Key4biz

5G, Nokia prende le distanze dall’O-RAN Alliance. E gli altri?

5G-Usa-Cina

Ha fatto rumore nella industry delle Tlc la decisione di Nokia di mettere in stand by la sua partecipazione alla O-RAN Alliance, un’organizzazione per la standardizzazione delle reti mobili, che lavora accanto ad altri enti di standardizzazione storici per creare un 5G più aperto. Tra le altre cose, l’obiettivo dell’O-RAN Alliance è anche quello di rompere la dipendenza degli operatori nei confronti del duopolio Nokia ed Ericsson, dopo l’estromissione di Huawei da diversi mercati europei.

Ma ora la pausa di riflessione che si prende Nokia potrebbe trasformarsi in una questione più seria e contagiosa per l’alleanza che conta circa 300 partecipanti, a meno che le autorità americane non facciano qualcosa. Ne ha scritto per la prima volta il sito specializzato Politico.

Leggi anche: Open-RAN, che cos’è e perché è importante per lo sviluppo del 5G

5G, la FCC propone il bando totale e retroattivo di Huawei e ZTE dagli Usa

Ma perché la decisione di Nokia?

La presenza di alcuni player cinesi, già presenti nella blacklist americana, nel novero dei partecipanti all’O-RAN Alliance (Open Radio Access Networks)

– fra questi il vendor di server Inspur, Kindroid (filiale del vendor tecnologico cinese Kyland Technology) e lo sviluppatore di chip Phytium – ha spinto Nokia a sospendere il suo coinvolgimento nel gruppo di lavoro tecnico dell’O-RAN Alliance. Una decisione improntata alla “prudenza”, in attesa che il consorzio analizzi la situazione e trovi una via d’uscita. Nokia non vuole esporsi al rischio di sanzioni americane, collaborando con alcune aziende cinesi che fanno parte dell’O-RAN Alliance inserite nella lista nera Usa.

A quanto sembra di capire, Nokia pare preoccupata che il suo lavoro in seno all’Alleanza, che è di natura collaborativa, possa essere interpretato come fraternizzare con il nemico (cinese) e quindi, a sua volta, portare a misure punitive da parte del governo degli Stati Uniti, dei clienti statunitensi e/o di coloro che condividono il zelo delle autorità statunitensi. C’è da dire però che uno dei fondatori dell’O-RAN Alliance è China Mobile, che è stato espulso dalla Borsa di New York perché ritenuto una minaccia alla sicurezza e quindi inadatto al sostegno degli investimenti da parte di qualsiasi società o individuo statunitense, sembra non essere stato un problema per tutti i partecipanti dell’Alleanza fino ad oggi.

Questione facilmente risolvibile

La questione potrebbe essere facilmente risolta dalle autorità americane. Basterebbe includere la O-RAN Alliance nella rosa di enti rappresentanti della industry, considerati importanti per lo sviluppo degli standard e delle specifiche 5G. In questo modo, si potrebbe consentire alle aziende di fraternizzare con altre aziende altrimenti considerate come una minaccia per la sicurezza: altri enti che rappresentano la industri delle Tlc come la IEEE, l’ITU, l’ETSI e il 3GPP hanno ottenuto questa denominazione a causa del livello di coinvolgimento di Huawei all’interno di queste organizzazioni.

E dal momento che l’amministrazione Usa e organizzazioni americane sono molto interessate allo sviluppo dell’Open RAN come catalizzatore di un’ondata di innovazione nel networking nonché il promotore di un ampliamento dell’ecosistema dell’ICT (cosicché Huawei ed altri “cattivi attori” possano essere esclusi dalle reti americane), sarebbe sensato concedere questo lasciapassare e per Nokia rientrare in gioco senza timore di essere penalizzata in quanto collaboratore del progetto.

Mossa di Nokia contagiosa?

La mossa di Nokia potrebbe sollevare un’ondata di preoccupazione fra gli oltre 300 partecipanti all’alleanza, qualcuno dei quali potrebbe temere di vedersi colluso in qualche modo con il nemico delle autorità americane.

Cosa penseranno i tanti player americani ed europei che fanno parte dell’Alleanza fra cui Ciena, Cisco, Dell, Ericsson, HPE, IBM, Intel ma anche Tim? La lista è lunga.  Dovrebbero sospendere anche loro la collaborazione, per timore di finire nel mirino delle autorità americane per violazione della proprietà intellettuale?

E’ vero anche che altri membri dell’alleanza potrebbero rallentare il loro apporto alla causa comune, con grave scorno dei molti operatori che sperano in una rapida attività di R&D per raggiungere risultati concreti in tempi stretti. Fra questi, ad esempio, membri dell’alleanza come AT&T, Orange, Verizon, e Vodafone soltanto per citarne qualcuno.

A questo punto, il vero problema è che il lavoro di organizzazioni aperte come vuole essere la O-RAN Alliance rischia di essere in balia delle decisioni a porte chiuse dell’amministrazione Usa e segnatamente dell’Agenzia di sicurezza BIS (Bureau of Industry and Security).  

Exit mobile version