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6G, in che modo l’AI condizionerà lo sviluppo del nuovo standard

6G

In che modo lo sviluppo dell’AI, e in particolare quello dell’Agentic AI, condizionerà alla radice lo sviluppo delle nuove reti 6G. E’ questo il tema di un report, appena pubblicato dalla Next Generation Mobile Networks Alliance (NGMN), che tenta così di delineare le sfide principali degli operatori alle prese con l’esplosione dell’Intelligenza Artificiale mentre lo sviluppo del 6G è a pieno regime.

Il report, denominato AI Surge and its Implications for 6G, consolida le prospettive di diversi operatori di rete mobile su “come l’intelligenza artificiale possa influire sulla standardizzazione del 6G e fornisce indicazioni a supporto degli studi 6G in corso nell’ambito del 3GPP”, esaminando tre dimensioni chiave:

Reti adattabili ai casi d’uso dell’AI

Laurent Leboucher, presidente del consiglio di amministrazione di NGMN Alliance e CTO e vicepresidente esecutivo del gruppo Orange per le reti, ha detto: “Mentre la standardizzazione del 6G entra in una fase critica, la rapida crescita dell’intelligenza artificiale e degli agenti di intelligenza artificiale presenta sia opportunità che sfide per gli operatori di reti mobili… Data la varietà dei futuri casi d’uso e applicazioni dell’intelligenza artificiale, è essenziale che gli standard 6G consentano l’adattabilità senza imporre cambiamenti architetturali dirompenti. La flessibilità sarà fondamentale per adattarsi all’evoluzione dei casi d’uso dell’intelligenza artificiale su dispositivi, reti e regioni”.

6G non sarà riprogettazione radicale

La pubblicazione sottolinea che, sebbene l’intelligenza artificiale svolgerà un ruolo centrale nelle reti future, il 6G non dovrebbe essere trattato come una riprogettazione radicale. NGMN sostiene invece un approccio evolutivo che si basa sulle architetture 5G esistenti, garantendo interoperabilità, semplicità operativa e protezione degli investimenti a lungo termine.

“La rapida evoluzione dei modelli di intelligenza artificiale su larga scala sta guidando un passaggio verso un ambiente sempre più basato sull’intelligenza artificiale”, ha detto Takki Yu, Consigliere di Amministrazione di NGMN e Vicepresidente Responsabile dell’Ufficio Tecnico di Rete di SK Telecom. “Per supportare questa trasformazione, le reti dovranno introdurre progressivamente funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, come la programmabilità basata sugli intenti, il funzionamento autonomo e la distribuzione dinamica del calcolo tra domini edge e centrali. Allineando tempestivamente le principali priorità di standardizzazione, il settore può garantire che il 6G si evolva in modo flessibile, sostenibile e orientato al valore”.

“La proliferazione di casi d’uso dell’IA, in particolare quelli con capacità autonome e basate su attività specifiche, sta rapidamente rimodellando il modo in cui le reti vengono costruite e gestite”, ha detto Anita Döhler, CEO della NGMN Alliance. “Mentre il settore accelera verso la prossima era della connettività, NGMN sta concentrando la sua attenzione sulla futura evoluzione delle reti, sottolineando la flessibilità necessaria per accogliere l’evoluzione guidata dall’IA per il 6G”.

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