“L’AI Act è il primo regolamento del genere che davvero mette ordine in uno scenario complicato, facendo chiarezza sui rischi e benefici dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo è mettere in file vari aspetti dell’applicabilità odierna, raggiungendo certezza giuridica, da qui ai prossimi due anni, quando cioè la norma dovrà essere recepita. Lavoriamo con enti e organizzazione per accompagnare le aziende ad essere compliance. Il che non è sempre facile”. Lo ha detto Brando Benifei, Head of Delegation del Partito Democratico, European Parliament durante un intervento a “5G&Co. – Everything is connected”, la conferenza internazionale promossa dal CNIT e in corso a Roma al Palazzo delle Esposizioni.
“Un tema importante è la riconoscibilità dei contenuti creati con l’IA, attraverso un sistema standard di watermark. Serve maggiore fiducia anche verso il pubblico, un obiettivo che è possibile raggiungere solo lavorando di concerto, contrastando le discriminazioni e vietando gli usi vietati dalla tecnologia”. Il riferimento è alle telecamere biometriche in tempo reale, se non per casistiche limitate, alla giustizia predittiva e alla profilazione dei comportamenti. Ma non serve solo censurare, anche favorire la nascita di nuove realtà, come le startup. “Cerchiamo di realizzare un mercato che agevoli anche i nuovi modelli di business, ossia che non ostacoli l’innovazione e la concorrenza. L’AI Act guarda a tutto ciò che lo circonda, anche al 5G, che porterà ad una nuova fase della concorrenza digitale in Europa”.
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