i numeri

5G standalone a 3,9 miliardi di abbonati entro il 2031, 180 milioni per il 6G

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La crescita del 5G e del 5G Standalone segna il passaggio delle telecomunicazioni da semplice servizio di connettività a infrastruttura critica per economia, sicurezza e intelligenza artificiale. Arrivano anche 6G e connettività satellitare a fine decennio.

5G oltre i 3 miliardi di utenti, il conto alla rovescia verso il 6G è iniziato. Il Report

Il mondo delle telecomunicazioni sta entrando in una nuova fase della sua evoluzione. Se negli ultimi anni il dibattito pubblico si è concentrato sulla diffusione delle reti 5G, oggi il tema non riguarda più soltanto la velocità delle connessioni o la qualità dei servizi mobili. Le reti di nuova generazione stanno diventando infrastrutture critiche e strategiche, sempre più centrali per la crescita economica, la competitività industriale, la sicurezza nazionale e gli equilibri geopolitici globali.

Il nuovo Ericsson Mobility Report di giugno 2026 fotografa con chiarezza questa trasformazione. Durante il 2025 sono stati aggiunti circa 660 milioni di nuovi abbonamenti 5G nel mondo, portando la tecnologia a rappresentare già un terzo di tutte le sottoscrizioni mobili globali alla fine dell’anno. Nel primo trimestre del 2026 il ritmo di crescita è rimasto sostenuto: altri 162 milioni di abbonamenti si sono aggiunti alla base esistente, consentendo al 5G di superare per la prima volta la soglia dei 3 miliardi di sottoscrizioni, raggiungendo quota 3,1 miliardi.

Il declino del 4G?

Parallelamente, le tecnologie precedenti stanno entrando in una fase di progressivo declino. Nel primo trimestre del 2026 le sottoscrizioni 4G sono diminuite di 77 milioni, scendendo a poco meno di 4,6 miliardi. Nello stesso periodo il 3G ha perso 18 milioni di utenti e il 2G altri 23 milioni. Si tratta di un passaggio storico che conferma come il settore sia ormai entrato nella fase di sostituzione tecnologica su larga scala.

La velocità di adozione del 5G continua a essere impressionante. Secondo Ericsson, entro la fine del 2027 il numero di sottoscrizioni aumenterà di altri 1,2 miliardi rispetto alla fine del 2025, consentendo al 5G di superare il 4G come principale tecnologia di accesso mobile appena nove anni dopo il suo lancio commerciale. La traiettoria di crescita proseguirà anche nel lungo periodo: le sottoscrizioni 5G sono infatti previste raggiungere 6,4 miliardi entro il 2031, rappresentando circa due terzi di tutte le connessioni mobili mondiali.

5G una corsa tra Nord America e estremo oriente per il controllo delle infrastrutture digitali del futuro

La distribuzione geografica della nuova tecnologia evidenzia però una forte competizione tra aree economiche. Alla fine del 2025 il Nord America risultava l’area con la maggiore penetrazione del 5G, pari al 79%, seguito dal Nord-Est asiatico con il 60%, dall’Europa occidentale con il 54% e dai Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) con il 53%. Guardando al 2031, i ricercatori stimano che l’Europa occidentale raggiungerà una penetrazione del 95%, il Nord America del 92%, mentre Nord-Est asiatico e Paesi del Golfo si collocheranno poco sotto il 90%.

Dietro questi numeri si nasconde una competizione sempre più serrata per il controllo delle infrastrutture digitali del futuro. Il 5G non rappresenta soltanto una nuova generazione di comunicazioni mobili, ma costituisce la piattaforma tecnologica sulla quale si svilupperanno l’automazione industriale avanzata, i sistemi di mobilità autonoma, le reti energetiche intelligenti, la sanità connessa e l’intelligenza artificiale distribuita.

90 operatori per il 5G standalone

È in questo contesto che assume particolare rilevanza l’evoluzione verso il 5G Standalone (5G SA), la versione più avanzata della tecnologia. A differenza delle prime implementazioni, ancora parzialmente dipendenti dalle infrastrutture 4G esistenti, il 5G SA dispone di un core di rete completamente nuovo, progettato per supportare servizi mission critical, latenza ultra-ridotta e capacità di differenziazione delle prestazioni.

Ad oggi circa 390 operatori nel mondo hanno lanciato servizi commerciali 5G e oltre 90 hanno già implementato reti 5G Standalone. Le previsioni indicano che entro il 2031 gli abbonamenti 5G SA raggiungeranno circa 3,9 miliardi, pari al 60% di tutte le sottoscrizioni 5G globali. Sebbene la crescita prevista sia leggermente più prudente rispetto alle stime formulate sei mesi fa, soprattutto a causa di una diffusione meno rapida in India, America Latina, Europa e Medio Oriente, il trend di lungo periodo resta estremamente positivo.

