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6G grande assente al Mobile World Congress di Barcellona (surclassato da AI e satellite)

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L’AI ha fatto la parte del leone al MWC26, ma la cosa più interessante di questa edizione della kermesse globale del mobile appena chiusa a Barcellona è la pressoché totale assenza del 6G.

L’AI ha fatto la parte del leone al MWC26, ma la cosa più interessante di questa edizione della kermesse globale del mobile appena chiusa a Barcellona è la pressoché totale assenza del 6G. E così mentre AI, GPU e reti edge sono sulla bocca di tutti fra gli stand della fiera catalana, fa ancora più rumore la quasi totale assenza di novità ri qualche rilievo sul fronte del 6G.

L’analisi di ABI Research

A farlo notare il Senior Research Director di ABI Research Dimitris Mavrakis che punta il dito su questa assenza significativa.

Anche se mancano ancora anni alla prima specifica normativa 6G, atteso sul mercato non prima del 2030,  il settore sta iniziando a gettare le basi attraverso alleanze iniziali, strategie concorrenti e investimenti tecnologici fondamentali.

• Le prime iniziative 6G annunciate da aziende come NVIDIA, Qualcomm e AMD

• Il divario emergente tra strategie 6G basate sui dispositivi e sulle infrastrutture

Perché tecnologie fondamentali come Integrated Sensing and Communication (ISAC) e reti native basate sull’intelligenza artificiale stanno diventando centrali per la prossima generazione di telecomunicazioni.

Pochi annunci 6G al MWC26

Al MWC26 sono stati fatti alcuni annunci sugli sviluppi del 6G, ma nessuno era definitivo o indicava un consenso di mercato sulla forma finale della nuova generazione. NVIDIA ha annunciato una nuova iniziativa 6G, Qualcomm ha annunciato una nuova coalizione 6G e AMD sta guidando una nuova alleanza per sviluppare sistemi di intelligenza artificiale Open Telco che saranno sicuramente utilizzati per il 6G.

Siamo ora nel 2026, 3 anni prima che il 3rd Generation Partnership Project (3GPP) pubblichi la sua prima specifica normativa nella Release 21. Alcuni potrebbero dire che il ciclo di aggiornamento decennale delle generazioni cellulari sia interrotto, ma possiamo facilmente controbattere osservando il ciclo di sviluppo del 5G e gli eventi del MWC. Nello specifico, il 2015 è stato 3 anni prima della pubblicazione del primo standard 5G e i temi del MWC15 sono stati Long Term Evolution-Unlicensed (LTE-U), nuovi smartphone e Realtà Virtuale (VR). Al MWC di quest’anno si è parlato poco del 5G, e ancor meno delle novità sul 6G. E il fattore più importante è che le aziende che hanno dominato il 5G non erano le stesse che hanno fatto da headliner al MWC15. Lo stesso si può dire anche del 6G.

Eppure la portata e l’ambizione del 6G è superiore al 5G

Ciò nonostante, la portata e l’ambizione del 6G sono molto più grandi del 5G, nonostante il comportamento moderato degli operatori di telefonia mobile e la loro riluttanza – per ora – a impegnare budget ingenti per la nuova generazione. Gli studi sul 6G includono argomenti innovativi che ampliano le funzionalità principali della rete di telecomunicazioni, piuttosto che cercare di applicarne le capacità a mercati adiacenti (ad esempio, il network slicing 5G per la chirurgia a distanza). Alcune di queste funzionalità includono:

Integrated Sensing and Communication (ISAC), che mira a consentire alla rete di rilevare l’ambiente senza alcun input dal dispositivo.

Higher-order Multiple Input, Multiple Output (MIMO), che include antenne con apertura molto più ampia che consentono la comunicazione in prossimità, consentendo così un controllo spaziale molto più preciso della capacità nelle aree trafficate.

Interfaccia aerea AI/Machine Learning (ML), automazione a circuito chiuso e convergenza delle capacità di telecomunicazione e di elaborazione in una piattaforma convergente.

Esistono anche molti altri studi e proposte tecniche, molti dei quali non troveranno posto nelle specifiche ufficiali, e ancora meno troveranno applicazione nelle implementazioni commerciali. C’è anche l’urgenza di investire immediatamente nello sviluppo di questi pilastri fondamentali per preparare la rete a gestire la prossima generazione di carichi di lavoro, che sarà probabilmente dominata dal traffico AI Agentic e Physical, non soltanto dalla banda larga mobile. 

Dispositivi 6G vs capacità di rete

Sembra inoltre che ci sia una certa competizione tra infrastruttura di rete e capacità dei dispositivi nell’ambito della standardizzazione, come previsto. Qualcomm è stata la più accanita sostenitrice del 6G in fiera, segnalando il suo impegno verso la nuova generazione, poiché ha bisogno del 6G per mantenere il suo slancio di mercato e la sua redditività.

Ericsson ha assunto una posizione notevolmente diversa, annunciando il proprio silicio appositamente progettato con acceleratori di rete neurale integrati, anziché affidarsi alle GPU NVIDIA. Questo presenta una spaccatura filosofica: Qualcomm ha bisogno di dispositivi 6G, Ericsson ha bisogno di infrastrutture 6G, e nessuna delle due dipende completamente dalla stessa coalizione. Queste due aziende incarnano la frattura tra dispositivi e reti, ma probabilmente raggiungeranno un compromesso nel 3GPP.

 6G, la discussione giusta al momento giusto

Allargando lo sguardo, il 6G è stato probabilmente trascurato al MWC26, ma sono state sottolineate altre innovazioni e progressi del settore. Ad esempio, l’automazione a circuito chiuso senza intervento umano sta iniziando ad affermarsi nel settore, mentre il cloud sta diventando l’infrastruttura di base più efficiente per le reti mobili. Queste piattaforme indicano un’evoluzione a lungo termine che costituirà sicuramente il sottostato del 6G, su cui verranno implementate nuove innovazioni, inclusi i servizi ISAC e AI. Gli sviluppi del 6G stanno affrontando sfide tecniche e fondamentali davvero impegnative, e questo potrebbe essere il motivo del debole entusiasmo degli operatori. ABI Research prevede che il MWC27 ospiterà una pletora di attività e annunci sul 6G, con l’inizio del ciclo di hype per il 6G.

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