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Plot, il tempo del raccontare

BIBLIOTECH


Meltemi Editore, Roma 2004
Pagine 240
ISBN 88-8353-310-0
Prezzo 19.25

 

Il cinema, insieme alla musica, è forse l’espressione della cultura umana più strettamente legata all’idea di tempo. Che sia narrativo o spettacolare, di massa o di avanguardia, il racconto cinematografico si svolge comunque in un segmento definito del tempo.

 

In queste pagine, che sviluppano la riflessione avviata in “Pulp times”, si entra nel vivo del tradizionale dibattito tra il tempo della rappresentazione e il tempo rappresentato. Lo si fa convocando altri testi, altre tradizioni: alcune riflessioni sulla narratologia e sul tempo narrativo, e alcune delle pratiche esemplari nella letteratura. E confrontando questo tempo emergente dalle teorie letterarie e dalle pratiche del racconto con gli esempi cinematografici e con le considerazioni sempre più frequenti degli osservatori, interni o esterni, del fenomeno-cinema. Dunque diversi sono i domini di riferimento: la discussione su “tempo e racconto”, per riprendere il titolo del celebre studio di Paul Ricur; alcuni degli esempi più rilevanti di pratica temporale nella narrazione letteraria (ad esempio in Proust, Borges, Dick, Effinger); le riflessioni sul tempo cienmatografico che culminano negli anni Ottanta nel fondamentale lavoro di Gilles Deleuze.

Conclude il libro una filmografia di Dario D’Incerti.
(dalla quarta di copertina)

 

Fulvio Carmagnola insegna Educazione estetica presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Si occupa di estetica contemporanea e di modelli cognitivi applicati alla progettazione e all’organizzazione. Tra le sue opere più recenti: “Vezzi insulsi e frammenti di storia universale. Teorie estetiche nell’economia del simbolico” (2001), “La triste scienza” (2002), “Pulp times. Immagini del tempo nel cinema d’oggi” (2003, con Telmo Pievani).

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