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A scuola con coltelli stampati in 3D e il metal detector sarebbe inutile. Il caso di Bolzano

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In Alto-Adige ragazzini stampano coltelli in 3D e li portano a scuola. Cresce l’allarme e in questo caso il metal detector non sarebbe stato utile, perché la lama era in materiale plastico.

Il coltello lo stampo in 3D e lo porto a scuola

In Alto-Adige ragazzini stampano coltelli in 3D e li portano a scuola. Cresce l’allarme e in questo caso il metal detector non sarebbe stato utile, perché la lama era in materiale plastico.

Un coltello a scatto fabbricato tramite stampante in 3D alimentata a polimeri (materiali plastici termoplastici o resine fotosensibili fusibili strato per strato), è stato introdotto da un minorenne in una scuola media di Terlano, comune in provincia di Bolzano. L’arma, con una lama lunga 8 centimetri, sarebbe passata anche ai controlli con metal detector e, nonostante una lunghezza ridotta, avrebbe potuto ferire gravemente qualcuno se usata per colpire.

Il fatto è accaduto in una scuola di Bolzano e il personale dell’istituto ha subito avvertito le Forze dell’ordine che una volta intervenute hanno sequestrato l’arma e avviato le indagini. Il minore trovato in possesso del coltello ha detto di averlo acquistato da un altro ragazzo, ora denunciato per fabbricazione di oggetti atti ad offendere.

I Carabinieri hanno poi provveduto al sequestro della stampante in 3D e di altri coltelli ‘stampati’ in polimero. Ora l’intera faccenda è nelle mani del Tribunale dei minori di Bolzano.

Per i fatti accertati, si legge sulla testata Alto Adige, “il minore è stato deferito in stato di libertà per fabbricazione di oggetti atti ad offendere (articolo 695 del Codice Penale) e per detenzione di oggetti atti ad offendere (articolo 4 della Legge 110/1975)”.

In questo caso inutili i metal detector

Nei giorni scorsi, proprio in risposta alle richieste pressanti che provengono dalle scuole di tutto il Paese (soprattutto dopo l’omicidio del diciottenne Abanoub Youssef in una scuola di La Spezia, per mano di un coetaneo), il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in collaborazione con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha annunciato l’imminente pubblicazione di una circolare per introdurre i metal detector mobili negli istituti scolastici.

Il metal detector è considerato uno strumento preventivo, finalizzato a creare un ambiente più sicuro all’interno degli istituti. Lo stesso Valditara ha parlato di un sondaggio a sostegno, secondo cui il 60% circa dei giovani sarebbe favorevole a questa misura.

Non solo coltelli, in 3D si stampa ogni tipo di arma (anche le pistole)

Il caso di Bolzano, però, pone all’attenzione di tutti noi un altro problema, quello dell’utilizzo criminale delle nuove tecnologie. Stampare in 3D coltelli o altre armi usando materiali alternativi, come polimeri di nuova generazione, supererebbe ogni controllo tramite metal detector, ponendo la questione su altri livelli, cioè culturali e sistemici. C’è da chiedersi: perché i ragazzini vanno in giro con coltelli e armi per aggredire o uccidere?

A Verona, la scorsa estate, sono stati arrestati ragazzi che in casa fabbricavano in 3D armi di vario tipo, compresi tirapugni e taser, che poi vendevano anche ai coetanei.

Quanto accaduto in Alto-Adige è solo l’ultimo di una lunga serie di campanelli di allarme che hanno suonato negli ultimi mesi, soprattutto in un momento storico in cui nel nostro Paese le armi da taglio (e non solo, perché iniziano a spuntare anche le pisole) girano con troppa facilità tra i minorenni. Le conseguenze, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti, con aggressioni e vittime in aumento.

In Italia 87mila minori hanno usato coltelli e altre armi

In Italia, 87.000 studenti tra i 15 e i 19 anni hanno usato coltelli e in certi casi altre armi “per ottenere qualcosa da qualcuno” nel 2025. È quanto emerso nello studio ESPAD-CNR riportato in anteprima da La Repubblica. Numeri davvero preoccupanti, perché si tratta del 3,5% dei 2,5 milioni di ragazzi e ragazze che frequentano le scuole superiori italiane.
Nel 2018, quando gli alunni erano di più, il dato era dell’1,4%. Tra le Regioni dove le armi sono più usate c’è la Liguria, quarta con il 4,2% dopo Friuli, Lombardia e Umbria.

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