Elon Musk: “Porteremo l’AI nello spazio”, con accesso diretto all’energia solare
In un meeting con i dipendenti presso la sede di xAI a Palo Alto, in California, Elon Musk ha delineato una nuova, grande e ambiziosa visione che unisce intelligenza artificiale (AI), satelliti e colonizzazione spaziale in un unico progetto: accelerare il futuro dell’umanità estendendo la coscienza collettiva oltre la Terra, fino alle stelle (“extending the collective consciousness to the stars”).
Musk parte da un dato energetico per giustificare la sua visione: oggi la civiltà terrestre utilizza solo una frazione minima dell’energia disponibile.
“Attualmente stiamo usando circa l’1% del potenziale energetico del Sole”, ha affermato, “se volessimo usare anche solo un milionesimo dell’energia solare, sarebbe circa un milione di volte superiore a quella che utilizziamo oggi” qui sulla Terra.
Per Musk, la conclusione è inevitabile: l’unico modo per accedere davvero all’energia del Sole è espandersi oltre la Terra, che definisce “un minuscolo granello di polvere nell’immensità oscura”.

Musk sogna data center spaziali con capacità fino a 200GW
Il primo passo, secondo il piano di Musk, sarà portare i data center nello spazio.
“Il prossimo passo sono i data center in orbita terrestre”, ha detto, aggiungendo che SpaceX prevede di lanciare infrastrutture energetiche e di calcolo in orbita con una capacità compresa tra 100 e 200 gigawatt all’anno: “Non cumulativi, parlo di capacità annuale”.
L’ambizione, nel lungo periodo, è “arrivare fino a un terawatt all’anno di energia solare raccolta e utilizzata nello spazio”. Qualcosa di inimmaginabile sul nostro pianeta, ma fattibile nello Spazio, a partire dal nostro satellite naturale.
Lanciare satelliti AI dalla Luna
La soluzione per Musk è infatti la Luna.
Musk propone la costruzione di una “mass driver” lunare, una specie di “catapulta”, un acceleratore elettromagnetico capace di lanciare carichi nello spazio profondo senza l’uso di razzi tradizionali: “È qualcosa di cui si legge nella fantascienza. Ma noi la renderemo reale. Avremo davvero un mass driver sulla Luna”.
Per capirci, la cosa più simile che al momento abbiamo sulla Terra è il mass driver dello SpinLaunch, che usa una centrifuga gigante in camera sottovuoto di 50 metri altezza per roteare e rilasciare il veicolo alla velocità di 2-7 km/s (fino a 10.000 g-forze), seguito da un piccolo razzo per orbita. Test suborbitali hanno raggiunto velocità record, con 10 lanci riusciti finora.
Secondo Musk, questa infrastruttura permetterebbe di aumentare la capacità energetica e logistica di diversi ordini di grandezza, arrivando potenzialmente a mille gigawatt all’anno o più. Nel lungo periodo, immagina una scala ancora più ampia: “Potremmo arrivare forse a un milione di terawatt, persino a qualche percentuale dell’energia totale del Sole”.
Satelliti AI sparati nello Spazio profondo
La visione non si limita alla produzione di energia. Musk immagina una Luna industrializzata, con città autosufficienti e “un mass driver che spara satelliti AI nello spazio profondo, uno dopo l’altro”.
“Non riesco a immaginare niente di più epico”, ha affermato, descrivendo una scena in cui satelliti AI vengono lanciati verso il cosmo per esplorare, raccogliere dati e forse espandere l’intelligenza oltre i confini del sistema solare.
Qualche giorno fa, il miliardario sudafricano aveva già annunciato il suo progetto fantascientifico di industrializzare la Luna, ma anche di costruirci una città abitabile.
“Per chi non lo sapesse, SpaceX ha già spostato l’attenzione sulla costruzione di una città in grado di crescere autonomamente sulla Luna, perché potenzialmente possiamo raggiungere questo obiettivo in meno di 10 anni”, aveva detto Musk.
Nello stesso post, però, poneva anche l’attenzione sul fatto che se la Luna è a portata di mano, Marte, di cui tanto si è parlato in questi nani, è molto più lontano e più complicato da raggiungere, con il massimo impegno, “sarebbero necessari più di 20 anni” prima di arrivarci.
