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INGV e Università insieme per la ricerca scientifica e la valutazione della pericolosità vulcanica: Stromboli, Etna e Vesuvio

Italia


Cinque Progetti di Ricerca dedicati alla valutazione della pericolosità vulcanica in Italia ed in convenzione con il Dipartimento della Protezione Civile sono stati presentati lo scorso mese al convegno “PERICOLO VULCANI“, conclusivo dei PROGETTI INGV-DPC 2007-2009 in VULCANOLOGIA, presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università Roma Tre.

I progetti si sono focalizzati su alcuni aspetti della pericolosità ai vulcani Vesuvio, Campi Flegrei, Stromboli ed Etna. Sui Campi Flegrei è stato condotto il progetto UNREST con l’obiettivo di definire un sistema semi-automatico per la valutazione della pericolosità a breve termine. I Campi Flegrei sono in stato di unrest vulcanico da circa sessant’anni, da quando cioè il lento movimento di subsidenza del fondo calderico è stato interrotto dal verificarsi di episodi di sollevamento. Il progetto ha quindi studiato l’insieme delle fenomenologie attese in grado di preludere al verificarsi di una nuova eruzione, giungendo alla definizione di un albero degli eventi che ne permette di stimare la probabilità in funzione delle osservazioni dalle reti di monitoraggio vulcanico.

 

Sul vulcano Stromboli è stato condotto il progetto PAROXISM, con obiettivi simili a quelli del progetto Unrest, ma con problematiche profondamente diverse visto il diverso comportamento dei due vulcani. In questo caso, l’obiettivo è stato la ricerca e definizione di segnali che possano preludere al verificarsi di cambiamenti di stato rilevanti, quali quelli che portano al verificarsi di esplosioni maggiori e parossismi, e che si manifestano solo pochissimo tempo prima dell’evento.

Due sono stati i progetti sull’Etna: il progetto LAVA si è dedicato alla realizzazione della mappa di pericolosità da invasione di colate di lava, e alla definizione di un metodo per il suo aggiornamento dinamico. In questo caso è stato realizzato un sistema che in funzione delle osservazioni strumentali permette l’aggiornamento semi-automatico della mappa di pericolosità, fino alla definizione dello scenario associato all’apertura della bocca eruttiva.

Il progetto FLANK ha invece studiato la pericolosità associata alla dinamica del fianco orientale e meridionale del vulcano, caratterizzato dalla presenza di numerose faglie e piani di scivolamento che lo rendono particolarmente instabile e determinano una situazione di pericolosità associata al verificarsi di terremoti e frane. Infine il progetto SPEED, al cui finanziamento ha contribuito la Regione Campania, si è dedicato alla definizione degli scenari di pericolosità e danno a Campi Flegrei e Vesuvio, studiando le caratteristiche attese per future eruzioni e il possibile impatto sulle strutture nelle aree densamente urbanizzate che bordano a Est e Ovest la città di Napoli.

Il Dott. Paolo Papale, Dirigente di ricerca dell’INGV e Coordinatore generale dei progetti, ritiene che le ricerche svolte rappresentino un sostanziale progresso in campo vulcanologico, sia dal punto di vista delle conoscenze sulla struttura e sul comportamento dei vulcani oggetto di studio, sia per aver segnato un ulteriore e importante passo nella direzione dell’inclusione delle incertezze e dell’analisi probabilistica nella valutazione della pericolosità vulcanica, sia infine per aver segnato un progresso importante nella direzione della cooperazione e condivisione dei dati e delle conoscenze fra i ricercatori impegnati.

 

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