La Giornata Parlamentare è curata da Nomos, il Centro studi parlamentari, e traccia i temi principali del giorno. Ogni mattina per i lettori di Key4biz. Per leggere tutti gli articoli della rubrica clicca qui.
Meloni prende tempo sull’adesione al Board of Peace. Contatti con il Colle
Per un’eventuale adesione dell’Italia al Board of Peace per Gaza “serve più tempo”. Ne è convinta Giorgia Meloni: ospite del salotto di Bruno Vespa, la presidente del Consiglio chiarisce che “la posizione dell’Italia è una posizione d’apertura”, ma “c’è per noi un problema costituzionale di compatibilità, perché dalla lettura dello Statuto è emerso che ci sono alcuni elementi che sono incompatibili con la nostra Costituzione e questo non ci consente di firmare sicuramente domani”. Una giornata cruciale. Salvo colpi di scena, la premier non sarà a Davos, in Svizzera, al World economic forum, mentre volerà di sicuro a Bruxelles per il vertice Ue informale straordinario convocato per affrontare dossier caldi come la minaccia di dazi partita da Donald Trump verso alcuni paesi europei con al centro la questione della Groenlandia, che, secondo la premier, “è una materia che va trattata nell’ambito” Nato.
E proprio su questo punto evidenzia “un’assenza di comunicazione che bisogna ripristinare” fra le due sponde dell’Atlantico, tra Ue e Usa. In ogni caso, tornando all’organismo ideato da Trump per il futuro di Gaza, Meloni sostiene che non c’è il rischio di fare un Onu privato, visto che le “Nazioni Unite sono un organismo troppo consolidato”. E nel contempo, alla domanda se possa sedere anche Vladimir Putin, dice: “In qualsiasi organismo multilaterale, multipolare ci si siede al tavolo con persone che sono distanti da noi”. La mancata partecipazione dell’Italia al Board of Peace era stata concordata da Meloni con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. I due nei contatti avuti ieri si sono trovati d’accordo sulle obiezioni di carattere costituzionale all’adesione del nostro Paese. Quello che è certo è che per ora la firma non ci sarà, una decisione fortemente sostenuta anche da Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.
Nordio parla in Parlamento della giustizia. Scontro su inchiesta pc toghe
Il ministro della giustizia Carlo Nordio, nelle annuali comunicazioni alla Camera e al Senato, esalta il lavoro del Governo a partire dalla riforma per la separazione delle carriere: “Deve essere chiaro che questa nostra iniziativa mira ad attuare da un punto di vista costituzionale quella che è stata una rivoluzione processuale di quarant’anni fa, voluta dal ministro Vassalli, e non è né contro la magistratura, né contro l’opposizione, né contro nessuno”. “Prova ne sia che vi sono stati moltissimi esponenti lontani dalla nostra posizione politica che si sono schierati per il Sì al referendum”. Il riferimento è a Goffredo Bettini “che ha detto sarebbe stato favorevole ma poiché questo è un voto politico, pro o contro Meloni, voterà contro”. La tensione in Aula sale mentre la critica di Nordio al fronte del No va avanti e si accende: “È stato adombrato un po’ da tutti che vi sia una sorta di oltraggio o di vulnus alla Costituzione, che deriverebbe dal fatto che vogliamo mettere il Pubblico ministero sotto l’esecutivo, in una petulante litania davanti alla quale non vi è possibilità di replica”.
Le opposizioni protestano, mentre l’Anm commenta con una nota del segretario generale Rocco Maruotti: “Le nostre sono state non petulanti litanie ma la ripetizione di argomentazioni che speravamo venissero in qualche modo accolte nella fase del dibattito parlamentare; questo non è avvenuto”. La relazione del Guardasigilli prosegue snocciolando i dati a partire dalle assunzioni: “3.586 nel 2025 grazie a investimenti di 120 milioni. L’Italia si pone orgogliosamente al primo posto in Europa per finanziamenti ricevuti nell’ambito del Pnrr a testimonianza della credibilità e dell’efficacia delle politiche adottate”. Quanto alle carceri, “il trend dei suicidi è in calo”: “Quest’anno la percentuale di suicidi è diminuita del 10%. È sempre alta, è sempre intollerabile, però quel trend che era iniziato un paio d’anni fa in modo estremamente preoccupante oggi si è invertito”. Il Ministro ribadisce che “non è il sovraffollamento che provoca il suicidio, ma piuttosto la solitudine, la disperazione e, molto spesso, l’incapacità di affrontare il momento della liberazione”.
