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Carta del docente 2026, tutte le novità. Come funziona? Cosa si può acquistare?

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In un video il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara spiega come cambia la Carta del docente e come funziona. L’accesso avviene con SPID o CIE tramite la piattaforma cartadeldocente.istruzione.it, dove ogni docente trova il proprio borsellino elettronico.

Le novità della Carta del docente per il 2026

La Carta del docente cambia volto nel 2026. Il bonus destinato alla formazione degli insegnanti viene confermato, ma con una serie di novità rilevanti che riguardano l’importo, la platea dei beneficiari e soprattutto le modalità di utilizzo.

L’obiettivo dichiarato dal ministero dell’Istruzione e del merito è quello di trasformare progressivamente la Carta in uno strumento di welfare più ampio, capace di rispondere meglio alle esigenze quotidiane del personale scolastico.

Ad annunciare le modifiche è stato il ministro Giuseppe Valditara, spiegando che alle risorse ordinarie si aggiungeranno nuovi fondi europei e che, dopo anni di contenziosi, viene finalmente completata l’estensione del beneficio anche ai docenti precari.

Il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara

L’importo annuale passa da 500 a 390 euro, le nuove risorse saranno assegnate alle scuole non al docente

La prima novità riguarda l’importo individuale. Nel 2026 il valore annuale della Carta del docente scende da 500 a 390 euro. Una riduzione che, però, va letta insieme al rafforzamento delle risorse complessive: ai circa 400 milioni di euro stanziati ogni anno si aggiungono infatti altri 270 milioni di euro provenienti da fondi europei.

Queste risorse aggiuntive non finiranno direttamente nel borsellino digitale dei docenti, ma saranno assegnate alle scuole. Gli istituti potranno utilizzarle per acquistare computer, tablet, libri e servizi per la formazione, che verranno poi concessi ai docenti in comodato d’uso. Una scelta pensata anche per migliorare l’efficienza della spesa e alleggerire la gestione amministrativa del bonus.

Chi sono i destinatari?

La seconda grande novità riguarda i destinatari. Dal 2026 la Carta del docente viene estesa a circa 200mila insegnanti precari con contratto fino al 30 giugno, oltre al personale educativo. In totale, secondo il Ministero, entrano nella platea 253.868 nuovi beneficiari.

Si tratta del completamento di un percorso avviato dopo le sentenze che, a partire dal 2021, hanno riconosciuto il diritto dei docenti non di ruolo a usufruire del bonus. Sentenze rimaste a lungo inattuate e che ora vengono definitivamente recepite. Una correzione che mette fine a una disparità di trattamento tra personale di ruolo e supplenti.

Come si può usare la Carta del docente nel 2026

Restano validi gli utilizzi “classici” della Carta del docente: acquisto di libri (anche digitali), testi universitari, riviste specializzate, software e hardware, corsi di formazione e aggiornamento, corsi di laurea o master coerenti con il profilo professionale, ingressi a musei, cinema, teatri ed eventi culturali.

Ma dal 2026 arriva una novità significativa: il bonus potrà essere utilizzato anche per le spese di trasporto pubblico, inclusi gli abbonamenti ai mezzi. Una scelta che va nella direzione di trasformare la Carta in uno strumento più flessibile e vicino ai bisogni concreti dei docenti.

Il Ministero ha spiegato che negli ultimi quattro anni oltre il 60% delle risorse è stato speso per hardware e software, mentre solo una quota ridotta è andata alla formazione vera e propria. Da qui la decisione di spostare parte degli acquisti sulle scuole, liberando risorse sulla Carta per nuovi servizi.

Come accedere ai soldi della Carta del docente

Per utilizzare la Carta del docente è necessario essere in possesso di credenziali digitali SPID o CIE. L’accesso avviene tramite la piattaforma ufficiale cartadeldocente.istruzione.it, dove ciascun beneficiario trova il proprio borsellino elettronico.

Una volta effettuato l’accesso, il docente può generare buoni dell’importo desiderato da spendere presso gli esercenti fisici o online accreditati, oppure per i servizi digitali e culturali ammessi. I buoni possono essere utilizzati entro i termini stabiliti, che vengono comunicati ogni anno dal Ministero.

Per i beni e i servizi acquistati direttamente dalle scuole (come computer o libri), sarà invece l’istituto a gestire le procedure, utilizzando i fondi europei assegnati e concedendo poi il materiale ai docenti.

Verso una carta servizi per tutto il personale scolastico

Lo sguardo del Ministero è già rivolto al futuro. L’obiettivo dichiarato è quello di finanziare, a partire dal prossimo anno, un vero e proprio sistema di welfare scolastico, separando le risorse per la formazione da quelle utilizzabili per spese più ampie.

In questa prospettiva, il sindacato Anief ha espresso apprezzamento per l’idea di trasformare la Carta del docente in una carta servizi estesa anche al personale ATA, riconoscendo il diritto alla formazione e a strumenti di supporto anche a chi lavora quotidianamente nel funzionamento delle scuole.

La Carta del docente, nata come strumento di aggiornamento professionale, si avvia così a diventare qualcosa di più: non solo un bonus, ma un tassello di un sistema di tutele e servizi più inclusivo per il mondo della scuola.

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