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La vetrinizzazione sociale

BIBLIOTECH


Bompiani, Milano 2007
Pagine 120
ISBN 9788833917412
Prezzo 11,00

Il concetto di “vetrinizzazione” consente di interpretare in modo unitario numerosi fenomeni sociali. Chiarisce infatti il processo di progressiva spettacolarizzazione e valorizzazione dei principali ambiti delle società occidentali: gli affetti, la sessualità, il corpo, l’attività sportiva, i media, il tempo libero, i luoghi del consumo, gli spazi urbani e persino le pratiche relative alla morte.

La vetrinizzazione sociale ha avuto inizio con la comparsa nel Settecento della vetrina, che metteva in scena e valorizzava oggetti in precedenza inerti e passivi. L’individuo si è trovato così, per la prima volta, da solo di fronte alle merci e ha dovuto imparare ad interpretare il loro linguaggio senza l’aiuto del venditore. Ha dovuto, cioè, abituarsi a leggere la comunicazione visiva, ma anche ad affrontare la vita in solitudine, nella nuova condizione sociale imposta dall’urbanizzazione e dalla modernità.

Nel corso del Novecento, i media hanno progressivamente rafforzato il modello di comunicazione della vetrina, perché sono passati anch’essi dalla fruizione collettiva (manifesti, cinema, televisione) a uno fondato sul consumo solitario (pay tv, Internet). Con il risultato che tutto oggi viene trasformato in fenomeno da «esporre in vetrina» e per gli individui la vetrinizzazione sembra sempre più diventare un obbligo sociale inevitabile.
(dalla quarta di copertina)

Vanni Codeluppi insegna Sociologia dei consumi all’Università IULM di Milano. Tra gli altri suoi libri ricordiamo: Lo spettacolo della merce (Bompiani, 2000), Che cos’è la pubblicità (Carocci, 2001), Che cos’è la moda (Carocci, 2002), Manuale di Sociologia dei consumi (Carocci, 2005).

 

Rosa Pugliese

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