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L’identità mediale degli italiani

BIBLIOTECH


Marsilo, Padova 2003
Pagine 216
ISBN 8831777556
Prezzo 11.36

Una svolta sostanziale è ormai in atto nella società postmoderna: l’identità mediale come superamento dell’identità nazionale.

La tesi del libro insiste su questo transito, dichiarando quanto sia difficile condividere le credenze di chi ha voluto interpretare e affrontare la crisi dei valori dell’identità degli italiani alla luce della mancanza di morale o cultura, etica o politica.

Nell’ultimo Novecento non pochi intellettuali e opinionisti hanno scritto sulle radici e sul destino degli italiani da posizioni autorevoli e di prestigio, spesso animati dal civico intento di trovare i motivi più profondi di una crisi d’identità nazionale sempre più drammatica. Ma così facendo hanno invece contribuito largamente alla crisi e anzi ne sono stati uno dei sintomi più appariscenti.

Partendo dal ruolo che le tecnologie della comunicazione hanno assolto nel processo di costruzione della nostra realtà, la scelta di Abruzzese e Scurti è quella di ragionare stando dentro ai media – “là dove siamo” – per dimostrare quanto la cultura italiana, pur con diversi punti di vista ideologici, resti inchiodata al passato.

Nel mettere in luce i motivi che sono alla radice del fallimento, il saggio di Abruzzese e Scurti si oppone in modo radicale alla “repubblica degli scrittori” recuperando l’identità che oggi passa attraverso i media e la televisione di consumo.
(dalla quarta di copertina)

Alberto Abruzzese, presidente del Corso di laurea in Scienze della comunicazione della Facoltà di Sociologia dell’Università “La Sapienza” di Roma, è titolare della cattedra di Sociologia delle comunicazioni di massa. Tra le sue ultime pubblicazioni: Lo splendore della TV (1995), Analfabeti di tutto il mondo uniamoci (1996), La bellezza per me e per te (1998), L’industria culturale (2000), A chi serve la new economy (2000).

Germano Scurti, laureato in Sociologia, svolge attività di ricerca presso la Facoltà di Sociologia dell’Università “La Sapienza” di Roma. Si occupa di questioni estetiche, mediologiche e politiche.

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