Le offerte commerciali basate su network slicing sono aumentate da 65 a 84 in appena sei mesi

Un indicatore particolarmente significativo riguarda l’espansione delle offerte commerciali basate sul network slicing, una delle innovazioni più importanti introdotte dal 5G SA. Questa tecnologia consente agli operatori di creare “fette” virtuali della rete dedicate a specifici servizi o applicazioni, garantendo livelli prestazionali e qualità del servizio differenziati. Secondo Ericsson, le offerte commerciali basate su network slicing sono aumentate da 65 a 84 in appena sei mesi, segnalando il passaggio da una fase di sperimentazione iniziale a una progressiva industrializzazione del modello.

L’evoluzione del traffico dati offre un’altra indicazione delle trasformazioni in corso. Alla fine del 2025 le reti 5G trasportavano già il 48% del traffico dati mobile mondiale. Entro il 2031 questa quota dovrebbe salire all’85%. Ancora più interessante è il cambiamento nella direzione dei flussi informativi: per la prima volta il traffico in upload cresce più rapidamente di quello in download nella maggior parte delle reti.

Le misurazioni effettuate da Ericsson mostrano che 43 operatori su 55 registrano una crescita dell’upload superiore a quella del download, mentre 17 operatori osservano incrementi superiori di almeno una volta e mezzo.

Il 5G abiliterà l’AI fisica (nelle automobili, nell’industria, nei robot, nelle città)

La diffusione di contenuti generati dagli utenti, delle piattaforme collaborative, dei servizi cloud e delle applicazioni basate sull’intelligenza artificiale sta modificando radicalmente il modo in cui vengono utilizzate le reti.

È proprio l’intelligenza artificiale a rappresentare uno dei principali motori della prossima fase evolutiva delle telecomunicazioni. Secondo il Report, il passaggio verso quella che viene definita “Physical AI” porterà l’intelligenza artificiale fuori dai data center e dentro veicoli autonomi, robot, dispositivi indossabili, infrastrutture urbane e sistemi industriali. In questo scenario le reti mobili diventeranno l’infrastruttura di coordinamento di milioni di agenti intelligenti distribuiti sul territorio.

Inizia il conto alla rovescia per le reti 6G, primi servizi commerciali per il 2030?

Questa prospettiva spiega perché il settore abbia già avviato il percorso verso il 6G. Le attività di standardizzazione sono in corso e le prime specifiche implementabili dovrebbero essere finalizzate tra la fine del 2028 e l’inizio del 2029. I primi servizi commerciali sono attesi intorno al 2030, con una diffusione iniziale concentrata negli Stati Uniti, in Cina, in Giappone, in Corea del Sud e nei Paesi del Golfo, ovvero nelle stesse aree che hanno guidato la prima ondata di sviluppo del 5G. L’India punta ad accelerare ulteriormente i tempi, mentre l’Europa potrebbe arrivare circa un anno dopo rispetto ai principali concorrenti internazionali.

Le ambizioni del 6G vanno ben oltre un semplice incremento delle prestazioni. Le nuove reti saranno progettate come piattaforme AI-native, con pieno supporto alle tecnologie di Integrated Sensing and Communication (ISAC), integrazione nativa tra reti terrestri e satellitari, maggiore efficienza energetica e nuove architetture radio. Ciò consentirà la diffusione su larga scala di applicazioni oggi ancora sperimentali, come i gemelli digitali di intere città e infrastrutture, la mobilità completamente autonoma e le esperienze di realtà mista distribuite su vasta scala.

180 milioni di abbonati al 6G entro il 2031, l’anno della connettività satellitare

Entro il 2031 le sottoscrizioni 6G raggiungeranno circa 180 milioni, senza includere la diffusione iniziale di dispositivi intelligenti autonomi come veicoli, droni e smart glasses con capacità AI avanzate. Se l’adozione dovesse accelerare più rapidamente del previsto, il numero potrebbe risultare significativamente superiore.

Accanto alle reti terrestri emerge inoltre un’altra componente strategica destinata a ridefinire gli equilibri del settore: le costellazioni satellitari in orbita bassa. Negli ultimi anni i sistemi LEO hanno registrato una crescita significativa e stanno diventando complementari alle reti mobili tradizionali, sia per la connettività diretta ai dispositivi sia per la banda larga fissa.

Le sottoscrizioni globali di broadband satellitare dovrebbero passare da circa 10 milioni a fine 2025 a 33 milioni nel 2031. Nello stesso periodo le connessioni Fixed Wireless Access su reti mobili raggiungeranno circa 350 milioni, mentre il numero complessivo delle connessioni broadband fisse nel mondo si avvicinerà ai 2 miliardi.

Le reti 5G e, in prospettiva, 6G stanno assumendo il ruolo che nel secolo scorso apparteneva alle grandi infrastrutture energetiche, ferroviarie o autostradali. Chi controllerà le piattaforme di connettività avanzata e le relative filiere industriali disporrà di un vantaggio competitivo determinante nella corsa globale all’intelligenza artificiale, all’automazione e alla sovranità digitale. La sfida non riguarda più soltanto la copertura di rete o la velocità di download, ma la capacità di costruire l’infrastruttura portante dell’economia digitale del prossimo decennio.

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