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L’arte dell’intrusione

BIBLIOTECH


Feltrinelli, Torino 2006
Pagine 296
ISBN 8807171228
Prezzo 16.50

Traduzione: di Marco Deseriis

Mitnick offre con questo libro un sequel all’ormai celebre “L’arte dell’inganno“, questa volta intervistando una serie di gruppi hacker che hanno messo in atto alcune delle intrusioni più incredibili degli ultimi anni.

Ogni capitolo (dieci in totale) si apre con una “computer crime story” che si legge come un romanzo. Certo, è sicuramente sconcertante capire quanto sia vulnerabile il proprio conto in banca o vedere all’opera un gruppo di hacker innamorati del gioco d’azzardo che in pochi minuti fanno man bassa delle slot machine.

Come nell’Arte dell’inganno, nel raccontare queste storie, Mitnick illustra minuziosamente i passi tecnici utilizzati nel mettere a segno i diversi colpi.
Un libro che si legge con facilità e che, al contempo, ci proietta nel mondo della sicurezza, l’altra faccia della dimensione informatica in cui Mitnick è ormai impegnato come uno dei maggiori esperti mondiali.
(dalla quarta di copertina)

Kevin D. Mitnick è ritenuto il più abile hacker del mondo. È stato confinato per molto tempo agli arresti domiciliari con l’incredibile divieto di collegarsi alla rete e usare il computer. La sua prima violazione della rete militare del North American Defense Command (NORAD) risale al 1982, ed ispirò la sceneggiatura del film “War Games”. Nel 1992 si diede alla clandestinità dopo aver attaccato il sistema di voiceMail della Pacific Bell, una delle maggiori telco del mondo. Sotto lo psedudonimo di “Condor” continuò ad hackerare, colpendo tra gli altri i sistemi di Motorola, Nokia, Fujitsu, Novell, NEC, Colorado SuperNet, Sun Microsystems e della University of Southern California, causando danni per 80 milioni di dollari. E’ stato arrestato nel 1995 dopo aver penetrato il computer dell’esperto di sicurezza Tsutomu Shimomura, che gli aveva lanciato una sfida. Dopo 5 anni di carcere è stato rilasciato. Attualmente è consulente per la sicurezza informatica di varie corporation, ma il suo mito non accenna a tramontare.

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