Le regole di gara

‘5G, assegnazioni innovative per il lancio in Italia’. Intervista ad Antonio Nicita (Agcom)

Al via la consultazione Agcom sull’asta del 5G. L’Autorità chiude l’indagine conoscitiva sui servizi 5G e apre la discussione con tutti gli stakeholders sul primo esempio europeo di asta multibanda per lo sviluppo delle infrastrutture 5G. Intervista al Prof. Nicita, tra i relatori dei provvedimenti.

a cura di Paolo Anastasio |
Antonio Nicita

Al via la consultazione Agcom sull’asta del 5G, mentre l’Autorità chiude l’indagine conoscitiva sui servizi 5G e apre la discussione con tutti gli stakeholders sul primo esempio europeo di asta multibanda per lo sviluppo delle infrastrutture 5G. Ne abbiamo parlato con il commissario Antonio Nicita, tra i relatori dei provvedimenti.

 

 

Key4biz. Prof. Nicita, l’Autorità ha concluso un’approfondita indagine conoscitiva sui servizi 5G e avviato la consultazione sulle procedure di assegnazione. Quali sono stati i criteri seguiti dall’Autorità?

 

Antonio Nicita. La legge di bilancio approvata a dicembre ha messo l’Autorità di fronte ad una sfida complessa, quale quella di contemplare obiettivi di bilancio ambiziosi (almeno 2,5 miliardi di euro complessivi) con la necessità di garantire un accesso su base nazionale alle future infrastrutture 5G che gli operatori svilupperanno.

La distribuzione delle risorse frequenziali e la costruzione dei blocchi di frequenze, delle eventuali riserve per i nuovi entranti e i meccanismi di assegnazione sono elementi fondamentali per disegnare il futuro mercato, e garantire i giusti incentivi in termini di concorrenza e quindi di investimento.

 

 

Key4biz. A proposito di concorrenza, perché l’Autorità ha ritenuto di proporre al mercato e agli attori interessati l’opzione di riservare un lotto sulla banda 700 ad un operatore nuovo entrante?

 

Antonio Nicita. E’ una delle proposte pro-concorrenziali poste in consultazione, a suo tempo suggerite dall’antitrust italiano ed europeo, per permettere ad operatori che stanno puntando sul mercato mobile italiano di poter competere ad armi pari con i grandi operatori storici, che hanno reti già sviluppate e che comunque avranno a disposizione risorse adeguate per espandere il proprio business.

 

 

Key4biz. Sulla banda “regina” del 5G, ovvero la banda intermedia 3.6-3.8 GHz, nella quale sono già in corso importanti sperimentazioni in alcune città italiane, quali sono le scelte dei blocchi?

 

Antonio Nicita. L’Autorità ha proposto le opzioni che derivano anche dagli orientamenti raccolti nella indagine conoscitiva sul 5G. E cioè un’opzione di due blocchi da 100 MHz, ipotesi che predilige la possibilità di fornire alta capacità ma sacrifica qualcosa in termini di concorrenza; accanto un’opzione di 4 lotti da 50 MHz, che lascia più spazio alla competizione ma sacrifica molto le esigenze di capacità; infine, una terza opzione mista, quella da due lotti da 80 MHz e un lotto da 40 MHz che disegna invece uno scenario nel quale grandi operatori possono essere insidiati da un challenger, che potrebbe fungere da volano per gli investimenti, specie nell’ipotesi che il blocco più piccolo venga collocato nella porzione contigua alla banda 3.4-3.6 in modo da sfruttare possibili sinergie con i titolari di frequenze nella banda inferiore, sulle cui richieste di proroga è in corso un procedimento parallelo ma, evidentemente, non indipendente.

 

 

Key4biz. Sono proposti obblighi di copertura e di condivisione?

 

Antonio Nicita. Su queste due bande sono proposti obblighi di copertura e di accesso innovativi, che possano tenere in conto le specificità demografiche, sociali ed economiche del Paese. Inoltre, viene evidenziato un trade-off tra obblighi di condivisione e di aggregazione, rispettivamente, inversamente e direttamente proporzionali al grado di frammentazione dei lotti. Abbiamo invece focalizzato la nostra attenzione su un obbligo di dare accesso, in capo agli aggiudicatari, a fornitori di servizi (automotive, attori industriali ecc..) che vorranno utilizzare la rete 5G per poter offrire servizi ad alta connettività e contenuto tecnologico su tutto il territorio nazionale. Inoltre, a differenza del passato, in cui le frequenze venivano rilasciate con diritti d’uso individuali ed esclusivi e con obblighi specifici e individuali, ora AGCOM prevede che le frequenze siano assegnate con diritti d’uso individuali ma, talvolta, non più esclusivi. Si punta quindi sullo sharing e la collaborazione fra gli operatori, in particolare per raggiungere aree del territorio remote o poco abitate, o coprire le principali direttrici di trasporto stradale e ferroviario.

 

 

Key4biz. Quali opzioni invece riguardano la banda 700? 

 

Antonio Nicita. Si tratta della banda più pregiata per realizzare reti ad alta capacità su estensioni notevoli di territorio, proponiamo sia degli obblighi di copertura individuali (80% popolazione entro 36 mesi, con priorità ad aree urbane, riconoscendo al nuovo entrante 12 mesi in più di tempo), sia degli obblighi di copertura collettivi (gli aggiudicatari, collettivamente, entro 54 mesi debbono coprire il 100% della popolazione, anche tramite accordi tra loro). Oltre alle esigenze del mercato consumer, abbiamo pensato anche a obblighi di copertura che – come vuole il 5G – rispondano alle necessità di alcuni segmenti industriali verticali. Abbiamo per questo proposto degli obblighi di copertura sulle principali vie di trasporto stradali e ferroviarie, e, per valorizzare il patrimonio artistico e naturale del nostro Paese, un obbligo di copertura su aree turistiche, anche remote o non abitate stabilmente.

 

 

Key4biz. Come si articoleranno le relazioni verticali e orizzontali tra titolari delle frequenze e gestori dei servizi?

 

Antonio Nicita. Questa è una delle parti più innovative che vogliamo discutere con il mercato. Sia nella banda 3600-3800 che nella banda 26 GHz sono potenzialmente separate le attività di realizzazione dell’infrastruttura di copertura da quella di utilizzo delle frequenze e offerta dei servizi. Ciò significa che potranno evolvere nuovi attori nella catena del valore, come operatori che focalizzano il proprio business solo sullo sviluppo dell’infrastruttura fisica (es. small cell asset provider) e service o partner provider, che collaborano con l’operatore titolare delle frequenze per offrire servizi innovativi.

 

 

Key4biz. E per la banda 26 GHz, quali sono le opzioni poste in consultazione?

 

Antonio Nicita. Nella banda 26 GHz, dove il problema delle interferenze tra operatori è meno rilevante, il regolamento dell’Autorità fa un salto metodologico innovativo in termini di sharing. Si propone che ciascun aggiudicatario di un lotto possa usare le frequenze di tutti gli altri lotti dove non sono utilizzate dagli altri aggiudicatari. Ciò significa che in ogni dato spot vi potrebbe essere una disponibilità fino a 1 GHz di banda a disposizione per offrire un boost di capacità veramente notevole. Gli aggiudicatari potranno identificare un trusted third party per coordinare le rispettive installazioni. ll regolamento dell’Autorità in alcune parti ha dovuto essere particolarmente innovativo, cosi come innovativi sono i servizi 5G e nuove sono le sfide che aspettano il mercato e l’industria italiana. Aspettiamo adesso la risposta di tutti gli stakeholders interessati.

 

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