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No privacy

BIBLIOTECH


Sperling & Kupfer Editore
Pubblicato: ottobre 2009
Pagine: 256
ISBN: 8820048124
Prezzo: 18,00

Incontrarsi nelle chat, nei gruppi di discussione e nei blog: Internet offre delle opportunità un tempo inimmaginabili per comunicare ed esprimersi. Ma c’è un lato oscuro: una scia di frammenti di informazioni personali viene preservata sul web, istantaneamente disponibile a chiunque faccia una semplice ricerca su Google.

 

La cronaca permanente della nostra vita privata, spesso di dubbia affidabilità e a volte totalmente falsa, ci seguirà ovunque andremo, accessibile ad amici, estranei, partner, datori di lavoro, vicini, parenti e a chiunque altro interessi conoscerla. Siamo in piena collisione tra libertà di espressione e diritto alla privacy.

 

Questo libro avvincente, stracolmo di sorprendenti esempi di gossip, calunnie e indiscrezioni in rete, ne esplora le inquietanti implicazioni. L’autore, vera autorità nel campo della privacy e delle informazioni sensibili, ci descrive in modo affascinante come Internet stia trasformando e potenziando il gossip, come nasce il discredito, e come possiamo tutelare la nostra immagine e la reputazione. Concentrandosi sui blog, sulle comunità virtuali, sui cyberlinciaggi e su altre manifestazioni che oggi fanno tendenza, mostra che, paradossalmente, il flusso spontaneo delle informazioni su Internet può in realtà ostacolare lo sviluppo personale e la libertà.

 

Le tradizionali nozioni di privacy devono necessariamente essere riviste: se non stabiliamo un equilibrio tra tutela della riservatezza e libertà di espressione, potremmo fare l’amara scoperta che la libertà di Internet ci rende meno liberi.
(Dalla quarta di copertina)

Daniel J. Solove, è professore associato alla George Washington University Law School, ed è un esperto internazionalmente riconosciuto di legislazione sulla privacy. Già autore del libro “The Digital Person: Technology and Privacy in the Information Age“, vive a Washington, e cura un blog all’interno del popolarissimo sito giuridico www.concurringopinions.com.
 

 

Flavio Fabbri

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