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5G, mercato da 251 miliardi di dollari nel 2025. Le opportunità per il settore industriale

5G

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L’impiego diffuso dell’Internet of Things in tutto il mondo, l’abilitazione dell’industria 4.0 e dell’automazione, una maggiore capacità connettiva dei territori, sono tutti fattori abilitanti la grande digital transformation, ma che alla base hanno un comune fattore disrputive, il 5G.

Tra un paio di anni le prime reti 5G compariranno in tutta Europa e quindi anche in Italia, consentendo agli utenti di scambiare pacchetti di dati ad alte velocità e con bassa latenza. È da qui che potranno prendere le mosse le auto a guida autonoma, i robot, le smart city e le stesse smart home, l’utilizzo di piattaforme per la realtà aumentata e virtuale.

Le più recenti stime sulle tecnologie e sui servizi per il 5G indicano un mercato che nel 2025 potrebbe arrivare a valere più di 251 miliardi di dollari, si legge in un recente documento Netscribes.

Per quanto riguarda le infrastrutture necessarie alla diffusione dei servizi 5G, uno studio Market Reports Center ha calcolato per il 2025 un monte investimenti attorno ai 30 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annuo anche del 70% (Carg 2017-2030).

Infrastrutture che sono fondamentali per un utilizzo del 5G su scala industriale, per promuovere l’automazione, la robotica, le soluzioni M2M e molte altre tecnologie necessarie all’industria 4.0 e alla smart manufacturing.

Sul tema nei giorni scorsi si è tenuto un vero e proprio Summit sul 5G a Trento, presso l’ateneo cittadino. Si tratta di un evento IEEE dedicato alla nuova tecnologia mobile all’interno di un quadro strategico basato sui principi che abbracciano gli interessi e le priorità dell’industria.

Questo summit di un giorno ha fornito punti di vista ed esperienze di una piattaforma per esperti, innovatori e ricercatori del settore e della comunità accademica, utili ad aprire una collaborazione più ampia finalizzata allo scambio di idee su questa tecnologia emergente, che potrebbe aiutare a guidare gli standard e la loro rapida implementazione.

Nell’intervento dal titolo “Towards 5G from research and market opportunities”, Paolo Comi, Research and Innovation Manager in Italtel, ha illustrato un’analisi di mercato sul 5G (aspetti principali, innovazioni, tempistiche) al fine di identificare gli elementi di maggiore interesse da un punto di vista industriale.

Il discorso si è sviluppato nella descrizione dell’interesse di Italtel, identificando le tecnologie e i servizi offerti al mercato di riferimento.

Infine, Comi ha descritto il metodo adottato da Italtel per la gara verso il 5G, ovvero ricerca e innovazione, con una sintesi dei principali aspetti di 4G, 4G + e 5G, che mostra cosa si può fare ora e cosa sarà abilitato in futuro dal punto di vista dell’interesse industriale.

E proprio questo standard di telecomunicazioni di nuova generazione consentirà un maggiore utilizzo ad esempio dell’Industrial Internet of Things (o IIoT), cioè un classico dispositivo IoT di recente sviluppo pensato esclusivamente per la sua applicazione all’interno dell’industria 4.0.

Lo scopo delle soluzioni IIoT è quello di ottimizzare i processi produttivi attraverso la connessione tra i macchinari, realizzare dei dati utili per un centro di analisi, avere un controllo preventivo sullo stato di salute delle macchine in uso e controllare i tempi della produzione industriale.

Il mercato mondiale dell’Internet delle cose industriale è stato stimato da un nuovo studio Allied Market Research attorno ai 197 miliardi di dollari entro il 2023 (dai 116 miliardi del 2016).

Recentemente, nel documento “The guide to capturing the 5G-IoT business potential” di Ericsson, si è analizzato in maniera approfondita come gli operatori delle telecomunicazioni potrebbero ottenere una crescita dei propri ricavi fino al 36% rivolgendosi in particolare a 10 settori chiave.

Grazie all’utilizzo della tecnologia 5G nei processi di digitalizzazione industriale, nel 2026 gli operatori potranno accrescere i propri ricavi tra i 204 e i 619 miliardi di dollari (pari al 12-36%), da aggiungere agli 1,7 trilioni di dollari già stimati come ricavi dai servizi per lo stesso periodo.

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