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5G, il Regno Unito investe 200 milioni di sterline ‘Saremo leader mondiali’

Migliorare la qualità della vita nelle città a partire da un livello di connettività maggiore. La rivoluzione del 5G parte da qui, dalla possibilità di mettere in comunicazione cittadini, amministrazioni pubbliche e aziende. I servizi saranno il motore dell’economia urbana e nazionale, ma per raggiungere il giusto livello di qualità ed efficienza servono infrastrutture sicure e avanzate.

Il Governo britannico ha annunciato nei giorni scorsi un nuovo progetto sperimentale (“Urban connected communities”) per la diffusione delle reti 5G in città. Grazie ad un fondo di partenza di 200 milioni di sterline (circa 230 milioni di euro), sarà possibile: testare i nuovi servizi di telemedicina e eHealth, implementare la gestione del traffico in tempo reale sempre da remoto e l’utilizzo di semafori di nuova generazione per le auto connesse in rete (connected cars), sviluppare nuovi modelli di business nel settore turistico e dei viaggi a partire dall’uso di realtà aumentata e virtuale, promuovere l’automazione e la robotica nel settore industriale e soprattutto manifatturiero.

Il progetto pilota consentirà anche di sviluppare azioni per rafforzare la partecipazione dei cittadini alla governance del territorio e allo sviluppo di nuovi modelli di business, per aumentare il verde urbano, promuovere la mobilità sostenibile ed alternativa, offrire intrattenimento altamente tecnologico, promuovere la rigenerazione urbana e il recupero di quartieri e luoghi di interesse storico e culturale.

L’iniziativa fa parte dell’ambizioso programma nazionale britannico “5G Testbed and Trials” (a sua volta sostenuto dal National Productivity Investment Fund di 31 miliardi di sterline) e sarà comunque un banco di prova su larga scala per l’infrastruttura 5G wireless, con particolare attenzione all’ambiente urbano e alle comunità cittadine, che potranno contare su un nuovo livello di connettività: “E’ una grande opportunità per le nostre città di far parte di un ambizioso programma nazionale di innovazione urbana promosso dal Governo e teso a far diventare la Gran Bretagna leader mondiale nel 5G e nell’economia digitale”, ha commentato il Ministro per il digitale, Margot James.

Le infrastrutture 5G saranno anche utili al sistema dei media e alle aziende e startup attive nell’ICT, che avranno modo di testare i servizi e le applicazioni di nuova generazione legate alla trasformazione digitale: dal cloud all’Internet of Things, dalla realtà aumentata e virtuale alle apps per le auto connesse e a guida autonoma, dall’efficienza energetica all’eGovernment, passando per il settore sanitario, le scuole, gli enti pubblici e l’industry 4.0.

In uno scenario mondiale in cui la corsa alla leadership nel 5G è iniziata da un pezzo, in Italia possiamo dire di essere ancora ad una fase preliminare.

Ai primi di marzo è partita una consultazione pubblica concernente le procedure per l’assegnazione e le regole per l’utilizzo delle frequenze disponibili nelle bande 694-790 MHz, 3600-3800 MHz e 26.5-27.5 GHz per sistemi di comunicazioni elettroniche al fine di favorire la transizione verso la tecnologia 5G.

La legge di bilancio approvata a dicembre ha messo l’Agcom di fronte ad una sfida complessa, ha spiegato a Key4biz il Commissario Antonio Nicita,quale quella di contemplare obiettivi di bilancio ambiziosi (almeno 2,5 miliardi di euro complessivi) con la necessità di garantire un accesso su base nazionale alle future infrastrutture 5G che gli operatori svilupperanno”.

La distribuzione delle risorse frequenziali e la costruzione dei blocchi di frequenze, delle eventuali riserve per i nuovi entranti e i meccanismi di assegnazione, ha precisato il Commissario, sono “elementi fondamentali per disegnare il futuro mercato, e garantire i giusti incentivi in termini di concorrenza e quindi di investimento”.

E’ chiaro, leggendo queste parole, che l’infrastruttura 5G non solo è necessaria per la crescita economica, ma è assolutamente fondamentale e strategica per competere sui mercati globali di domani. il 5G è la base della trasformazione digitale è la risorsa irrinunciabile per accelerare con la trasformazione digitale delle nostre industrie, imprese e attività produttive.

Ma non dobbiamo ripetere gli errori già fatto col 4G, perché ogni ritardo in questa corsa comporta il rischio di mancare i vantaggi strategici legati al 5G.

Speriamo che il prossimo Governo sia in grado di dare il via ad una nuova fase di sviluppo digitale sul territorio: più rapido, più diffuso, più inclusivo, più avanzato e competitivo.

Al momento, complessivamente, in Italia la sperimentazione del 5G vale circa 200 milioni di euro e riguarderà diverse città, tra cui Milano, Torino, Matera, Bari, L’Aquila. L’obiettivo è arrivare in tempo alla sfida globale che dovrebbe partire già nel 2020.

Il recente Mobility Report di Ericsson ha calcolato che nel 2023 circa il 20% della popolazione mondiale sarà coperta dalle reti di quinta generazione. La stima è di un miliardo di utenti per il 5G. Di questi, il 37% sarà in Nord America, il 34% in Asia Nord Orientale e il 16% in Europa.

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