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Tim, Deutsche Bank taglia il rating ma alza il target price. Assist per Deutsche Telekom (o per qualche Big Tech)?

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Cresce l’attesa del mercato per la comunicazione della trimestrale Tim, fissata il 24 febbraio, mentre si rincorrono le voci intorno all'azienda guidata da Pietro Labriola che potrebbe diventare appealing in ottica consolidamento. Ma come preda o predatrice?

Cresce l’attesa del mercato per la comunicazione della trimestrale, fissata per la prossima settimana. I conti del quarto trimestre 2025 saranno comunicati il 24 febbraio. Ne frattempo, oggi il titolo ha aperto in terreno negativo, per poi prontamente invertire il trend, dopo che Deutsche Bank ha tagliato il rating sul titolo portando a ‘hold’ da ‘buy’, ma alzando il target price a 0,64 euro da 0,62.

Tim piace a Deutsche Telekom?

Una mossa che ha accesso l’interesse dei piccoli investitori sul forum di Investing.com, che hanno lanciato nell’etere diverse interpretazioni sulla mossa della banca tedesca. C’è chi mette in dubbio l’equidistanza di Deutsche Bank, con un ragionamento interessante. “Siamo sicuri che lo 0,62€ di Deutsche Bank sia una valutazione neutra?!! Con il nuovo Digital Networks Act, la UE che spinge al consolidamento, TIM è la preda ideale per Deutsche Telekom. Tenere il target basso mentre il mercato punta a 0,74€ potrebbe essere una mossa tattica per favorire un risiko europeo a prezzi di saldo. Non sarebbe la prima volta che la finanza tedesca ‘prepara il campo’ per i suoi campioni industriali”.

D’altra parte, il presunto asse Meloni-Merz (nato e tramontato nel giro di poche ore?) potrebbe essere foriero di sinergie che vanno al di là della difesa e che abbracciano anche le reti Tlc, asset sempre più strategico nell’attuale contesto geopolitico.

Tim preda o predatrice?

Sono soltanto rumors, ma alla fine il consolidamento in un modo o nell’altro ci sarà. Tim ora è molto appetibile, senza debito, o quanto meno con un debito contenuto dopo lo scorporo della rete, anche se con la presenza di Poste il titolo ha messo le ali e gran parte del mercato vede la compagnia Tlc più predatrice che preda.

Anche se, sullo sfondo una collaborazione con Nvidia o con qualche gruppo americano come ad esempio Amazon o altri non è da escludere. Basti pensare all’accordo appena siglato con Microsoft su Cloud e AI che in qualche modo ricalca quello fra STM e Amazon Web Services.

Certo, la nostra dipendenza dalle tecnologie made in Usa è pressoché obbligata. E l’indipendenza digitale?

Qual è la natura di Tim? Tech Company o semplice telco?

C’è che nel forum fa un ragionamento ad ampio respiro sulle diverse valutazioni sul titolo: “La forbice dei target price si trova tra 0,57 e 0,74: Spiega che chi dà 0,74€ (Intermonte) sta valutando TIM come una Tech-Company, mentre chi sta a 0,57€ (JPM) la guarda ancora come una semplice compagnia telefonica che vende SIM. il target di Deutsche Bank (0,62€) è già stato quasi raggiunto dal mercato (che ora scambia a 0,64€), dimostrando che i modelli di valutazione basati solo sul “vecchio” business sono in ritardo rispetto alla realtà degli asset tecnologici di TIM”.

Titolo destinato a decollare?

Il titolo secondo diversi osservatori è destinato a decollare, in area 1 euro, entro il 2026, una soglia che secondo alcuni potrebbe essere raggiunta anche in estate.

Tim fattura tra le top 10 aziende italiane, più di Prismyan, per intenderci che quota circa 100 euro. Sappiamo bene che non ci sono correlazioni fra ricavi e valore del titolo, tuttavia è vero che il Brasile è in continuo aumento e c’è un tema poco discusso: i data center, dove Tim è leader in Italia, e a breve sarà tutto mosso dall’AI che soltanto grazie ai data center può avere successo.

Attesa per il business Enterprise di Tim

In questo senso, interessante la nuova percezione che parte del mercato ha di Tim. Non più una semplice compagnia telefonica, ma una Tech Company attiva in diversi ambiti che vanno dal Cloud alla Cybersecurity ai servizi digitali. In sintesi, il core business di Tim, nella percezione di parte del mercato, si starebbe spostando verso il segmento Enterprise, che di fatto anche in termini di fatturato sta crescendo in modo costante. C’è quindi attesa per capire quanto e come il business Enterprise abbia performato nel quarto trimestre.    

Attesa per le sinergie con Poste

Gran parte delle aspettative su Tim sono legate alle future sinergie con Poste, il primo azionista il cui ingresso nella compagine di Tim ha dato la svolta all’azienda in Borsa e nella percezione del mercato. Ma c’è da dire anche che il mercato sta aspettando di vedere e di toccare con mano le sinergie con la società dei pacchi guidata da Matteo Del Fante, preannunciate dalla creazione di una joint venture sul Cloud.

Il mercato sta aspettando non tanto i dati finanziari, che secondo stime saranno in linea, ma il piano industriale e in particolar modo le sinergie con Poste che l’ad Pietro Labriola definiva elevate. Ma di questo si dovrebbe parlare non prima di giugno e quando sarà presentato il nuovo piano industriale.

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