“È offensivo sentire che i suicidi nelle carceri avvengono per paura di liberazione e che il sovraffollamento li evita” è il commento della responsabile giustizia del Pd Debora Serracchiani che in Aula attacca il Ministro sull’inchiesta di Report secondo cui sui computer dei magistrati sarebbe installato un programma informatico chiamato ECM/SCCM in grado di spiare senza lasciare traccia. “È una cosa gravissima di cui mi auguro e spero lei voglia spendere due parole prima di allontanarsi da quest’Aula”. Dura la replica del Ministro che a caldo parla di “parole gravissime sulle quali rifletteremo e ne trarremo le conseguenze”. Poco dopo, a Palazzo Madama, rincara la dose: “Trovo assolutamente improprio che il Ministro della Giustizia venga accusato di aver messo sotto controllo i pc dei magistrati e questa cosa non finirà qui”. “È una minaccia”, si sente urlare dai banchi del Pd, e il Guardasigilli si difende: “Figurarsi se è una minaccia”.
Alta tensione tra Lega e FI dopo la frenata su Freni alla Consob
Alta tensione e schermaglie in maggioranza dopo il mancato accordo sulla nomina del sottosegretario leghista Federico Freni alla presidenza della Consob. “C’era un accordo di massima che FI ha messo in discussione, noi continueremo a portare avanti quel nome”, è l’avvertimento del capogruppo della Lega alla Camera Ricardo Molinari. Dura la replica del portavoce azzurro Raffaele Nevi, che invita a “non dire bugie”. “Non c’era alcun accordo, recuperiamo uno spirito di leale collaborazione altrimenti le cose non funzionano”. Si lamenta un vizio di metodo: “Non siamo consultati”, è il refrain, “Vogliono un nome loro, la smettano”, la reazione della Lega, che è pronta ad alzare i toni su più fronti.
Sicurezza in primis, con un pressing continuo su Strade sicure ma anche sulle norme da inserire nel pacchetto allo studio del Governo. E un riverbero delle frizioni tra i partiti di maggioranza è tangibile anche nella discussione in commissione sul decreto Ucraina, atteso in Aula nelle prossime settimane con l’incognita aperta sul voto dei cosiddetti vannacciani. Intanto, il nodo da sciogliere resta quello della Consob e la Lega che non sembra intenzionata a rinunciare al nome di Freni. Secondo fonti parlamentari, l’obiettivo di via Bellerio sarebbe quello di chiudere sulla sua nomina già nella prossima settimana così da inserire il seggio nella partita delle suppletive di marzo, che riguarda già altri due leghisti: Alberto Stefani e Massimo Bitonci. “Non abbiamo motivo di dubitare che Freni farebbe un ottimo lavoro anche alla guida della Consob e per questo invitiamo ad evitare i veti pregiudiziali” è l’invito del leader di Noi Moderati Maurizio Lupi.
In FI, invece, si fa largo il nome di Federico Cornelli, attuale Commissario Consob, mentre viene ribadita, da più parti, la possibilità di convergere su un profilo tecnico. In FdI si sottolinea come la partita della Consob non sia legata ad altre nomine. Non si esclude, per ora, l’intenzione di cercare una schiarita a stretto giro. E tra le ipotesi, resta quella di ricucire il misunderstanding, per tornare sullo stesso Freni. “Se va sono contento per lui, sono un po’ meno contento per la prossima legge di bilancio” è il commento del ministro alle politiche europee Tommaso Foti. FdI, in ogni caso, punterebbe a far calmare le acque. Anche se le tensioni in maggioranza coinvolgono più fronti.
Occhiuto punge FI: non la voglio dividere ma serve più riformismo
Assicura di non voler dividere il partito, che anzi vuole contribuire a portarlo al 20%, ma chiede ai suoi vertici il recupero di un pensiero riformista e liberista che in questo Paese non è pienamente rappresentato. Roberto Occhiuto torna a pungere Forza Italia, di cui è vicesegretario nazionale, riproponendo le questioni di merito sulla necessità di rafforzare il centrodestra proprio a partire dagli azzurri. E per farlo, dopo Palazzo Grazioli, sceglie un altro luogo caro a Silvio Berlusconi, la sua Milano, dove in serata partecipa alla presentazione del libro di Claudio Cerasa, L’Antidoto. “L’ultimo dei miei pensieri è far battaglie all’interno del partito. Non sono interessato a guerre da svolgere nei congressi”, è la premessa del governatore della Calabria al suo arrivo alla libreria Rizzoli, dove tra gli ospiti ci sono anche i sindaci di Milano e di Genova Giuseppe Sala e Silvia Salis.
