Ormai Elon Musk rappresenta un problema per il mondo. L’uomo più ricco del mondo può inondare il web di deepfakes a sfondo sessuale, consentendo l’alterazione di immagini di donne e bambini in pose esplicite senza consenso. Un’aberrazione contro cui la Ue non è ancora intervenuta. Oggi, il New York Times ha pubblicato numeri sconvolgenti:
Grok crea immagini porno da immagini vere
Grok, il chatbot di intelligenza artificiale di Elon Musk, ha creato e poi condiviso pubblicamente almeno 1,8 milioni di immagini sessualizzate di donne, secondo stime separate di X e dati del New York Times e del Center for Countering Digital Hate.
A partire da fine dicembre, gli utenti della piattaforma di social media hanno inondato l’account X del chatbot di richieste di alterare foto reali di donne e bambini per spogliarli, metterli in bikini e metterli in posizioni sessuali, scatenando una protesta globale da parte delle vittime e delle autorità di regolamentazione.
Grok ha pubblicato 4,4 milioni id immagini in 9 giorni
In soli nove giorni, Grok ha pubblicato oltre 4,4 milioni di immagini. Un’analisi del New York Times ha stimato prudentemente che almeno il 41% dei post, ovvero 1,8 milioni, contenesse immagini sessualizzate di donne. Un’analisi più ampia del Center for Countering Digital Hate, utilizzando un modello statistico, ha stimato che il 65%, ovvero poco più di tre milioni, contenesse immagini sessualizzate di uomini, donne o bambini.

La portata dell’abuso è profondamente preoccupante. Uno strumento specificamente sviluppato a questo scopo è la definizione letterale di rischio sistemico contenuta nel Digital Services Act.
Queste immagini sono illegali in quasi tutti gli stati membri dell’UE. Ma ancora nessuna indagine.
Immagini spazzatura senza precedenti
I risultati mostrano la rapidità con cui Grok ha diffuso immagini inquietanti, che in precedenza avevano spinto i governi di Gran Bretagna, India, Malesia e Stati Uniti ad avviare indagini per verificare se le immagini violassero le leggi locali. Secondo l’analisi del Times e degli esperti in materia di molestie online, l’ondata di immagini non consensuali in pochi giorni ha superato quella delle raccolte di deepfake a sfondo sessuale, o immagini realistiche generate dall’intelligenza artificiale, provenienti da altri siti web, il più grande dei quali Mr. Deepfakes costretto a chiudere nel 2023.
Ondata di sdegno e proteste delle vittime
Elon Musk, al contrario, se l’è cavata bloccando il servizio gratuito di sessualizzazione delle immagini lo scorso 8 gennaio, dopo l’ondata di proteste da parte di utenti bersaglio della falsificazione delle loro immagini. L’ondata di foto sessualizzate è partita dopo che lo stesso Musk ha pubblicato una foto di se stesso in bikini il 31 dicembre e di un razzo di SpaceX cavalcato da una donna nuda, spingendo centinaia di migliaia di utenti a fare richiesta.

