L’indagine sul Garante Privacy
Indagati il presidente e gli altri membri dell’autorità per peculato e corruzione. Gli altri indagati oltre a Pasquale Stanzione sono Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza. L’indagine nasce dopo servizi Rai di Report relativi alla spese e ad alcune procedure di sanzioni risultate opache.
La Guardia di Finanza cerca prove di quelle che il magistrato definisce condotte disinvolte e comportamenti offensivi del decoro, al punto da diventare vere e proprie ipotesi di reato. Gli inquirenti contestano viaggi, soggiorni in alberghi cinque stelle, cene di rappresentanza e lavanderia, persino fitness e cura della persona.
Le gravi accuse di peculato e corruzione
Tra le accuse contestate ai pubblici ufficiali, quella di aver utilizzato l’auto di scorta per ragioni estranee alle finalità di servizio, ma anche quella più grave di corruzione nell’esercizio delle proprie funzioni, per non aver erogato alcuna sanzione, se non meramente formale, alla società Ita Aiways, nella quale, peraltro, hanno evidenziato nel decreto gli investigatori, il responsabile della protezione dati era l’avvocato Aterno (non indagato) ma membro dello studio E-Lex fondato da Guido Scorza e del quale è tuttora partner la moglie.
“A fronte del riscontro di irregolarità formali e procedurali nel monitoraggio delle comunicazioni e nella tenuta della documentazione relativa al trattamento dei dati, nonché mettendo comunque a disposizione i poteri e la loro funzione in favore della società di volo – scrive nel decreto la procura di Roma – ricevevano come utilità tessere “Volare” classe executive, per il valore di 6000 euro cadauna. In particolare, poi, si cita l’episodio contestato ad Agostino Ghiglia che avrebbe utilizzato l’auto di servizio per «recarsi presso la sede di un partito politico per finalità estranee al mandato“.
Nel paragrafo dedicato “all’utilizzo improprio dell’autovettura di servizio” si afferma che “Ghiglia avrebbe utilizzato l’autovettura di servizio per recarsi presso la sede di un partito politico per finalità estranee al mandato“. E ancora: “dagli accertamenti svolti dalla polizia giudiziaria delegata è stato constatato che il 30 dicembre del 2024 sono stati pubblicati i dati del censimento permanente delle auto di servizio delle pubbliche amministrazioni per l’anno 2024. Per quanto di specifica competenza, il Garante, così come indicato analiticamente dalla nota della Gdf, risulta avere nella propria disponibilità un’autovettura con autista con uso esclusivo“.
Auto che dovrebbe necessariamente utilizzata per “inderogabili ragioni di servizio” e non per gli spostamenti tra abitazione e luogo di lavoro. I “servizi di osservazione della Gdf hanno invece dimostrato che l’autovettura viene sovente utilizzata da tutti i membri del Collegio e anche per finalità estranee alle esigenze di servizio ovvero, oltre che per gli spostamenti casa lavoro anche per ulteriori spostamenti di carattere strettamente personale“.
Contestato un “significativo aumento” dei costi di rappresentanza e gestione
Inoltre è contestato un “significativo aumento” nei costi di rappresentanza e gestione. “I costi, a fronte di una spesa marginale nel 2021 (poco superiore a 20 mila euro), avrebbero registrato un incremento significativo a partire dal 2022 – si legge nell’atto di 16 pagine – raggiungendo nel 2024 circa 400 mila euro annui, a fronte dell’innalzamento del tetto di spesa autorizzato dal Collegio nel 2020 da 3.500 euro a 5.000 euro“.
In base all’esame dei “bilanci consuntivi acquisiti sul sito istituzionale del Gpdp” si è rilevato “nel periodo 2021 – 2024, un incremento significativo delle voci riconducibili alle spese per organi e incarichi istituzionali dell’Autorità e alle spese di rappresentanza. Nello specifico, la voce relativa agli organi e incarichi istituzionali registra una crescita progressiva, che nel solo anno 2024 avrebbe raggiunto, passando da circa 851 mila euro nel 2021, l’importo complessivo di 1.247.000 euro, in larga parte riconducibile a rimborsi per viaggi, soggiorni in alberghi di categoria ‘cinque stelle’, cene di rappresentanza, servizi di lavanderia, fino a ricomprendere altresì fitness e cura della persona“.
Nel decreto vengono citate anche le missioni all’estero. In particolare, si legge, quella del G7 di Tokyo (2023), “il cui costo ufficialmente comunicato sarebbe stato di 34 mila euro, ma che, secondo fonti interne e documentazione informale, avrebbe superato gli 80 mila euro, di cui 40 mila destinati ai soli voli. Analoga situazione si sarebbe verificata in occasione delle missioni in Georgia (Batumi) e in Canada. Rileva – aggiungono i pm – che alcuni componenti del Collegio abbiano viaggiato in business class, pur in assenza dei presupposti previsti dalla pertinente regolamentazione, ben consapevoli di tale aspetto“.
Il post di Ranucci di Report
Sull’inchiesta è intervenuto con un post su Facebook anche il giornalista e conduttore Rai del programma “Report” Sigfrido Ranucci.
“In seguito ai servizi di Report – si legge nel post social – la procura ha aperto un’indagine. Al centro delle inchieste ci sarebbero le spese di rappresentanza del Collegio. Le spese per la carne comprata dal presidente Stanzione addebitate al Garante e la mancata sanzione di circa 40 milioni di euro nei confronti di Meta per il primo modello di smart glasses commercializzato dalla società di Mark Zuckerberg: i Ray-Ban Stories“.
Le richieste di dimissioni del collegio del Garante
Le dimissioni di tutto il collegio vengono chieste dagli esponenti M5S in commissione di Vigilanza Rai: Dario Carotenuto, Dolores Bevilacqua, Anna Laura Orrico e Gaetano Amato.
“In una situazione del genere – precisano i pentastellati – restare aggrappati alle poltrone è un atto di grave irresponsabilità. Così si espone l’istituzione al pubblico ludibrio e si nega la minima tutela del suo prestigio. Per questo ribadiamo una richiesta di semplice igiene istituzionale: l’intero Collegio si dimetta. Subito. Per rispetto dell’Autorità, dei cittadini e della funzione che essa dovrebbe svolgere“.
“Un’Authority deve essere indipendente, terza, al di sopra delle parti. Qui emergono elementi che indicano una gestione non trasparente. Il Garante non puo’ essere percepito come sotto l’influenza dell’esecutivo ne’ come una sua succursale. In questo quadro, la permanenza dell’attuale presidente e’ incompatibile con la funzione di garanzia che l’Autorita’ deve svolgere. Per ristabilire terzieta’, autorevolezza e fiducia, le dimissioni dell’intero collegio sono un atto necessario“, sottolinea in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.