“Antonio Tajani ha fatto un lavoro straordinario, è una persona dotata di grande saggezza, di grande equilibrio. Lui stesso si è proposto come obiettivo quello di far diventare FI un partito del 20%. Io vorrei lavorare insieme a lui per realizzare questo suo, questo nostro obiettivo, attraverso il recupero del pensiero di Berlusconi nella politica economica, nella politica estera, nei diritti civili. Ed anche in ordine al modo di rapportarsi all’interno di un partito, trovando le ragioni di unità e di convergenza”. La ricetta di Occhiuto, dunque, è quella di un partito più smart, meno chiuso, a cominciare dai diritti tanto cari alla famiglia Berlusconi, come sembrano dimostrare i recenti interventi di Marina e Pier Silvio, che sente di tanto in tanto: “So che incontrano moltissimi dirigenti di FI, non solo me”.
“Guardano a FI come la creatura che il loro papà ha creato con grande amore e vorrebbero che FI restasse il partito innovativo che Berlusconi creò”. Il punto, per Occhiuto, è proprio questo: rendere quell’innovazione più attuale. Perché, “se Giorgia Meloni è bravissima, e sta facendo un lavoro straordinario a livello europeo, tutti quanti quelli del centrodestra mi sembra stiano invece a braccia conserte ad aspettare e vedere cosa fa la premier”. Questo atteggiamento attendista non piace affatto al presidente della Regione Calabria, che guarda al consolidamento del suo partito per rafforzare l’intera alleanza: “Se FI riuscisse ad aggiungere al lavoro di Giorgia Meloni un quid di liberismo e riformismo, credo che sarebbe molto utile per tutto il centrodestra”.
Alla Camera
Dopo che ieri ha approvato il ddl in materia di sicurezza delle attività subacquee, nella giornata di oggi l’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle ore 9.30 per l’esame del ddl per la promozione e la valorizzazione dei cammini d’Italia, del ddl per il sostegno delle attività educative e ricreative non formali, della proposta di legge per l’Istituzione del Giorno del ricordo dei piccoli martiri della strage di Gorla e delle piccole vittime di tutte le guerre e del ddl sulle piccole e medie imprese.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali si confronterà sul ddl di sviluppo della carriera dirigenziale e della valutazione della performance del personale dirigenziale e non dirigenziale delle Pubbliche amministrazioni, sulla pdl in materia di disciplina dell’attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi, sulla pdl per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e la Diocesi ortodossa romena d’Italia, sulla pdl per l’intesa tra il Governo della Repubblica italiana e le Assemblee di Dio in Italia e sulla pdl d’intesa tra il Governo della Repubblica italiana e la Tavola valdese.
La Esteri proseguirà l’indagine conoscitiva sull’impegno dell’Italia nella Comunità internazionale per la promozione e tutela dei diritti umani e contro le discriminazioni e con la Politiche dell’Ue ascolterà l’Ambasciatore della Repubblica di Cipro Yiorgos Christofides sulle priorità del semestre di Presidenza di turno cipriota del Consiglio dell’Unione europea. La Affari Sociali svolgerà audizioni nell’ambito dell’esame del ddl di delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie.
Al Senato
Dopo che ieri ha approvato, definitivamente, il ddl sullo statuto speciale del Friuli-Venezia-Giulia e in prima lettura il ddl sullo statuto speciale del Trentino-Alto Adige, nella giornata oggi l’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 10.00 per lo svolgimento delle interrogazioni e alle 15.00 per le interrogazioni a risposta immediata.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali svolgerà audizioni sul ddl per la delega al Governo in materia di determinazione dei LEP. La Giustizia svolgerà audizioni ed esaminerà il ddl di delega al Governo per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali. Dibatterà sul ddl sulla detenzione dei tossicodipendenti e alcoldipendenti, sul ddl in materia di tutela dei minori in affidamento, sui ddl in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso. Si confronterà sul ddl in materia di comunicazione delle variazioni di reddito rilevanti ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato e sul ddl in materia di furti d’auto. A seguire, discuterà sul ddl per l’introduzione della figura dello psicologo forense per il contrasto alla violenza contro le donne, sui ddl per l’introduzione di norme per la tutela anticipatoria della crisi da sovraindebitamento e sul ddl in materia di contrasto dei delitti informatici.
La Affari Esteri e Difesa, con la Politiche dell’Ue, ascolterà l’Ambasciatore della Repubblica di Cipro in Italia sulle priorità del semestre di Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea. La Politiche dell’Ue ascolterà i rappresentanti di Egualia, Farmindustria, Ance e Cosmetica Italia sulla Legge di delegazione europea 2025 e le relazioni sulla partecipazione dell’Italia all’Ue.
