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5GItaly, ‘5G for Europe’ dalle sperimentazioni in corso al gap con USA e Cina

Passare dalla teoria al trial sul campo, sono diverse le iniziative lanciate dal programma 5GPPP e due gli aspetti chiave: il ritardo nei riguardi dei nostri principali competitor globali e il tema della cyber sicurezza.

di Flavio Fabbri | @FabbriFlav2 |

A livello europeo sono tanti i progetti avviati e monitorati dalla Commissione e i suoi dipartimenti. Raffaele De Peppe, Member of the Board, 5G I.A., ha raccontato alla conferenza 5Gitaly di Roma (4-6 dicembre) quanto sta accadendo con l’iniziativa 5G infrastructure association (5G IA), che rappresenta il settore privato all’interno della 5G PPP (Public-private partnership), uno dei principali programmi di ricerca sul 5G a livello globale, nato nel sistema di finanziamento integrato destinato alle attività di ricerca dell’Unione Europea Horizon 2020.

Sono stati messi a disposizione 700 milioni di euro tra il 2015 ed il 2018. Tre le fasi principali: core research, verticals e platform. Nella fase due, attualmente in corso, si sta testando il 5G in diverse filiere industriali, dall’automotive alle smart cities, dalla sicurezza all’industrty 4.0.

La Commissione ha messo in campo il 5G action plan e l’associazione ha organizzato trial di varia natura, con una cabina di regia per accompagnare la sperimentazione. Tra questi ci sono i trial in 13 Stati di calcio per gli europei di 2020”.

 

Maurizio Cecchi, Standard, Technology Communication & IPR, TIM, ha presentato invece Il progetto “The 5G EVE”, uno dei più grandi di questo tipo in Europa, ideato per collaborazioni internazionali e cooperazioni interdisciplinari: “Ci sono state tante sperimentazioni in Europa e molti sono di carattere tecnico scientifico, ma rimasti in una dimensione di laboratorio. Questo progetto vuole fornire all’industria delle interfacce semplici per poter utilizzare le funzionalità 5G. L’obiettivo e il compito principale è verificare sul campo quali sono le migliori performance. Ora siamo nell’ultima fase, con un bando di gara da 60 milioni di euro”.

 

Trasporti, media, logistica, il 5G abiliterà un gran numero di verticali, ha spiegato Peter Stuckmann, Head Of Unit – Future Connectivity Systems, European Commission: “Una grande opportunità per gli operatori mobili, per l’ecosistema mobile nel suo complesso, ma anche per il tessuto imprenditoriale. Primi lanci commerciali sono previsti nel 2020, mentre nel 2025 saranno coinvolte le città e i trasporti urbani. C’è un osservatorio Ue sul 5G che ha il compito di monitorare le sperimentazioni. Un portale, invece, racconterà lo sviluppo dei trials, i piani per i finanziamenti, i bandi e molte altre informazioni relative all’evoluzione 5G. Abbiamo attivato, infine, 10 corridors in Europa, tra cui l’Italia. Per le facilities inoltre, c’è un programma a parte, integrato ai corridoi”.

 

Il 5G rappresenta una nuova discontinuità storica, ha affemato Federico Rigoni, CEO Ericsson. “Il traffico dati su rete mobile, secondo quanto calcolato nell’ultimo anno, nel mondo, è cresciuto del 79% ed è la percentuale più alta dal 2013. Le sottoscrizioni sono salite a 7,9 miliardi, mentre tra il 2018 ed il 2024 il traffico mobile aumenterà di 5 volte. Nel 2024 il 5G avrà il 40% di copertura e 1,5 miliardi di abbonamenti. Ad abilitare la crescita del 5G sarà il mercato americano e il Sud East Pacifico. Gli abbonamenti 5G saranno il 55% del mercato USA nel 2024 e la previsione per l’Europa sarà del 30%”, ha illustrato Rigoni.

Il primo operatore al mondo che ha lanciato il 5G commerciale, anche se pre standard, è stata Verizon e in alcune città americane è possibile acquistare i primi abbonamenti. Nel 2024 si attendono circa 4,1 miliardi di connessioni Internet of Things (IoT). Nel Sud Est asiatico il 5G sarà applicato soprattutto nel settore industriale. Fondamentale è il tema della cooperazione tra organizzazioni, ma soprattutto quello della sicurezza. Una connessione del genere richiede massima sicurezza della rete”.

 

La regolamentazione è centrale per gli operatori e per la gestione dell’ecosistema 5G, ha poi dichiarato Massimo Mazzocchini, CEO Nokia. “Da questo punto di vista l’Europa sta soffrendo. Assistiamo alla sfida USA-Asia, il Giappone che insegue e l’Europa che sta in coda. Non è una tecnologia che andrà a sviluppare il comparto consumer, ma principalmente aziendale. Collaboriamo a diversi progetti europei e nazionali, come il progetto di San Marino primo Stato 5G in Europa e anche alla sperimentazione di Milano. In Europa siamo al Porto di Amburgo, con logistica avanzata, oppure con i progetti per la sicurezza dei viaggiatori con BMW. Con Bosh stiamo sperimentando infrastrutture 5G per monitorare la sicurezza dei lavoratori”, ha detto in conclusione Mazzocchini.5g

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