INGV: ‘SHARE’, un workshop sulla pericolosità sismica in Europa

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Un workshop a Roma presso l’INGV in via di Vigna Murata n. 605, dal 14 al 16 settembre

Si sta svolgendo a Roma uno dei primi incontri dei partecipanti al progetto SHARE (Seismic Hazard Harmonization in Europe), finanziato dalla Comunità Europea. Il progetto, a cui partecipano numerose istituzioni in rappresentanza di dodici nazioni, ha come obiettivo l’elaborazione di una carta di pericolosità sismica estesa a tutta l’Europa comunitaria e al Nordafrica.

Con SHARE si punta da un lato al definitivo superamento dei confini politici – confini ovviamente sconosciuti ai terremoti – e dall’altro lato alla condivisione di dati, metodologie ed esperienze tra paesi in cui le discipline sismologiche hanno raggiunto un diverso livello di sviluppo. L’Italia è rappresentata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che riversa nel progetto le proprie conoscenze e il proprio expertise nel campo della valutazione della pericolosità sismica, maturati nel corso degli anni anche grazie alla proficua collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile.

Il responsabile per la parte italiana del progetto europeo è il dott. Gianluca Valensise che dice: ” Il progetto riconosce all’Italia una leadership indiscussa nel settore dello studio dei terremoti del passato e delle faglie che li hanno generati. Le metodologie messe a punto in Italia consentiranno anche ad altri paesi di pervenire a standard di livello elevato nel campo della prevenzione sismica“.

Come si confrontano queste esperienze con paesi come ad esempio il Giappone o la California?
Bene – risponde Valensise – perché le esperienze italiane sono in via di condivisione anche con colleghi americani, neozelandesi e giapponesi, con i quali stiamo elaborando metodologie di analisi comuni“.

I terremoti dei paesi vicini all’Italia ci devono fare paura?
Si è detto che anche i movimenti tellurici che avvengono in altri paesi possono risultare molto pericolosi. l’Italia da quali nazioni può temere danni rilevanti in caso di un forte terremoto?
I progetti come questo servono proprio a mettere in evidenza il fatto che i calcoli di pericolosità sismica non possono considerare solo i terremoti “domestici” ma anche i più forti terremoti generati in zone sismiche circostanti, come la Slovenia, l’Albania o la Grecia. Questo vale a maggior ragione per i maremoti. Studi recenti mostrano ad esempio che i più forti maremoti che possono colpire le coste ioniche dell’Italia meridionale sono quelli generati dai terremoti dell’arco ellenico, da Corfù a Creta.

Le nazioni partecipanti al progetto SHARE: Italia, Romania, Portogallo, Grecia, Turchia, Francia, Belgio, Inghilterra, Germania, Norvegia, Montenegro, Algeria.

Per informazioni contattare:

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