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Internet delle cose: il futuro del web è già iniziato, ma il Parlamento Ue sollecita ulteriore valutazione degli effetti su salute e privacy

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Il Parlamento europeo ha appena adottato una risoluzione per sostenere lo sviluppo del cosiddetto ‘Internet delle cose’, la nuova tecnologia che consente di combinare chip elettronici e indirizzi internet, ma ha chiesto che siano valutate ulteriormente le conseguenze relative alla salute, alla privacy e alla protezione dei dati personali.

In una seconda risoluzione, il Parlamento sottolinea che “Internet è un bene pubblico e globale e dovrebbe quindi essere gestito nell’interesse generale della società”.

 

La prima risoluzione, redatta dalla spagnola Maria Badia i Cutchet (S&D) e adottata a larghissima maggioranza, mette in evidenza la forza rivoluzionaria di internet delle cose, che ha radicalmente trasformato l’interazione sia tra persone e cose sia tra gli oggetti.

 

In futuro sarà possibile memorizzare, ricevere e trasmettere tutte le informazioni su un prodotto in modalità wireless tramite un chip di appena pochi millimetri integrato nel prodotto stesso.

Il Parlamento ritiene che le possibilità di ricerca su queste tecnologie – che permettono di ottenere informazioni in tempo reale su una vasta gamma di cose, dalla pressione degli pneumatici alla la gestione del magazzino, dall’organizzazione del trasporto pubblico ai livelli di inquinamento e di raccolta dei rifiuti – siano immense. Gli europarlamentari hanno pertanto invitato la Commissione ad aiutare la Ue a svolgere un ruolo pionieristico e a continuare a finanziare progetti pilota in questo ambito, sottolineando altresì la necessità  di stabilire principi e norme sulla governance della rete e su internet delle cose con i partner commerciali, come l’OMC.

 

Tuttavia, per l’europarlamento bisogna approfondire l’impatto di questa tecnologia sulla salute, la privacy e la protezione dei dati: il consumatore europeo dovrebbe avere il diritto di optare per un prodotto che non sia dotato di chip wireless o collegato in rete, poiché – sottolineano – il successo di internet delle cose dipende dalla fiducia dei consumatori nella tecnologia.

 

Nella seconda risoluzione, elaborata dallo spagnolo Francisco Sosa Wagner, i deputati auspicano una maggiore attenzione ai problemi della governance di Internet che – dicono – è un bene pubblico globale e deve essere gestito nell’interesse comune.

I governi dovrebbero evitare il coinvolgimento nella gestione quotidiana di Internet, attualmente affidata all’Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN), un’organizzazione non-profit soggetta alla legge della California. Tuttavia, dei miglioramenti sono necessari, in particolare riguardo la progressiva diversificazione della struttura di finanziamento dell’organizzazione.

 

Da parte loro, i governi dovrebbero concentrarsi sulla sicurezza delle infrastrutture, sulla privacy, la protezione dei dati e sulla risoluzione delle controversie, garantendo il rispetto dei valori fondamentali della Ue.

 

La censura, il filtraggio dei contenuti e la sorveglianza sulla rete non dovrebbero essere praticati, mentre restrizioni fondamentali, relative ad esempio alla tutela dei minori, devono essere giustificate ed essere efficaci e proporzionate.

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