natura logistica – amministrativa. Nel suo comunicato il Dr. Pecoraro dimostra di non essere informato o di voler stravolgere la realtà per suo interesse, affermando che è H3G a denunciare il mancato rispetto del protocollo mentre è evidente che è il contrario.

La informiamo inoltre che in data odierna l’Agcom ha disposto la cancellazione della procedura di conciliazione su specifica richiesta della Società H3G dall’elenco degli organismi di conciliazione disponibile sul sito web dell’Autorità, ai sensi dell’articolo 13, comma 6, della citata delibera.

Il presidente dell’A.N.P.A.R. continua ad essere impreciso quando dice che per promuovere il tentativo di conciliazione, ci si rivolge ad altri organismi solo dove i Corecom non ci sono o non hanno la delega per operare. È falso! È il consumatore che è libero di scegliere l’organismo che preferisce fra quelli previsti dalle delibere Agcom!

La conciliazione paritetica ha stessa dignità delle altre conciliazioni previste dalla delibera Agcom 173/07/CONS ed è ovviamente un’opportunità in più offerta al consumatore.

La conciliazione paritetica ha sicuramente delle sue particolari prerogative da non sottovalutare. Poiché sono realizzate attraverso un accordo sottoscritto fra l’azienda e le associazioni rappresentative dei consumatori necessitano di un costante rapporto fra le due parti che dialogano reciprocamente fra loro a vantaggio dei diritti del consumatore, non solo preoccupandosi di risolvere l’eventuale contenzioso, ma soprattutto avendo attenzione a prevenirlo e di conseguenza ridurlo.

Nessun organismo di Conciliazione riconosciuto dal Ministero di Grazia e Giustizia può vantare questa caratteristica di normalizzazione del mercato.

La conciliazione paritetica è sana e lo dimostrano le tante aziende che hanno accolto la conciliazione paritetica: Telecom Italia, Wind, Fastweb, Vodafone, TeleTu.

Appare evidente che la conciliazione paritetica nasce da un incontro e non da uno scontro. Essa esiste se l’azienda ha la volontà di instaurare un rapporto costruttivo con i consumatori. Essa contribuisce allo sviluppo del mercato, migliorando il sistema di assistenza dell’impresa al cliente.

La decisione di H3G non pone quindi fine all’istituto della conciliazione paritetica che attualmente rimane l’unico ad essere basato sulla concertazione ed il confronto.

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