Un Regolamento, quindi cogente e immediatamente applicabile per i Paesi membri, e non una semplice Direttiva, che avrebbe lasciato più poteri agli Stati membri. Questa la prima novità contenuta nella bozza del Digital Networks Act che Key4Biz ha consultato. E poi c’è il Fair Share, seppur in modo volontario. Ma non era scontato. Anzi nel contesto geopolitico attuale, in molti pensavano non ci sarebbe stato. Invece, le Big Tech possono iniziare a preoccuparsi, perché, secondo la bozza, gli operatori TLC hanno il diritto di andare dal regolatore e chiedere di aprire un tavolo con gli OTT per trovare una soluzione sulla condivisione dei costi della Rete. Sono due le bozze del DNA diffuse ieri.
Spettro radio, licenze illimitate
Sorprende anche la scelta sulle licenze dello spettro. L’art.24 prevede le aste per lo spettro “undefinite” illimitate, come negli USA, ma con delle limitazioni. A questo proposito, si legge nella bozza che “L’opzione preferita prevede principalmente una durata illimitata della licenza di default, con possibilità di
clausole di revisione e revoca dei diritti d’uso, rinnovi quasi automatici e l’applicazione di modelli di aste pro-investimento. Offre la possibilità di armonizzare le condizioni di autorizzazione dello spettro e include una procedura obbligatoria per il Mercato Unico dello spettro a livello UE delle procedure di autorizzazione. Garantisce una maggiore trasparenza e prevedibilità dei tempi di disponibilità dello spettro attraverso roadmap. Questa opzione è la più efficiente, dato che i benefici complessivi superano di gran lunga i costi. Garantirebbe la tempestiva implementazione di reti 5G di alta qualità e delle future reti 6G. Avrebbe un impatto positivo sul PIL, avrebbe effetti di ricaduta sui settori verticali e sarebbe coerente e complementare al processo di switch-off del rame. Porterebbe a una riduzione dell’impronta ecologica delle reti mobili 5G, grazie alla diminuzione del consumo energetico per gigabyte legata alle nuove tecnologie mobili”.
Normativa ex-ante? Resta, ma meno spazio “creativo” alle Autorità regolatorie
Infine, tra la “lista” di Draghi c’era anche la cancellazione della normativa ex-ante, che resta nella bozza del Digital Networks Act, letta in anteprima da Key4Biz, ma la Commissione europea dà meno spazio “creativo” alle Autorità regolatorie.
Infine, il DNA, il nuovo regolamento europeo per riformare il quadro normativo dell’ecosistema digitale, sarà approvato il 20 gennaio, ma forse slitterà la sua presentazione ufficiale.
Le altre novità contenute nella bozza del DNA
Se rimarrà questo testo:
- Gli obiettivi della regolamentazione evolvono rispetto al Codice, con forte accento su investimenti, mercato unico e competitività del settore, un passo in avanti verso i desiderata di Draghi e Letta.
- Sulla regolamentazione della fibra, si chiarisce che uno degli obiettivi principali è l’investimento.
Quando la presentazione del DNA?
Il 20 gennaio, in concomitanza con la data fissata per la presentazione del regolamento a Bruxelles, è già in agenda l’intervento della presidente Ursula von der Leyen al World Economic Forum di Davos, l’appuntamento clou delle èlites economico-politiche globali.
Riuscirà von der Leyen per così dire a sdoppiarsi, presenziando alla presentazione del Digital Networks Act a Bruxelles con il commissario alla Sovranità Digitale Henna Virkkunen, per poi spostarsi in tempo per il suo key note speech a Davos, di fronte alla platea più esigente della finanza e della politica globale?
DNA a rischio oscuramento in concomitanza con il WEF?
La presentazione del DNA nei giorni di Davos non rischia in qualche modo di oscurare la portata delle novità normative presenti nel nuovo regolamento, che tante polemiche sta sollevando da parte del mondo delle telecomunicazioni e delle Big Tech? L’attesa per il DNA è grande. Fissarne la presentazione nei giorni del WEF rischia di sminuirne la portata, diluendo l’unicità di una riforma attesa da tempo dalla industry tecnologica e delle Tlc.
Una presentazione “azzoppata” con la sola Henna Virkkunen, Commissaria per la Sovranità Digitale, ma orfana della Presidente Ursula von der Leyen già volata a Davos rischia di trasformarsi in un mezzo flop per il DNA?
Di certo nei corridoi della Commissione Ue il problema è ben presente e si staranno valutando pro e contro di un eventuale ulteriore slittamento della presentazione del DNA.
Meglio rispettare l’agenda e affidare la presentazione in toto a Virkkunen oppure più opportuno rimandare di qualche giorno per garantire anche la presenza in toto, e non a mezzo servizio, di una von der Leyen concentrata al 100% sul DNA?
Trump al WEF il 21 gennaio e Virkkunen il 22 gennaio
Tanto più che l’agenda di Davos è fitta di appuntamenti pesanti, con il presidente Donald Trump in agenda in 21 gennaio e la stessa Henna Virkkunen è in agenda il 22 gennaio.
Se il DNA sarà presentato il 20 gennaio, Trump potrebbe usare il palco del WEF di Davos per un ennesimo attacco globale al nuovo pacchetto normativo europeo, reo a suo dire di perseguitare le Big tech.
E’ pur vero che mantenendo l’agenda attuale von der Leyen potrebbe cogliere la palla al balzo della presentazione fresca del Digital Networks Act a Bruxelles in mattinata per “ripresentarlo” in qualche modo anche nel suo keynote speech a Davos.
Lo stesso discorso vale per Virkkunen, che potrebbe ripresentare il DNA davanti alla platea del WEF di Davos nel suo intervento del 22 gennaio.
Vedremo come andrà a finire.
Ad ogni modo, la speranza è che il tema della sovranità digitale europea non venga oscurato da questioni di carattere geopolitico che rischiano di penalizzare l’ecosistema europeo in nome di equilibrismi sempre più precari e scivolosi per la Ue.
